Da leggere: La moglie perfetta

Sì è un bel libro, sì si legge tutto d’un fiato, sì Balistreri è proprio un bel personaggio, sì Bianca lo ancora di più, come i personaggi femminil dei precedenti libri di Costantini, però dopo aver finito di leggere La moglie perfetta (Marsilio, 450 pp) di Roberto Costantini resta quel retrogusto amaro di una trama talmente costruita e farraginosa da sembrare più finta di quanto ammesso in un romanzo (un giallo o noir, in questo caso).

TRAMA

Sono due omicidi e un’inchiesta sugli appalti a Roma. E’ il 2001, indagano Balistreri e il pm Bianca Benigni e sembra esserci una soluzione ai casi. E’ il 2011 e, casualmente, una delle inchieste viene riaperta e si scopre il filo che tiene tutto insieme. In mezzo c’è la mafia, una crisi diplomatica sfiorata con gli Usa, la corruzione, un pizzico di eversione nera, il marito di Bianca (l’uomo a cui serve la moglie perfetta?), due giovani sorelle americane, una delle quali molto disinibita, un prof italo americano che dovrebbe essere un genio della matematica, faccendieri vari, poliziotti assortiti e magistrati da polvere sotto il tappeto e cravatta davanti alle telecamere della stampa. Si fatica a tenere dietro all’intreccio, soprattutto alla fine, tanto è intricato, complesso e costruito.

Il libro è bello e scorre, i personaggi sono azzeccati, il giornale che racconta la cronaca si chiama Il Domani (come il “mio” vecchio giornale), la Roma descritta sembra quella che poi abbiamo ritrovato nelle cronache del mondo di mezzo, ma quel retrogusto non va proprio via.

IL MALE

Roberto Costantini è l’autore della Trilogia del male, tre libri che ho molto apprezzato per l’intreccio storico, per la stupenda costruzione dell’infanzia e adolescenza di Balistreri, per il racconto della vita degli italiani in Libia fino alla loro cacciata, per la descrizione di quanto sia sottile il confine tra il bene e il male e a volte è solo un caso lo stare dal lato del bene o da quello del male, per i tanti bei personaggi creati nei tre volumi. La moglie perfetta ha assonanze profonde con i tre romanzi precedenti (tanti narrativi sono gli stessi, a partire dal racconto del prima e del dopo). Chi li ha amati non resterà deluso, anche se quest’ultimo non è al livello dei precedenti.

BIANCA

Bianca Benigni è il pm che indaga con Balistreri. Ha un ruolo cardine nella storia ed è il personaggio più riuscito del volume, quello che dà un senso alle meritate ambizioni letterarie di Costantini, che vanno oltre il noir o il romanzo di genere. Bianca è quella che sa che il matrimonio è una maratona, non i cento metri, che la felicità sta nelle cose che durano non in quelle che accadono, che la vita non è fatta di montagne russe e lei spiana i monti e riempie le valli, quella che ha una volontà ferrea….Bianca è (forse) la moglie perfetta, con tutti i suoi difetti, le sue debolezze e i suoi lati oscuri. Bianca vale il libro.

IL VOTO: 3 STELLE

Il mio voto a La moglie perfetta è: tre stelle su cinque. Ho parlato poco di Balistreri, il protagonista e uno dei migliori personaggi del poliziesco italiano. Il commissario, poi capo della Omicidi, è stato già ampiamente descritto in decine di articoli e centinaia di recensione ai tempi della Trilogia del male; Balistreri è più o meno lo stesso di allora, con qualche anno e acciacco in più. Di Balistreri mi piacciono tante cose, soprattutto il suo sdraiarsi sul vecchio divano in pelle dell’ufficio, con un bicchiere di whisky in mano, una Gitane nell’altra e un disco di Leonard Cohen nello stereo.


Originally published at silvestroramunno.wordpress.com on August 30, 2017.