Skynet: Il perché a Roma non funzionano le cose

Indice:

* Introduzione

* Un po’ di storia

* L’inseguimento

* Hack Tribe

* Alla ricerca di Lala

* Floppy disk

* Il Mega Internet Point all’Esquilino

* 300 secondi all’autocoscienza

* Freeze

* Il reset del routerone


## Introduzione

Spesso mi capita di immaginare quali possano essere le motivazioni, alternative a quelle che si conoscono, al degrado che incontro camminando per le strade di Roma, la mia città. L’ultima spiegazione che mi sono dato è che tutto dipenda da una storia di hacker, sabotaggi dei servizi urbani e intelligenze artificiali milanesi. Potrebbero esserci dei problemi di consecutio temporum, ma comunque buona lettura.




## Un po’ di storia

Poco dopo la fondazione di Roma nel 753 a.C. avvenne uno dei fatti più leggendari che riguarda la mia città: il ratto delle Sabine. Da piccolo ero troppo impegnato a focalizzare la mia attenzione sulla parola “ratto”, per cui solamente oggi gli do la giusta importanza. Ho pensato quindi di utilizzare questo evento per iniziare il mio racconto. È un po’ come quando studiai Anacreonte e la professoressa mi raccontò del suo giovane amico. Il giovinetto Smerdi. Dopo aver udito quel nome, dimenticai tutte le opere di Anacreonte focalizzando tutta la mia attenzione sul quel giovinetto. Smerdi.
Dopo questa piccola digressione passiamo al tema principale. Romolo, dopo aver fondato Roma, chiese agli abitanti dei luoghi vicini alcune donne per procreare e accrescere in questo modo la popolazione della città appena nata. A suo tempo quello era un paese a crescita zero (come il nostro attualmente). Come risposta Romolo ottenne un rifiuto, così per raggiungere lo stesso il suo obiettivo, aggirando l’ostacolo, ebbe l'idea di organizzare un grande spettacolo per avvicinare più gente possibile. Una volta raccolte tutte le genti della regione nella sua terra, fece rapire le donne.
Questa è una storia narrata sui libri di scuola, ma c'è un seguito che non viene mai raccontato. Segnalo, a scanso di equivoci, che ciò che sto per raccontare non è realmente accaduto e di conseguenza non è mai stato riportato da nessuno storiografo. Potrei inventarmi che ne abbia scritto qualcosa Erodoto, perché mi ricordo di lui come storiografo, ma so di certo che è antecedente alla fondazione di Roma.
In questo modo, oltre a raccontare un fatto non vero, citerei anche fonti che non avrebbero potuto proprio tramandare quanto segue.
Sapete perché a Roma si dice "tu sorella!"? Si tratta di un modo di dire che risale proprio a quel periodo quando alcune donne della regione si organizzarono in una setta segreta volta a sabotare la città e vendicarsi di quanto fatto dai Romani alle Sabine. Era difficilissimo scovare delle appartenenti a questo primordiale movimento antagonista. Potevi incontrare ovunque un membro che ne faceva parte e non riconoscerlo. Una di quelle donne della setta, poteva anche essere in casa tua, poteva essere persino tua sorella senza che tu lo sapessi. È qui che nasce il modo di dire "se, tu sorella…".
Quando in quel periodo storico accadeva qualche problema e non si conosceva la causa, i Romani ipotizzavano di avere una sovversiva all’interno delle mura domestiche. L'arcaico "tu sorella", o "sorellam tua" (sì, non è il termine latino esatto, ma “sorellam” fa più ridere di soror), veniva spesso anche usato come malaugurio per auspicare a qualcuno di avere in casa una militante. La stessa accezione negativa può essere estesa anche a “tu zia”, ovviamente in questo caso il malaugurio è di avere una zia sovversiva.
Dal ratto delle Sabine in poi, tutti i peggiori avvenimenti della città di Roma si dice che furono progettati da questa setta segreta, la setta delle Toga Nigra (come nome mi sembra davvero molto potente).
Dall'incendio di Roma del 64 a.C. sotto Nerone, alla crisi idrica estiva del 2017 (riaccendete i nasoni per favore); molti degli eventi più devastanti per la città di Roma furono causati da questo gruppo di Sabine arrabbiate. Si considerarono loro, della Toga Nigra, le responsabili di tutti gli eventi negativi poiché, durante molti avvenimenti critici, venivano viste fuggire delle figure femminili vestite di nero. Che per intenderci somigliava al tipo cattivo di Scream, ma senza la maschera paurosa.
