Cremonese, le origini (1903–1912)

Simone Ramella
Sep 5, 1993 · 3 min read

La storia della Cremonese parte da quel giorno della primavera del 1903, il 24 marzo, quando una ventina di amici in giacca, cravattino a farfalla e cappello decisero di riunirsi nei locali di una trattoria dalle parti di piazza Sant’Angelo. Era la trattoria “La Varesina” e lì aveva sede la “Società del Litro”, organizzatrice di gite in bicicletta e feste danzanti. Quel giorno, però, gli amici in giacca, cravattino e cappello non erano lì per ballare e non avevano in programma neppure una gita sulle due ruote. No, quel giorno, il 24 marzo 1903, erano lì per fondare l’Unione Sportiva Cremonese.

Il calcio in Italia cominciava proprio in quel periodo a muovere i primi timidi passi. Era un prodotto di importazione, proveniva infatti dall’Inghilterra della Regina Vittoria, e come tutte le novità aveva avuto bisogno di un po’ di tempo per affermarsi. La Pro Patria e Libertate di Busto Arsizio, fondata nel 1881, era stata la prima società calcistica italiana. Poi, a distanza di 11 anni ecco il Genoa, seguito da Udinese, Juventus, Ascoli, Palermo, Milan…

Insomma, nel 1903 lo scudetto italiano era già stato assegnato sei volte, ma il calcio era ancora un’attività sportiva semisconosciuta, poco praticata in tutta la penisola ed ancor meno a Cremona. A dire il vero, neanche quei giovanotti che si erano dati appuntamento alla “Varesina” sapevano bene in cosa consistesse quel gioco in cui in 22 rincorrevano una palla di cuoio per prenderla a calci. Loro quel giorno volevano dar vita ad una società che li riunisse tutti: ciclisti, podisti, ginnasti, pesisti… Il football d’oltremanica poteva attendere.

Così, con lo scopo di «diffondere e facilitare tra la gioventù l’educazione fisica, l’amore agli esercizi sportivi, alla disciplina ed alla concordia, onde possa rendersi utile a sé ed alla patria», quel giorno primaverile di 96 anni fa nasceva l’U.S. Cremonese. Primo presidente, illustre predecessore di Domenico Luzzara, venne eletto Emilio Faia, un sarto che più del calcio amava le sgroppate in bicicletta. Si stabilì inoltre la quota d’iscrizione di una lira (!), e come colori sociali furono scelti il bianco ed il lilla. Anche il grigio ed il rosso potevano attendere.

La fase “preistorica” del calcio cremonese ebbe inizio solo nel 1910. Si cominciò quasi per scherzo con partitelle in piazza d’Armi o in piazza Castello. Tutto era lasciato all’improvvisazione, ma intanto lo sport della pedata, quello vero, quello giocato, aveva fatto il suo sbarco nella nostra città. Era il tempo delle prime squadrette rabberciate alla meglio, giusto per sfidarsi in qualche gara amichevole.

Nacquero così la “Concordia FBC” di San Luca, il “Foot Ball Club Cremona” (o “Associazione Cremonese del Calcio”), la “Victor” di via Ala Ponzone ed altre formazioni più o meno forti. Quella del calcio era dunque un’attività in costante espansione. Presto si sarebbe cominciato a fare sul serio. E sul serio si cominciò a fare al ritorno in città di Nino Gandelli, che aveva lavorato per alcuni anni in Svizzera, dove aveva imparato le regole del calcio. Era quindi uno dei pochi veri conoscitori di questo sport.

L’U.S. Cremonese, che ancora non aveva osato mettere piede nell’agone calcistico, individuò nel Nino l’uomo giusto per assemblare una squadra competitiva. Gandelli, a otto anni dalla storica riunione della “Varesina”, divenne così il primo mister della storia della Cremonese. Un mister capace di portare a giocare nella stessa squadra gli elementi più validi del panorama calcistico cittadino. Arrivarono, infatti, Zini, Defendi, Lanfritto, “Bay” Bonazzoli, Ardigò, i fratelli Mainardi, Lombardi, Bonzio, Cottarelli, Leida, i fratelli Bignamini, e molti altri. La Cremonese stava per spiccare il volo.

Primo capitolo della storia della Cremonese pubblicato il 5 settembre 1993 su “Forza Cremonese”, mensile ufficiale della società grigiorossa


Pubblicato originariamente su Ramella.org

Simone Ramella

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Sono un precario ante litteram che da piccolo sognava di fare il giornalista e poi ha fatto anche molte altre cose.

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