Lavorare per amore del lavoro
Era il 2002 quando Elizabeth M. Gilbert, dopo sette anni di matrimonio, divorziava dal marito. Quattro anni dopo, pubblicava il suo libro Eat Pray Love (Mangia Prega Ama nella traduzione italiana), che per quasi 4 anni restava nella lista dei best seller del New York Times, con circa 9 milioni di copie vendute. Dal libro è stato tratto un film (non un capolavoro, va detto) con Julia Roberts, per la regia di Ryan Murphy.

Poteva sembrare che Elizabeth avesse vinto la lotteria della vita: fama, successo, guadagni, … Ed i più si domandavano quale sarebbe stato il suo prossimo passo, se avrebbe scritto un altro libro, e così via. Proprio di creatività, la Gilbert ha parlato nel suo speech al TED2009 e, nel frattempo, ha anche pubblicato una manciata di altri volumi, nessuno dei quali ha raggiunto i livelli notorietà della sua opera prima.
Se è vero che i più misurano il successo di una persona attraverso risultati tangibili (il reddito, la qualità degli ambienti in cui vive, le settimane di vacanza che trascorre all’estero, il numero di copie vendute, …), è altrettanto vero che la pressione che arriva dall’esterno, volta a far sì che qualcuno ripeta le performance meravigliose che ha compiuto una volta, è una vera e propria violazione della libertà psicologica di un individuo, un modo per “incarcerarlo” all’interno della sua stessa storia, più o meno recente che sia.
Perché, tutto sommato, è bello lavorare per l’amore del lavoro, e fortunati sono coloro che possono farlo. Senza stress, senza dover dimostrare nulla a nessuno. Solo perché fare ciò che si fa è il modo che si è scelto per essere felici.