Una scommessa di comunità: il primo mese di Sèm chì — Portineria di quartiere

Una media di un cliente al giorno dall’apertura, 150 questionari raccolti, 5 visite al giorno in portineria per una mezzora di chiacchierata ciascuna, oltre 5mila persone raggiunte dai post su Facebook: Sèm chì, la prima portineria di quartiere di Monza, porta a casa i primi risultati. L’offerta lancio prevede un abbonamento mensile di 5 euro per il pacchetto base: disponibilità di tempo e ascolto, ricezione pacchi, supporto nella risoluzione di piccoli “problemi tecnologici”. La strategia commerciale, come abbiamo già avuto modo di precisare, nella fase di test si caratterizza per un approccio personalizzato, “artigianale”, sartoriale: da cucire sulle necessità reali dei singoli, per giungere a una proposta che sia davvero condivisa, e distintiva, per poter funzionare.

Ma chi sono le portinaie?

Se l’approccio è “personalizzato”, vuol dire che il profilo delle persone che curano il servizio non solo conta, ma può fare la differenza. Eloisa, Chiara e Fiorenza sono state selezionate innanzitutto per le loro differenti soft skills, se così possiamo definirle, accumulate nelle rispettive esperienze di vita, prima che professionali. Ma anche per il differente bagaglio professionale che ognuna porta con sé, mettendolo ora alla prova di un servizio totalmente nuovo, sfidante sotto tanti punti di vista, e che implica un’inedita messa in gioco di competenze, capacità e valutazioni diverse.

Eloisa è un’account manager, con una lunga esperienza come commerciale e agente di viaggio, oltre ad essere una residente “storica” del quartiere San Giuseppe e mamma di una bimba di 3 anni. Fiorenza invece è laureata in Filosofia, ha lavorato in ambito di comunicazione e marketing e nel retail di Feltrinelli Megastores. Negli ultimi dieci anni ha affiancato professionisti dell’educazione, gestito un nido familiare non domiciliare nel quartiere e servizi di sostegno allo studio, oltre a essere anche lei mamma. Chiara è la più giovane del gruppo: con una laurea magistrale in Interior design al Politecnico di Milano, Chiara ha lavorato nella progettazione e sviluppo prodotti, retail e fair di Artemide. Ha seguito progetti di allestimento mostre, scenografie teatrali e immagine coordinata, oltre ad essere un’appassionata di pratiche di rigenerazione e innovazione sociale.

Innovare è…

Se fare innovazione sociale implica innanzitutto cercare nuove soluzioni a vecchi problemi, il primo grande ostacolo incontrato dalle portinaie va ricondotto alla mancanza di una contrattualistica dedicata: come inquadrare gli “esperti di quartiere” Sèm chì? Quale tipologia di assicurazione può essere prevista per una tipologia così ampia ed eterogenea di servizi alla persona? Esistono strumenti in grado di tutelare tutte le figure coinvolte e garantire la trasparenza delle transazioni, senza minare la necessaria flessibilità della proposta di valore? Questi sono solo alcuni degli interrogativi che le portinaie stanno affrontando, consultando esperti e tentando diverse strade. Il livello di complessità aumenta se si tiene conto della dimensione “sperimentale”: Sèm chì per ora è un progetto, le sue sorti non sono certe perché diventerà un’impresa solo se questi mesi di validazione daranno un esito positivo. Ma proprio per questo, per la grande possibilità di sperimentare data dalla copertura contingente del finanziamento, l’impegno deve andare nella direzione di raccogliere più elementi e informazioni possibili, procedere per tentativi, imparare passo dopo passo, capitalizzare le conoscenze acquisite, rendersi permeabili agli input che vengono dall’esterno e tradurli in risposte adeguate.

L’imperativo è ora non farsi scoraggiare dagli ostacoli burocratici: un impegno richiesto alle portinaie, ai partner di progetto, alla rete di supporto, e anche agli abitanti, appunto. La portineria di quartiere, non a caso, è un servizio per e della comunità: l’interesse diffuso che Sèm chì sta registrando, dentro e fuori Monza, è testimoniato dalle centinaia di richieste di informazioni, interviste, consigli che ricevono costantemente alla loro casella di posta, al telefono e sulla pagina Facebook. Ora è il momento di dimostrarlo anche con l’azione: iscrivendosi al servizio, aiutandole a diffondere il questionario, promuovendone le attività, “perché ognuno può essere il Sèm chì dell’altro”, ci ricordano le portinaie. La sfida di Eloisa, Chiara e Fiorenza è una scommessa di comunità.

Elena Taverna | Silva26 | Impact Hub Trentino