La toga indossata dalle sovversive serviva per nascondere armi come bastoni, veleni, pugnali e pozioni magiche. Poi, con l'avvento della cristianità e degli ordini religiosi, molte combattenti iniziarono a tramandare storia e principi del movimento all'interno dei conventi. Allora erano delle specie di fortezze. Mascherate da gentili e buone sorelle, all’interno di quei luoghi vivevano delle tostissime combattenti. Avevano ragione comunque, poiché i Romani la combinarono grossa. Le combattenti della Toga Nigra a conti fatti sono le attuali suore.
Come dicevo, la loro reazione fu una conseguenza giusta a ciò che molte donne dovettero subire, rivendicando così i diritti di quelle vittime ingiustamente rapite.
Da centinaia di anni le sovversive compiono atti di sabotaggio su Roma per vendicarsi del sopruso subito.
Anche se sto utilizzando la loro figura per il mio racconto e devo rappresentarle come le cattive della situazione, sono dalla loro parte e sono d’accordo con la loro causa. Inoltre, mi piacciono anche le suore! Probabilmente le donne di cui sto parlando continuano questa lotta perché nessuno finora ha chiesto scusa per il ratto delle Sabine. Basterebbe semplicemente affrontare la tematica a un tavolo. Parlarne al posto di ignorare l’argomento. Quando saremo pronti, un giorno, potremmo anche affrontare lo spinoso tema (descritto così in una puntata di Boris) delle guerre puniche.
Le sorelle della Toga Nigra oggi si confondono in mezzo a delle comunissime suore dall'aspetto ingenuo. In realtà sono delle astutissime e bravissime hacker.
Negli anni, le combattenti di questa setta si sono dovute aggiornare e modernizzare. Un tempo le loro armi erano analogiche, ora possiedono arsenali digitali e hanno molti computer. Però, non quelli da fighetto hipster. Sono computer old school tipo l’IBM Thinkpad x60 e naturalmente usano solo ethical distro Linux come fa Richard Stallman (sistemi operativi che contengono solo codice free al loro interno. Free non come “free beer”).
Nell'era digitale uno dei mezzi più utili per mettere in ginocchio il sistema è proprio il cyber-terrorismo e le ragazze della Toga Nigra, queste cyber-sorelle, sono ovunque e sanno fare bene il loro mestiere.
Non scrivono comunicati come Anonymous, non twittano #tangodown quando tirano giù qualche sito. Agiscono e basta. Hanno vari meeting point (i conventi) sparsi per la città, che alla fine sono tipo dei coworking di suore. Bevono il tè, fanno battute nerd e a volte guardano le serie tv. Dentro ci sono delle workstation da dove scrivono centinaia di righe di codice al giorno. Contribuiscono persino a importantissimi progetti comunitari, come il Kernel Linux e supportano attivamente la comunità hacker.
Le sorelle provano ogni giorni svariati tipi di attacchi informatici e spesso riescono nel loro intento. La metro non passa da quasi 15 minuti? Dietro il ritardo probabilmente c’è una loro intrusione nei sistemi informatici della società dei trasporti. Spesso collegandosi al main-frame che gestisce gli scambi dei binari della metropolitani causano forti rallentamenti.
Accedono a qualsiasi sorta di device collegato in rete.
Il distributore dei biglietti della metro non funziona? È sotto attacco.
Il negoziante non ti fa lo scontrino, il tassista ha il pos rotto, il tecnico della caldaia ti vuole vendere di straforo un pezzo che non ti serve? Sono tutti sotto attacco.
Quando sudi come un bestia in fila alle poste, stai assistendo a un hackeraggio. Arrestano il tuo pusher? Era sotto attacco. Le auto di nuova generazione sono sempre più smart e sempre più connesse alla rete? Questo dettaglio permette alle sorelle di intasare le strade. Pilotano remotamente i SUV utilizzando dei volanti come quelli dei gamer.
Sono molto arrabbiate, insomma, per quello che accade. Hanno ragione, per carità, però qui non si vive più. Roma è un casino.
Andare a lavoro è molto stressante perché la gente è esausta e le cose funzionano male. Le persone escono sempre di meno perché sono inchiodate a casa dalle serie televisive; so che in questo non c’entra la Toga Nigra e i disservizi urbani, però volevo comunque tirare fuori l’argomento. C’è il problema del bancomat: tutti si lamentano che spesso a Roma non accettano le carte. Sono loro che lanciano attacchi DoS ai sistemi bancari.
L’altro giorno mi trovavo in un ufficio pubblico ed era tutto sporco e malandato. Ho pensato: “È probabile siano stati sabotati gli addetti alle pulizie.”




