Letture e riflessioni: n.4
Il quarto testo che suggerisco è una lettura seria e molto attuale, “Scripta volant: Un nuovo alfabeto per scrivere (e leggere) la pubblicità oggi” di Paolo Iabichino– Chief Creative Officer del gruppo Ogilvy & Mather Italia, ed. Codice Edizioni, 2017.

Sinossi tratta da Amazon:
‘ Chiunque abbia a che fare con la comunicazione scritta vive sulla propria pelle una vera e propria mutazione genetica: la rivoluzione digitale ha scompaginato i palinsesti, sconfessato il marketing tradizionale e travolto i vecchi paradigmi dell’informazione, della comunicazione pubblicitaria, della narrazione politica e d’impresa. È come se il nostro scrivere avesse perso la capacità di fissarsi e una volta in Rete le nostre parole perdessero i propri riferimenti, volassero via, staccandosi dai loro contesti e trasformandosi in altro. Scrivere bene sembra non bastare più; la retorica può ancora venire in aiuto, ma è fondamentale cambiare l’atteggiamento con cui affrontiamo il nostro scrivere, e la grammatica dei social network può insegnarci una nuova sintassi. Iabichino lavora da oltre un ventennio nell’advertising e ha creato — con lucida e disincantata consapevolezza — un nuovo abbecedario professionale, per imparare a scrivere in manieracontemporanea una pubblicità migliore per tutti, a prescindere dai media che la ospitano.’
La vasta esperienza dell’autore nel settore pubblicitario fin dalla fine degli anni ottanta consente di analizzare con precisione e autorevolezza l’evoluzione in atto non solo dal punto di vista della scrittura, ma della fruizione da parte dei pubblici. Affascinante l’idea di costruire un nuovo alfabeto, perché, come afferma l’autore, l’intento è quello di fornire una bussola ‘modesta’ per ‘orientare chi scrive (e chi legge) i tantissimi messaggi che oggi affolano le vite di ciascuno, perché chiunque abbia a che fare con la comunicazione scritta sta vivendo sulla propria pelle una vera e propria mutazione genetica’. La buona scrittura in un tempo digitale non basta più, è necessario attivare una nuova sensibilità, un nuovo codice linguistico per un nuovo modo di comunicare.
Le lettere si susseguono come un classico abecedario dall’ ‘A’ di ascolto, oggi sempre più importante per conoscere i punti deboli e che cosa sta dietro alla scelta del pubblico, passando per ‘B’ di Big Data, ‘C’ di contenuti, ‘M’ di Millennial e ‘S’ di Storie fino alla ‘Z’ di ZMOT.
Di particolare interesse per un’ appassionata di narrazione è il capitolo dedicato alla ‘S’ di Storie. L’autore sottolinea l’importanza di quella che definisce la ‘poetica della verità’. Diventa sempre più difficile superare la diffidenza e l’infedeltà del pubblico di oggi che si perde tra device e piattafome.
Credo piuttosto che in giro ci sia una sempre più diffusa voglia di vero. […] attraverso il racconto della verità noi possiamo arrivare al cuore dei consumatori. […] Perché adesso la soglia di attenzione si è ridotta davvero ai minimi termini, quindi possiamo coinvolgere i nostri interlocutori solo se condividiamo i loro valori e destini. (capitolo ‘S’ — storie).
Ed ecco i case studies di Coca Cola — Taste the Feeling, Invicta — Jolly, Montenegro che meglio spiegano la nuova modalità per coinvolgere il pubblico. Lascio a voi il piacere di approfondire, leggendo con attenzione il capitolo stesso.
Opinione: per esperti di comunicazione e semplici spettatori una bussola per orientarsi nel profondo cambiamento in atto e meglio comprenderlo.
