Non mi fermeranno le paludi o la neve, né il Natale
Il tratto di corsa più difficile non è l’ultimo chilometro, né tantomeno il primo. Non è nemmeno la parte centrale del percorso, quando la partenza è ormai lontana e, allo stesso tempo, il traguardo è ancora troppo distante. Il vero momento più difficile è rappresentato da quei 20 metri che separano il divano dalla porta di casa, uno spazio fisicamente davvero piccolo che però può essere più insormontabile delle paludi o della neve di cui cantava Anna Oxa.

E questo vale ancor di più a Natale, quando trovare le motivazioni per affrontare quel piccolo tratto di “strada” (anzi di parquet, se tutto va bene) diventa una corsa ad ostacoli, un dribbling tra panettoni, pandori, parenti, buste, pacchi regalo, caminetti accesi, divani confortevoli, voglia di dire “chi me lo fa fare, oggi è festa!”.
La verità è che anche in periodi festivi come questi, non c’è nulla di più bello e gratificante della sensazione che si prova dopo aver corso. Ancor meglio se si riesce a farlo nella mattinata, prima di affrontare le altre maratone della giornata: quelle culinarie.
Per me è stato così. E questo mi ha permesso, anche in questa settimana, di portare a termine tutti gli allenamenti previsti. E direi che mi merito un bel premio (tipo un trapano) perché ero anche in trasferta in uno di quei luoghi fuori dai centri cittadini, dove tutti, ciclisti e runner, si salutano ogni volta che si incrociano. Un momento di socialità e cordialità tra sconosciuti che mette in crisi il mio carattere da orso metropolitano.

Riconosco di essere bravo, ma non ancora bravissimo. Non riesco, infatti, a dedicare il tempo che vorrei anche ad esercizi fisici che coinvolgano il resto del mio corpo. Non vorrei trovarmi tra qualche mese con delle gambe sviluppate e pronte per affrontare 42 chilometri e la parte alta da rachitico neanche in grado di trasportare i sacchetti della spesa. Ma questo è un altro argomento che affronterò in uno dei prossimi post, uno dei tanti post attesi con trepidazione dall’intero popolo della bellissima Milazzo.