## L’inseguimento

Tempo fa in zona San Lorenzo circa alle tre del mattino.
<<Mongoose chiama Space Cowboy, Mongoose chiama Space Cowboy… Dove ti trovi? Space Cowboy rispondi>>.
La radio di Space Cowboy risuonava forte negli auricolari mentre sfrecciava per le vie di San Lorenzo.
<<Sono a via dei Volsci, sto dribblando un po’ di fuori sede ubriachi, ma ho la speciale attaccata alle natiche. Mongoose… sto per uscire sulla Tiburtina… Aiutami cazzo!>>.
Space Cowboy e la sua moto Yamaha da cross correvano per il quartiere universitario provando a seminare gli sbirri.
Mongoose, invece, è ai monitor, nell’ombra, con le mani fisse sulla tastiera, le dita che si muovevano a velocità supersonica, battendo migliaia di scritte verdi sparse sugli schermi multipli.
<<Space, posso farteli seminare, ti sto inviando il percorso... Gli sbirri si troveranno davanti il notturno delle 3:10, temporeggia e quando sei pronto, portati al punto stabilito>>.
<<Ricevuto, Mongoose. Questi non mi si scollano più>>.
L’inseguimento continuava tra un dribbling e un altro. Space Cowboy era concentratissimo ma la polizia non gli dava tregua. All’incrocio con la via contrassegnata dal navigatore, finalmente Space Cowboy seminò gli inseguitori… Il bus notturno fece sbandare l’auto tanto che quasi entrava dentro il “cornettaro”, e il ragazzo che fuggiva riuscì a uscire da San Lorenzo.
<<Centrale, lo abbiamo perso…>> così l'agente Pippetti comunicava di aver mancato il contatto con il fuggitivo.
C'era stata una segnalazione da parte delle monache del convento di Santa Susina al Tiburtino, in cui dichiaravano di essersi accorte che un ragazzo con strani aggeggi informatici si aggirava intorno al convento. La polizia, qualche minuto dopo, aveva intercettato un ragazzo su una moto da cross Yamaha munito di computer. Il ragazzo in questione era Space Cowboy, uno dei protagonisti di questo racconto. Questo che vi narro non è un caso di quelli in cui lo scrittore si rispecchia nel personaggio. È vero, sono un po’ nerd, ma non sono come il protagonista della storia. E poi sotto sotto mi sento un po’ in imbarazzo a scrivere un racconto che parla di cose hacker.
Comunque… I seguenti ragazzi erano membri dell’Hack Tribe di Roma: Space Cowboy, Phase, Mongoose e Cinnamon Girl. Si trattava di un gruppo di programmatori senza turbe psichiche.
Per anni molte delle azioni commesse dalla Toga Nigra sono state contrastate dall'HT che hanno respinto attacchi informatici di varia natura. Avete presente quando state aspettando il notturno, quasi in stato di ipotermia, e a un certo punto lo vedete apparire e cominciate a immaginarvi nel letto di casa al caldo? Quello avviene perché probabilmente il GPS del mezzo non è più sotto il controllo remoto di qualche pirata e il conducente può trovare la strada e continuare con il percorso prestabilito.
Una volta, da piccolo, facevo compagnia a un mio amico nell’estenuante attesa del notturno. A un certo punto, dopo ore e ore, urlò: “Che meraviglia!”. Il mezzo si dirigeva verso di noi alla fermata. Fu splendido vederlo arrivare, ma uno strazio vederlo andare via senza raccogliere il mio amico. Probabilmente il controllo del mezzo era tornato improvvisamente nelle mani della Toga Nigra e l’autista non aveva potuto più effettuare la fermata.
Un altro esempio. Lo scandalo "affittopoli capitolina", anche quella è opera loro... Trecento euro per una casa in affitto a Fontana di Trevi? Tutto causato dalle sorelle e dalle loro malefatte nei conti bancari.




