Ionica Misterica_Newsletter#1

Il diario di un viaggio in forma di lettera a chi ha seguito la ricerca sulle curatrici di paese nel Sud Italia

«La guaritrice è sempre veggente.
È colei che sa dirci che cosa può venire di buono dall'esplorazione di un impeto emotivo.
Solitamente nelle favole, le guaritrici rappresentano un aspetto calmo e impassibile della psiche.
Anche se intorno il mondo sta crollando, la guaritrice interiore non ne pare neanche sfiorata e mantiene la calma per immaginare come procedere nel migliore dei modi.»

da Donne che corrono con i lupi,Clarissa Pinkola Estés

Ionica Misterica-disegno dell’autrice

Eccomi.

Me se ne sono accorta quasi subito.

Quando cercavo di aprire il pc alle fermate del bus, oppure addentavo la tastiera appena arrivata a casa dei miei ospiti: è difficile mettersi di fronte a un foglio bianco Word, e scrivere una newsletter durante un viaggio.

Un viaggio di questo tipo che, lo sai bene, non era un viaggio qualunque ed è sempre stato ad antenne tese per conoscere, capire, raccogliere.

Un viaggio di movimento che non era solo spostamento fisico ma elasticità mentale,

porosità di credenze e sensazioni sottili.

Non voglio comunque lasciarti lontano della lontananza di quei chilometri e di esperienze che ci stanno in mezzo dove non sono riuscita a farti strada, prima d’ora.

Ti scrivo così alcuni frammenti che raccontino parte del tragitto di 27 giorni, ti facciano vedere una regione della costa ionica, raccontino una storia, da Tricarico a Lecce,

passando per Napoli, Sapri, Tolve, Matera

fino ad arrivare a Rossano e Paludi.

Ti scrivo con il mare distante e scrivendo mi rituffo nell’esperienza.

E tu con me.

Cosa cerchi?! Vecchie curatrici di paese? Non le trovi da nessuna parte. Sono tutte morte”
“Non puoi progettare un percorso di viaggio seguendo i racconti delle persone! Hai presente dove potrebbero mandarti? Dove vai a finire?”
“Ci sarà un motivo se c’è stata solo una persona a fare ricerca nel Sud, e poi basta!”

Queste erano le frasi ricorrenti prima della partenza.

Prima che io stessa mi rassegnassi alla possibilità che il mondo delle curatrici di paese fosse un mondo in naturale estinzione.

Ma un mondo che rappresenta un sapere naturale che oggi molti ricercano, testimonia che l’uomo può curare sé stesso e l’altro e la donna ha un ruolo nella comunità che abitava: può questo mondo estinguersi senza lasciare tracce?

Se queste domande avessero avuto un peso specifico, dimensione e consistenza fisica, avrebbero occupato per intero il mio zaino, senza lasciar posto a pigiama e sacco a pelo, sacrificando il PC con la sua custodia e chissà, se avessi rinunciato al già esile beauty da bagno, forse anche ai libri.

Invece, per fortuna, certe cose si sollevano in altri modi e conservano in spazi espandibili e, a volte, rimpiccioliscono; si trasformano come un liquido colorato quando raggiunge un flusso di acqua cristallina: si espande, si scioglie, scompare. E quindi…

“Ma è sempre così, quest’acqua?”

La signora che mi risponde prima dell’uomo dietro di lei che aspettava le mie parole, è Angela, tiene un galleggiante sotto le braccia e dice che sono le alghe in fiore. È Campana ma viene a Sapri da 18 anni,

“Mi hai fatto rilassare”

mi dirà a fine incontro,

forse perché ha potuto parlare delle mani grosse di suo padre, di come fosse più chiaro dei suoi fratelli e della foto che vorrà mostrarmi quando l’andrò a trovare. Al suo paese è “ben conosciuta e stimata, perché i miei nonni hanno fatto del bene”.

Del bene che le ha fatto anche subire l’invidia, che si tramuta in maledizione da queste parti, e si personifica:

“ Ti senti un peso sul petto che non puoi respirare, non riesci a muoverti. AH SILVIA, A me è capitato sicuro 3 volte.”

Sono le Iannare, le streghe che ti si siedono sul petto per soffocarti mentre dormi e te le manda qualcuno che ti invidia ma

“ Se riesci a tirar loro i capelli, o a insultarle, -‘..zoccola…!’- allora le scacci”

e ride per la parolaccia e io rido perché non aveva problemi a dirmi puttana perché è italiano.

Parlavamo e io guardavo i diversi colori che facevano l’acqua e l’aria al tramonto, una barca in lontananza “caccia fumo”, mi dice Angela e il vocabolario si riempie degli stessi colori.

L’aria fuori è fresca. Mi troverò un posto dove stare oltre il tramonto, dove cenare e a cui posso chiedere di lavorare al pc, una veranda magari, ma anche in un parco non dovrei avere problemi…

Vorrei proseguire nei dettagli: dove mi ha portato Angela quella sera, per esempio, perché sono rimasta in Campania anche se non era contemplata nella mia mappa. Ma devo lasciare un racconto più corposo ad altre forme: un libro, o chissà un CD, un reportage da leggere in rete, un podcast.

Questa corrispondenza lascia molti punti interrogativi: prendila come l’assaggio di quella che sarà una portata più appetitosa.

Con affetto,

Ionica Misterica

Paesaggio-disegni dell’autrice