Quando il Bot fa la differenza: Frames of life 2017 — Armani

Avevamo già parlato dei brand di lusso e delle loro sperimentazioni in campo digital. Un anno fa mi ero soffermata a studiare la campagna di comunicazione narrativa di Armani in ‘Frames of life’. Vedi post di aprile 2016 al link → http://bit.ly/2qpe1sL.

Gli occhiali visti non come oggetto cult, ma come filtri per interpretare la realtà.

GLI OCCHIALI SONO UTILIZZATI COME FILTRI PER RAFFIGURARE FRAMMENTI DI VITA, ESPRESSIONE DEL CARATTERE E DELLE VITE DI CIASCUNO.

Dalle storie di singoli personaggi si passa nel 2017 al movie, opera di Chris Sebastian Joys, un regista della Sydney Film School che si è distinto nella seconda edizione del progetto Films of City Frames. Da molti anni prosegue il supporto di Armani a nuovi talenti creativi (Fonte YouTube- Canale Armani).

Il tutto prende vita da un messaggio iniziale in cui i 2 protagonisti, Emma e Tristan, iniziano a dialogare senza essersi conosciuti prima. Un movie molto emozionale con messaggi, scorci di Vienna e di vita quotidiana, sguardi ed attese.

Ho approfondito sul sito www.framesoflife.com/e ho apprezzato la comunicazione molto strutturata. Vediamola insieme.

Si accede direttamente al video, ma facendo lo scroll si accede ad un altro contenuto più interattivo: ‘ live the story’.

Aprendolo si visualizza il dialogo e si entra in un’area fotografica di approfondimento che porta alle schede prodotto.

Cliccando sull’immagine singola si apre la scheda prodotto con immagine a 360°.

Vediamo ora la sezione ‘Join the conversation’ che pare un chatbot. Si può decidere di dialogare con Emma o con Tristan sulla collezione uomo, donna o sulla campagna. In realtà non si può scrivere veramente, perché è un percorso guidato, in cui si può solo selezionare e atterrare sulla scheda prodotto e anche sull’e.commerce ove disponibile (www.Armani.com).

Un chatbot è attivo invece nella pagina Facebook e attraverso un mini dialogo molto guidato su Messenger consente di scaricare wallpapers per laptop e per mobile. Un esperimento che apre sicuramente nuove vie d’utilizzo.

Ecco il video postato su Youtube. Buona visione!

Simo Pozzi

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