Letture e riflessioni: nuova rubrica estiva

Da tempo desidero creare una rubrica dedicata ai libri. Non recensioni, ma riflessioni personali e consigli di lettura.

Da oggi inizia quindi un percorso che durerà tutta l’estate e ci porterà a condividere letture, brani che mi hanno incuriosito e interessato. Tra i titoli troverete pubblicazioni recentissime o più datate, manuali o romanzi.

Aspetto i vostri commenti, suggerimenti di libri da leggere e di temi da approfondire.

Il primo libro è “La notte del santo” di Remo Bassini , ed. Neroitaliano , giugno 2017.

Perché iniziare la rassegna con il genere noir e poliziesco? Perché è un genere che mi ha sempre affascinato a partire dai classici di Agatha Christie, letti da ragazzina, agli svedesi di Camilla Läckberg, ai siciliani di Camilleri fino alla recente scoperta di Antonio Manzini con le avventure dell’ispettore Rocco Schiavone poi riprese anche in serie televisive.

Il romanzo di Bassini mi ha incuriosito durante una pausa in stazione di ritorno da un viaggio di lavoro. Mi ha colpito il titolo, l’ambientazione a Torino in zone ben note della mia città e le date in cui avviene il crimine, la notte tra il 23 e 24 giugno, quando si festeggia il santo patrono.

Leggiamo brevemente la sinossi pubblicata su Google Books:

Notte tra il 23 e il 24 giugno. Mentre Torino dorme, in attesa di festeggiare il santo patrono, il commissario Dallavita sta prendendo una decisione difficile: lasciare la moglie e la casa di una vita. La stessa notte, vengono trovati due studenti universitari con la gola tagliata e la bocca chiusa. Il giorno dopo e in quelli successivi, altri cadaveri ancora, tutti sgozzati, quasi decapitati. Si tratta di esecuzioni di una setta legata a un culto deviato di san Giovanni Battista, o piuttosto di una cellula terrorista? La polizia brancola nel buio. Dallavita, stanco e depresso, preferisce farsi da parte; meglio di lui saprà fare l’ispettore Tavoletti, poliziotto della vecchia guardia, uno che ‘sputa le parole’, dotato di un istinto infallibile. Ma il caso è un rompicapo, da solo non può farcela. E così, invece di rimettere assieme i cocci della propria esistenza, l’ispettore Dallavita dovrà andare a fondo in un’indagine che lo condurrà a scoprire la sottile linea che divide il bene dal male, il marcio dall’onestà. Perché anche lui, come tutti, ha un segreto da tenere nascosto… Un’indagine serrata che farà luce negli abissi più profondi dell’animo umano. Abissi oscuri come la notte.’

Mi sono spesso ritrovata nelle vie citate dall’autore e persino nel viaggio che il commissario fa a San Bartolomeo dove si rifugia ‘nei ricordi dei giorni felici con la madre e le sue conchiglie’.

Il romanzo scorre veloce tra colpi di scena e l’idea di un omicidio a sfondo religioso. Il personaggio di Dallavita è ben delineato: assomiglia a Paolo Conte con la canagione scura pure d’inverno tanto che i colleghi lo chiamavano Aziz. Un po’ retrò tanto che in auto ascolta ancora Tenco che gli ricorda l’infanzia e la madre e è in conflitto con la moglie, Carmen che decide di abbandonare proprio quando avviene in città il duplice omicidio. Due giovani uccisi, un cieco che si rivelerà un testimone attivo, il bar di via Barbaroux e…

Ovviamente non vi racconterò il segreto del commissario, perché un poliziesco non può essere svelato, ma vi lascio con una frase tratta dal libro:

La vita è fatta di attimi che muoiono, subito subito subito, bisogna essere bravi a fare la magia, prendere un attimo e catturarlo, e trasformarlo in una pietra preziosa.

Per approfondire vi consiglio di leggere l’intervista allo scrittore pubblicata su Facebook nella pagina https://www.facebook.com/notes/timecrime/10-domande-a-remo-bassini-autore-del-romanzo-la-notte-del-santo/1304544379643687/

Opinione: per chi ama i polizieschi e noir classici. Una lettura coinvolgente e molto gradevole soprattutto per i torinesi.

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