Letture e riflessioni: n.7

Simo Pozzi
Aug 26, 2017 · 3 min read

Eccoci arrivati al settimo libro della rubrica: “Nati liquidi” di Zygmunt Bauman e Thomas Leoncini — ed. Sperling & Kupfer — aprile 2017.

Si tratta di un libro postumo del grande sociologo, un testo a cui stava lavorando al momento della morte, frutto di una lunga corrispondenza e collaborazione con il giornalista Leoncini . Come si legge nella prefazione: ‘Un dialogo con un giovane che ha esattamente sessant’anni meno di lui. Nello scambio con Thomas Leoncini, Bauman affronta per la prima volta il mondo delle generazioni nate dopo i primi anni ’80, quelle che a una società liquida e in continuo mutamento appartengono da nativi.’

Tre capitoli dedicati a temi molto attuali per cercare di comprendere ed interpretare la realtà e il mondo contemporaneo. Due voci differenti che spesso si fondono in un’unica visione anche se li dividono anni ed esperienze di vita.

Si parla di trasformazioni, partendo da quelle più superficiali che riguardano il fisico (tatuaggi, chirurgia estetica) per arrivare alle dinamiche dell’aggressività (bullismo) e infine al web e trasformazioni sessuali e amorose.

Di grande interesse il 3° capitolo nel quale possiamo leggere una breve storia del web tracciata da Leoncini che ricorda la moda dei primi telefonini da portare a scuola quando aveva appena 15 anni. ‘I ragazzini di oggi sono come eravamo noi. Solo con qualche sottile differenza: noi siamo cresciuti con il telefono fisso, loro fissando il telefono![…] WhatsApp, Telegram, Snapchat, Messenger hanno questa grande funzione: accorciano i nostri tempi, ci fanno arrivare con molta più rapidità al target desiderato, sono processi istantanei che sanciscono come mai prima d’ora la fine delle distanze spaziali, determinando come unica sottile barricata la staccionata temporale.[…] Tutto quello che sta sul web ha certamente un tratto distintivo universale: la riduzione della sfera pubblica a vantaggio della sfera privata. Ma è proprio questo che toglie peso al senso politico del cittadino. Eppure il web con i social network ci inganna, facendoci credere che attraverso i like e i commenti possiamo davvero plasmare e diffondere una democrazia universale, invece creiamo semplicemente una nostra visione personale, individuale, che va a sommarsi ad altre diverse visioni individuali. E ancora una volta portiamo il privato nel pubblico.’

D’altra parte Bauman parla di ‘speranze frustrate. ‘…il web è entrato trionfalmente nel nostro mondo promettendo di creare <un habitat ideale, politico e democratico>; ma dove ci ha aiutati ad arrivare? […] Per quanto soli possiamo essere e/ o sentirci, nel mondo online siamo potenzialmente sempre in contatto. Il mondo offline tuttavia non è scomparso, né è probabile che scompaia in un prossimo futuro; e a quel mondo offline, così denominato in contrapposizione al nuovo arrivato online, la suddetta prerogativa non si applica –come non si applicava quando quel mondo era l’unico che abitavamo, e il suo compagno/ avversario non era ancora stato inventato –, vale a dire per la maggior parte (finora la quasi totalità) della storia umana.[…] Anziché servire la causa di ampliare la quantità e migliorare la qualità dell’integrazione umana, della reciproca comprensione, cooperazione e solidarietà, il web ha facilitato pratiche di isolamento (enclosure), separazione, esclusione, inimicizia e conflittualità.

Ogni tema è affrontato da più punti di vista quali, ad esempio nel 3° capitolo: il rapporto <fama-web>, l’amore, l’incertezza, i rapporti tra i sessi, la flessibilità.

Toccante la postfazione nella quale il giornalista ringrazia il grande sociologo e afferma:

‘Zygmunt Bauman aveva un dono straordinario: ci ha insegnato un metodo di analisi e ha vissuto per costruire strumenti che permettono di comprendere dove ci troviamo e dove andremo.’

Opinione: un testo (da leggere e rileggere con calma e concentrazione) che fa riflettere su fenomeni recenti di grande interesse, analizzandoli da più angolature. Particolare la struttura sotto forma di dialogo tra i due autori.

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