Quanto pagheresti per una portineria di quartiere?

Sèm chì, tra ascolto attivo e approccio sartoriale

“Stiamo avviando un’impresa, innovativa, sociale… a tutti gli effetti”, hanno esordito così Chiara, Eloisa e Fiorenza alla presentazione ufficiale di Sèm Chì, la prima portineria di quartiere di Monza. Nel giorno di San Valentino le tre portinaie si sono per la prima volta confrontate con il pubblico, illustrando alcuni aspetti e strumenti della strategia di validazione e proponendo il primo “pacchetto base” del servizio. La proposta, come vedremo, è apparentemente semplice, ma le due settimane di preparazione non sono state altrettanto immediate.

La definizione di un servizio che di fatto non esiste, per quanto intuitivamente “utile” per la comunità, non è certo banale. Qual è la nostra proposta di valore?

Sono partite dal Business Model Canvas per iniziare a chiarirsi le idee, realizzare che il loro target è alquanto eterogeneo, così come i bisogni a cui vorrebbero rispondere.
Il primo strumento elaborato è stato quindi un questionario, rivolto principalmente agli abitanti del quartiere, distribuito online e “porta a porta”, con l’obiettivo di raccogliere quante più informazioni possibili sulle esigenze e le abitudini di chi vive nel circondario. Ma nel frattempo era necessario “esserci” già, fisicamente e idealmente, predisponendo da un lato un piano dei turni, dall’altro un piano di comunicazione e ingaggio.

Quali orari devono essere coperti da una portineria di quartiere? Mentre la raccolta dati prosegue, le ragazze, di cui due mamme separate con bimbi piccoli, hanno predisposto il calendario settimanale per avere una copertura completa, dimostrando grande capacità organizzativa in pieno stile maternity as a master. Chiara, la creativa del gruppo, ha invece dedicato giorni (e notti) a conciliare le idee del trio, per arrivare a un’immagine coordinata che tenesse insieme senso del progetto e visioni particolari di “cosa rappresenta la nostra portineria di quartiere”. Ma il nodo più difficile da sciogliere è stato senz’altro la definizione (e il pricing) dei servizi base da proporre ai clienti.

Ognuno può essere il Sèm chì dell’altro

Prossimità e immediatezza, con un tocco di femminilità: il logo di Sèm chì vuole comunicare innanzitutto presenza e disponibilità, ed è già usato come immagine profilo della pagina Facebook. Per il primo mese — dal 1° al 31 marzo — la priorità sarà data all’ascolto “attivo” dei bisogni del quartiere e alla mappatura di competenze e interessi.

In concreto, si garantisce presenza fisica dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 presso gli spazi di Silva26, oltre alla possibilità di contattare telefonicamente le portinaie a partire dalle 7.30: per chi vorrà sottoscrivere un abbonamento mensile “base” del valore di 5 euro (come offerta di lancio) ci sarà infatti un numero di telefono dedicato, oltre alla casella di posta (portineria@semchi.it) e alla pagina Facebook, cui potersi rivolgere per esporre i piccoli problemi quotidiani per i quali si chiede un supporto. In questa fascia oraria e per gli iscritti, la portineria può essere utilizzata inoltre come indirizzo per far recapitare piccoli pacchi postali o raccomandate, e ritirarli negli stessi orari, ma anche per richiedere su appuntamento un piccolo supporto tecnologico (configurare lo smartphone nuovo, inviare un’email, acquistare prodotti online, e così via). Oltre l’abbonamento base, è previsto un pacchetto “premium” da concordare personalmente, per alcuni servizi extra come: spesa a domicilio, piccole commissioni, contatti con professionisti, servizi alla persona e alla casa, consegna pacchi dopo le 18, intrattenimento bambini, ripetizioni e aiuto compiti, cura di animali domestici, etc.

Dopo questo mese di prova, in base ai risultati del questionario nonché alle richieste dirette pervenute, le portinaie capiranno se e in che modo riformulare l’offerta. Parallelamente, stanno raccogliendo le candidature per aderire all’albo dei fornitori di fiducia di Semchì: elettricisti, imbianchini, esperti informatici e così via. Per questa tipologia di servizi, così come per quelli più “complessi” erogati direttamente dalle portinaie, si stanno studiando le formule contrattuali e assicurative più idonee e vantaggiose, valutando la possibilità di siglare partnership e collaborazioni.

In questa fase di test, la strategia commerciale si caratterizza dunque per un approccio personalizzato, artigianale, sartoriale: da cucire sulle necessità reali dei singoli, per giungere ad una proposta che sia davvero condivisa, e distintiva, per poter funzionare.

Elena Taverna | Silva26 | Impact Hub Trentino