L’alunno al centro della scuola del XXI secolo

Spunti e riflessioni da Riconnessioni Festival — Torino 25/3/2019

Il 25 marzo ho avuto l’opportunità di partecipare all’Auditorium di Torino al convegno ‘Riconnessioni’ , evento dedicato all’innovazione didattica, la scuola del futuro. Il progetto, come leggiamo dal sito, è triennale e

accompagna le scuole in questa trasformazione​. L’iniziativa è promossa dalla Compagnia di San Paolo, realizzata dalla Fondazione per la Scuola, in partnership con Open Fiber e ha l’obiettivo di creare un modello di innovazione a livello nazionale, partendo dalla città di Torino.

Perché Torino? — vi chiederete. Si tratta di un progetto paese partito da una città che ha una grande tradizione nella formazione e didattica, come sottolinea il Presidente della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo.

Il mood della giornata è stato caratterizzato da grande entusiasmo e passione dei docenti, dei direttori didattici e degli studenti presenti.

Il percorso sarà ancora lungo e un po’ tortuoso per le sfide che devono essere affrontate, ma la determinazione, la collaborazione e le idee hanno già portato grandi risultati in molte realtà territoriali, anche esterne al Piemonte. Nella giornata sono state presentate testimonianze di scuole che hanno unito innovazione ed inclusione e che hanno visto nel digitale una grande opportunità.

‘In una società sempre più complessa le tecnologie digitali ci possono aiutare a mettere al centro l’alunno e le sue mille differenti intelligenze’

Sul palco si sono alternate classi virtuose di Torino e provincia e del territorio nazionale che hanno puntato sulla digitalizzazione e ‘super maestri’ che hanno aperto nuove strade, grazie alla loro vision. Gli istituti scolastici spicca sicuramente la scuola IC 3 di Modena, il cui dirigente scolastico, Daniele Barca, ha parlato dell’esperienza del coding a supporto del docente non solo per trasmettere conoscenza, ma creare collaborazione.

Le piattaforme più citate dai docenti e dirigenti scolastici sono quelle open source come Scratch, Blender per modellazione 3D ed eTwinning per scambi con istituti stranieri.

Il cambiamento ha arricchito non solo i programmi di docenza, ma anche lo spazio fisico con aree destinate alle materie scientifiche e grandi murales che hanno reso unico l’ambiente scolastico.

Un mondo che non vuole restare indietro, ma evolversi velocemente in un progetto di co-creazione con le generazioni più giovani.

Tra le iniziative eccone alcune di grande interesse.

Mauro Spicci, membro scientifico di Pearson Italia, ha presentato le schede ‘Thinking Routine’ che aiutano gli studenti a sviluppare il pensiero critico.

Per far comprendere il processo ha coinvolto il pubblico in un esperimento, mostrando un’immagine e ponendo alcune domande. Si parte da un’osservazione oggettiva senza esprimere un parere, per poi passare a 3 quesiti in successione (stile coaching) per comprendere e analizzare l’immagine. Di seguito trovate le domande:

  • Che cosa vedi?
  • Che cosa pensi stia succedendo?
  • A che cosa ti fa pensare?

In questo modo si attiva un processo che viene definito ‘The understanding Map’

Ho approfondito sul web e vi consiglio di leggere l’articolo al link.

Federico Batini dell’Università di Perugia ha parlato di ‘Leggimi ancora’, progetto condotto in collaborazione con Giunti Scuola. Batini sottolinea l’importanza di riscoprire il valore della lettura ad alta voce sia per fini didattici sia per ridurre il fenomeno dell’abbandono scolastico.

La lettura è un’esperienza che, nella nostra cultura, viene sperimentata dalla maggior parte delle persone nell’infanzia. La prima esperienza è legata alla lettura ad alta voce ed è un’esperienza molto positiva.

Ha diversi effetti positivi tra cui:

  • emotivi (sviluppo dell’empatia, comprensione e riconoscimento emozioni, ecc.)
  • relazionali (abilità di socializzazione e teoria della mente)
  • cognitivi (comprensione testo, pensiero critico e creatività, memoria, ecc)

Batini suggerisce quindi d’introdurre un’ora al giorno di lettura ad alta voce nel programma didattico, 60 minuti che devono diventare una sana abitudine. Dagli studi effettuati si è comprenso quanto la lettura sia ‘una palestra per la vita’.

Elia Bombardelli è un docente molto noto sul web per il canale Youtube dedicato all’insegnamento della matematica e recentemente ad esperimenti di fisica. Avviato sei anni fa il canale oggi conta 210K di iscritti e 35M di visualizzazioni.

Come ricorda Bombardelli i video educational su Youtube sono in grande crescita, perché è un social media molto amato dai giovani e giovanissimi. Secondo Think with Google il 70% dei Millennials ha usato il media per l’apprendimento nel 2017.

I video vengono utilizzati con modalità differenti dal docente:

  • a supporto dell’aula per ripasso e integrazione alle lezioni frontali
  • per studio a casa e successivo approfondimento in classe.

Toby Baker, fondatore NESTA, evidenzia numerosi progetti virtuosi a livello mondiale e tra questi cita l’esperienza italiana, Riconnessioni.

Nello speech ‘An education system for the future’ Baker ha parlato di tre sfide da affrontare:

  1. how do we build a broader education? Le skills richieste anche al corpo docente sono molto cambiate negli ultimi anni.
  2. how do we build a fairer educational system? La democratizzazione dell’istruzione è un tema molto sentito.
  3. how do we build a smarter education system? La tecnologia deve rientrare nei progetti educativi.

Avremo ancora molta strada da fare per riuscire a rendere la scuola al passo con le aspettative delle nuove generazioni e le richieste dell’industria 4.0, ma il percorso è già tracciato e questi docenti ‘illuminati’ possono trasformarsi in evangelisti e diffondere positività ed entusiamo.