E’ giusto che lo dica come lo direste voi: avete rotto il cazzo

So perfettamente che questo post non rispetterà un sacco di standard, a partire da quello giornalistico. Infatti lo scrivo qua, in uno spazio che è pubblico, ma che considero mio. So anche che non è per nulla il momento giusto e che ora bisogna piangere le vittime, stare sulla cronaca, vedere cosa succede nelle prossime ore, interrogarsi sulle capacità delle polizie europee. Però è una di quelle volte nelle quali mi sento come Daniele Silvestri in “Manifesto”: è pieno il disco fisso, mi si è intasato il filtro, qualsiasi sentimento me lo trovo scritto addosso. Uno sfogo, quindi.

Succede che ogni volta che chiunque parli di un bambino morto in mare, di un profugo, di un migrante, di uno straniero di fede musulmana (o anche ateo, basta che sia originario di un Paese arabo), c’è una discreta quantità di persone che, tramite qualsiasi mezzo abbia a disposizione, si sente di poter dire la peggiore brutalità possibile.

Per esempio: Il Post pubblica la foto di un ragazzino al campo di Idomeni con un cartello con scritto “Sorry for Brussels” e il tono delle risposte è questo

Ora, non metto in dubbio che tutto questo tragga origine da un mix di esasperazione per un fenomeno che non siamo in grado di controllare e del quale ci sfuggono i contorni, frustrazioni personali, propaganda che attecchisce. Ma è anche vero che tutti i tentativi di ricondurre questo atteggiamento inumano, stupido e male informato in una cornice di razionalità cadono nel vuoto: vale a niente spiegare che le prime vittime del terrorismo sono i musulmani o che quelli accampati a Idomeni stanno scappando esattamente dalla gente che ha colpito a Bruxelles. Non serve.

E non serve nemmeno avere una posizione equilibrata. La mia lo è, per esempio: sono assolutamente convinto che un buonismo privo di senso della realtà possa essere dannosissimo e che l’Europa è piena di modelli di integrazione che non funzionano, ma anche che questo cattivismo vomitato sui social, negli sms mandati in radio e spesso riversato su giornali e blog è altrettanto inutile e pericoloso.

Come si diceva, è tutto inutile.

Quindi la dirò come la capirete meglio, usando la stessa pancia che avete usato voi: avete rotto il cazzo.