The Ferragnez — un numero monografico di Vogue

Dopo aver seguito con attenzione e anche divertita l’evento dell’anno su Instagram, c’era qualcosa che mi correva sotto traccia, una sensazione di déjà vu, che non riuscivo bene a decodificare. Poi, ieri sera, l’illuminazione. Avevo appena sfogliato un numero monografico di Vogue (che conosco bene essendo una fedele abbonata) costruito in modo magistrale ma con una serie di piccole enormi differenze.
La costruzione della narrazione era assolutamente identica a quella della rivista. Un po’ di pagine di contenuti: il racconto di quel che sarà, dove (Sicilia) senza troppi dettagli però.
Inizia l’evento e cominciano anche le pagine di pubblicità. Tutto il mondo del fashion si è riunito e si è impegnato ad esserci, vestendo ospiti più o meno prestigiosi. Da Dior a Karl Lagerfeld passando per Alberta Ferretti e così via, tutta l’alta moda era lì, con la sua bella pagina pubblicitaria o il publiredazionale dedicato.
Di nuovo contenuto: la cerimonia, la cena, tante parole dense di senso, un sacco di famiglia, di amici, una bellissima storia insomma. Raccontata, peraltro, nel migliore dei modi attraverso un canale che la nostra eroina conosce come le sue tasche.

E poi? E poi, finita la festa, ovvero la parte centrale del giornale, arrivano i consigli su bellezza e accessori, ed ecco la rubrica Beauty e Gioielli. Proprio come nelle pagine che sfoglio volentieri ogni mese.
Insomma, Chiara nostra è stata capace di mettere su un numero di Vogue tutto da sola (si fa per dire), ha fatto piano editoriale, raccolta pubblicitaria, impaginazione ed editing. Ha solo usato un altro mezzo e ha venduto un sacco di copie.
Chapeau.
