Storie di un Podcast — Ep. 9

Sergio Ferragina
Jul 23 · 4 min read

Lievemente in ritardo, ma sono giornate intense e anche trovare tempo per scrivere questa rubrica diventa difficile. Aggiungiamoci il mio rincoglionimento che mi fa arrivare alla mezzanotte del lunedì dicendo “non ho fatto il post sul blog” e il gioco è fatto.

Comunque.

Come detto già in precedenza, alcuni episodi sono registrabili in anticipo e aspettano soltanto di uscire, altri invece hanno bisogno di un certo tempismo.

Era stato così con Endgame, sarà così per il San Diego Comic-Con (registrato ieri e che arriva lunedì) ed è stato ovviamente così per Spider-Man Far From Home.

In questi casi gli incastri sono diversi. Anzitutto bisogna (ma va?) aver visto tutti il film. Una condizione non banale se teniamo conto degli impegni personali e anche che, in questo caso, Giuseppe si trovava a Cambridge e non si sapeva quando l’avrebbe potuto vedere. Ironia vuole che alla fine l’abbia visto prima di noi altri, ma la questione rimane.

Poi ci sono i soliti impegni. Il lavoro, in primis.

E ovviamente c’è la data di uscita. Far From Home è un episodio regolare, quindi doveva uscire per forza ieri, sommando le varie condizioni. Il risultato è stato che abbiamo registrato martedì e che poi ci ho lavorato nei giorni successivi, litigando con qualche ronzio di troppo e tagliando i momenti in cui studenti in crisi bussavano a una porta a Cambridge.

Di Far From Home parliamo nell’episodio, anche se una buona metà è occupata anche da spontanee congetture sul futuro del MCU che già in parte risultano vecchie alla luce delle rivelazioni del week-end (ma mi vanto che su qualcosa comunque ci ho preso).

Qui approfondire una cosa Nell’episodio parlo en passant di quando conobbi per la prima volta Mysterio. Penso di aver già raccontato che i miei primi albi dell’Uomo Ragno furono numeri dell’Uomo Ragno Gigante Corno (o addirittura raccolte di quegli stessi numeri).

Se per me Peter Parker, MJ Watson e gli altri avranno comunque sempre le fattezze dei disegni di Romita Sr. è proprio a causa dell’imprinting di quegli albi.

Erano storie in cui, grazie a Lee, Romita, Kane e Conway, scoprii personaggi come Octopus e l’Uomo Ghiaccio e assistetti alla morte del Capitano Stacy.

Ricordo che Octopus, con quelle braccia che venivano fuori da una tuta da carcerato, sembrava uscito dalla Guerra dei Mondi.

Ma in uno di questi numeri c’era anche il ritorno di Mysterio. Ritorno perché era già comparso in storie disegnate da Ditko che recuperai solo decenni dopo: per me era la prima comparsa. Mi affascinò terribilmente.

C’era una tavola in cui compariva all’improvviso in mezzo alla strada, con Peter che lo incrociava. E poi, ovviamente, c’era il pezzo forte: l’Uomo Ragno rinchiuso in un (finto) Luna Park in miniatura che doveva salvarsi da mostri animati e alabarde che cadevano qua e là. Sembrava un film horror e le tavole di Romita erano qualcosa di incredibile.

C’è una lunga scena in Far From Home che è un esplicito omaggio a quelle storie e già solo quello mi ha fatto amare il film anche più del previsto.

Qui ne lascio un paio, giusto per fare venire l’acquolina in bocca.

E, come al solito, c’è l’episodio da ascoltare.


Originally published at …E a volte, quando cadi, voli.

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