Il libro nero dell’imprenditore

“…e poi non dire che non eri stato avvertito.”

Questo è il sottotitolo che accompagna un semplice libro, chiaro e ricco di spunti su come non va fatta impresa. Anche se sembra quasi il titolo di un film dell’orrore.

Ne Il libro nero dell’imprenditore non si parla di come fare un bilancio preventivo, o di forme giuridiche, o finanziamenti.

Secondo l’autore (e non solo lui) le attività imprenditoriali fanno fiasco per problemi di dissapori fra i soci, per mancanza di buon senso, per aspettative esagerate, per errori insignificanti (e trascurati) che col tempo diventano ingestibili.

Trias De Bes parte dal presupposto che sapere le storie di chi ha avuto successo non permette di acquisire informazioni su come evitare un fallimento.

Affinché i fattori critici di successo possano prendere piede è meglio eliminare prima i fattori critici di fallimento.

(NdR Fallimento che di per sé non è un male)

Alla base di tutto conta la motivazione, cioè se siete animati a sufficienza dalla grande convinzione di mettere su qualcosa di vostro.

Serve poi amore per l’incertezza, il fatto che il futuro sia incerto spinge l’imprenditore a trovare nuove opportunità e soluzioni, a creare progetti. Diventare imprenditore è un atto emozionale.

Nel libro ci sono poi un bel po’ di disquisizioni sul tema soci. Su come scegliersi: non basta la complementarietà, è necessario partire da valori ed etica, fiducia e modus operandi.

E’ inoltre importante definire anche come ci si lascerà, una sorta di accordo “pre-matrimoniale” in cui ci si confronta su come si terrà conto del valore apportato per potersi dividere con serenità .

Infine tratta dell’importanza di mettere in chiaro ruoli e mansioni in base a competenze e punti di forza, ma senza trascurare le funzioni principali!

Poi c’è tutto il tema dell’idea: non ce ne sono di buone o cattive ma ci sono buoni o cattivi gestori di idee: Un’attività imprenditoriale è uno sguardo originale su un’idea qualsiasi.

Fare l’imprenditore ha a che vedere con la creatività, con l’arte, con la capacità di trovare uno stile proprio.

Poi affronta il tema del settore in cui operare: il buon imprenditore si circonda di circostanze favorevoli.

E poi parla di famiglia, gestione del tempo, definizione di obiettivi e di innamoramento della propria idea di impresa.

Si arriva al temine del libro con un’ulteriore definizione che chiarisce che essere imprenditore è diverso da fare il capo di impresa: il primo prova piacere ad agire in proprio e creare cose, il secondo è uno che ha la passione di gestire, cioè di dirigere e di amministrare.

E’ un libro che consiglio vivamente di leggere, contiene riflessioni, domande, fa venire dubbi e mette di fronte a tanti potenziali rischi in cui è facile incappare in fase di avvio… e non solo.

… e poi non dire che non eri stato avvertito!

Il libro nero dell’imprenditore, Trias De Bes, ETAS