Un viaggio spettacolare, un’avventura senza precedenti e davvero tante emozioni!
1º Giorno
Kathmandu: sveglia alle 4:30 e pronti per la partenza alle 5:15. La nostra guida Sherpa Urgen ci attende nella hall del nostro albergo con l’auto accesa pronta per condurci all’aeroporto.
Gli aerei che da Kathmandu volano fino a Lukla non sono tra i più affidabili del mondo e i voli sono molto spesso soggetti a cancellazione senza preavviso. Stiamo parlando di aeromobili che volano esclusivamente “a vista”, ovvero piccoli velivoli che possono viaggiare solo di giorno e in condizioni di tempo atmosferico ottimali. D’altro canto stiamo parlando di uno degli aeroporti più pericolosi del mondo se non il più pericoloso… Per avere qualche chance di volare bisogna riuscire a salire sul primo volo della giornata perché in quel momento il cielo è solitamente più limpido ed è più probabile riuscire a raggiungere la meta. Quindi, quale può essere la tecnica migliore per riuscirci? Arrivare in aeroporto prima degli altri!
A quanto pare riusciamo ad arrivare in tempo e procediamo verso i controlli per il check-in. Una volta effettuati tutti i controlli di rito ci accomodiamo nella sala partenze in attesa dell’imbarco.
Trovare il Wi-Fi gratuito all’aeroporto di Kathmandu e non trovarlo a Milano Malpensa è una cosa che ti fa pensare…
Poco dopo ci imbarchiamo sull’aereo e dopo 30 minuti circa di volo, e una buona dose di tensione, atterriamo sani e salvi a Lukla.
Appena scendiamo incontriamo subito la nostra seconda guida Raji e i nostri due portatori Loch e Indra che prendono subito in custodia i nostri bagagli e ci accompagnano in una lodge per permetterci di fare una veloce colazione prima di cominciare il nostro trek.
Attraversare il villaggio di Lukla ti da l’impressione di essere tornato indietro nel tempo, è davvero una sensazione incredibile.
Dopo aver camminato tra piccoli villaggi e sentieri immersi nella natura per circa 3 ore, arriviamo alla nostra prima tappa verso mezzogiorno a Phakding (no internet).
Dopo aver pranzato e ci siamo sistemati nella camera per la notte.
Con camera intendo una stanza 3x3 con due letti realizzati da tavole di legno e materassi molto sottili + una porta che da l’accesso al wc (privato per fortuna!) e nessun tipo di riscaldamento.
Comincia a piovere ma, fortunatamente, per questo giorno le camminate sono terminate. Nonostante il cielo fosse quasi sempre coperto siamo riusciti a scottarci lo stesso sul collo e quindi… crema idratante!
Dopo esserci riposati nella nostra camera, raggiungiamo gli altri nella sala da pranzo per cenare tutti insieme.
Il menù è abbastanza vario, vanno molto le zuppe di cipolla e aglio (ottime soprattutto per la pressione) e anche altri piatti come spaghetti e riso con contorni vari di verdure, il tutto realizzato secondo gusti molto vicini ai nostri. L’unico ingrediente che non usiamo così spesso è il curry ma qui dà ai piatti un gusto decisamente interessante (buono!)
La sera, nella sala comune della loggia, troviamo un altro gruppo di turisti che fa il nostro percorso (anche perché non è possibile farne altri) e insieme a loro guardiamo un terrificante film su una spedizione sull’Everest finita tragicamente con otto morti, feriti, mutilati… uno spettacolo!
Finito il film siamo andati a dormire non senza qualche dubbio… Forse le guide volevano spegnere eccessivi entusiasmi? Non lo sapremo mai…
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