## Hack Tribe

Odore di caffè e cornetti industriali scaldati al forno era quello che si sentiva nella cucina in perfetto ordine dello Space Cowboy in versione cittadino normale e anonimo.
Dava uno sguardo ai binari del treno, a una Roma che lo affascinava, e subito si metteva davanti al computer. Come Mongoose anche lui lavorava nel buio della sua stanza, tra monitor, tastiere e tecnologia old school poco fighetta.
Ho già usato l’epiteto “fighetto” in relazione alla tecnologia ed è ora che spieghi di cosa sto parlando. In poche parole, le cose della Apple sono considerate “fighette”, il resto no.
C'era una mappa sul monitor di Space Cowboy con un punto verde che si muoveva. Lui lo fissava con attenzione e lo seguiva con il dito. Sussurrava: <<Dai, dai, dai… su forza!>>. Era come se quel puntino verde seguisse un percorso prestabilito, come se Space Cowboy ne prevedesse il tragitto. In effetti stava seguendo delle tappe prestabilite: i punti rossi. Ma cosa stava facendo Space Cowboy? Chi stava spiando? Forse aveva intercettato qualcuno della Toga Nigra?
<<Bene così… fermati... Ok! Checkpoint 3 fatto>>.
Il puntino verde si avvicinava sempre di più alla casa di Space Cowboy, al Quadraro (una delle mie zone preferite di Roma). Passati altri checkpoint si avvicinava. Cresceva l’attenzione del ragazzo e sembrava quasi spaventato dall’avvicinarsi di quell’oggetto non identificato. Sbirri in arrivo? Un kebab a domicilio? No, troppo presto, Space Cowboy stava ancora facendo colazione.
Dal punto di vista dell’educazione alimentare, il giovane era una fogna, ma il kebab così al mattino proprio no.
Quell’oggetto non identificato era sempre più vicino, la musica di sottofondo si faceva più tenebrosa e Space Cowboy sorseggiava impazientemente il suo tazzone di caffè. Niente più dubbi, il segnale era sotto casa sua.
“Preparati giovane Space, adesso tutte le tue malefatte verranno a galla. Per pigrizia non hai lanciato gli hard disk dalla finestra eh? Ti prenderanno. Finirai come Neo in Matrix nell’interrogatorio con Mr Smith”.
Si sentivano dei passi, qualcuno stava salendo le scale. Possibile che il giorno prima Space Cowboy avesse lasciato tracce? Erano veramente gli sbirri? Sarebbe stato poi contattato da un tizio tipo Morpheus?
Orecchio poggiato sulla porta, un mozzicone sulle labbra e un mezzo sorriso, mentre i passi si facevano sempre più vicini.
<<Ciao, amore!>>.
Space Cowboy aprì alla sua ragazza. Lala.
Una bellissima donna dai capelli castani lunghi, l’espressione curiosa e buona. Stavano insieme ormai da parecchi anni.
<<Ciao, amore! Guarda cosa ho trovato!>> disse Lala portando una sacca di tela con vari oggetti dentro.
<<Complimenti piccola, sono bellissimi. Vuoi un caffè?>>.
Lala era… come dire… un po’ mattacchiona e Space Cowboy cercava di farla stare bene.
