Ode a te, Circumvesuviana, chiassosa piena calda, in bilico continuo e tuttavia salda, che ci porti in città senza troppo a pretendere, ai turisti ai viandanti ai residenti a prescindere. Quando tornerò nella mia nuova città, pedestre ciclabile fredda, avrò sempre un pensiero per te, Circumvesuviana, alle parole urla bestemmie sentite, ai viaggi lunghi in piedi seduta o schiattata. A te penserò, vessata tradita rubata, ma che sempre percorri la tua carreggiata.

Spero di trovarti cambiata.