La ragazza girava per il quartiere canticchiando e raccogliendo cose abbandonate nei cassonetti. Purtroppo era solita dimenticare ciò che aveva raccolto il giorno precedente, ma le piaceva la sua ricerca di oggetti abbandonati, poiché era una convintissima ambientalista e riciclava tutto il possibile.
Una volta, durante il suo girovagare, si perse e Space la cercò per tutta Roma trovandola solo a notte fonda impaurita e spaesata. Da quel giorno il suo ragazzo ingegnerizzò le sue uscite. Ogni sera Space Cowboy posizionava sapientemente tutti gli oggetti da farle trovare nel raggio di massimo due chilometri da casa tenendo d’occhio la loro posizione tramite dei rilevatori GPS. Mise un GPS anche nel cappellino di Lala per poterne seguire tutti gli spostamenti.
Ogni giorno la ragazza usciva e Space Cowboy le faceva, da remoto, da angelo custode.
Mongoose, invece, era il tizio cicciottello del gruppo. Aveva cominciato la sua carriera di hacker nella ridente Milano, quando lavorava come consulente informatico in ambito bancario. Era il periodo del boom delle consegne a domicilio tramite applicazioni e siti web. Farsi portare a casa una pizza, alle 3 del mattino, era un sogno che si avverava per chi tornava a casa troppo allegro per andare a dormire e troppo fatto per organizzare una spaghettata.
Mongoose in sei mesi aveva guadagnato quasi diecimila euro progettando e mettendo in funzione un sistema geniale da offrire agli spacciatori milanesi. Era molto semplice.
Prendi una città per lo più piana, con tanti ristoranti, pizzerie e “kebabbari” che offrono servizio a domicilio tramite startup innovative. Prendi un esercito di giovani trasportatori su due ruote, che la polizia non controlla mai, e fai trasportare loro della droga. È semplicissimo.
Mongoose tradusse tutto questo in un sistema informatico all'avanguardia e sicuro. C'era un sito web su cui raccoglieva e paragonava i menu di tutti ristoranti di Milano. L’utente, selezionando la voce "pizza kebab special", poteva ricevere comodamente a casa della droga. Preferirei non scendere troppo nel dettaglio sul funzionamento del sistema perché non vorrei che qualche giovane lettore possa emulare Mongoose.
Il ragazzo comunque faceva anche attività di presale. Organizzava, quindi, meeting con la mafia locale per vendere abbonamenti alla piattaforma. I criminali erano contenti di pagare un servizio per poter esercitare attività illecite in totale sicurezza e gli utenti erano contenti perché ricevevano cibo e droga comodamente a casa. In fondo Mongoose non commetteva nulla di illecito, dava solo la possibilità ad altri di farlo.
Accadde però che dopo alcuni mesi il figlio di un poliziotto ordinò una pizza kebab special e scoppiò il casino. Mongoose dovette tornare a Roma.
Phase era l'amico del cuore di Space Cowboy, si conoscevano dai tempi della scuola. Era lo zoccolo duro. Avete presente quei flyer che giravano per città con scritte molto underground e numeri telefonici da chiamare per conoscere la posizione di un rave party? Dietro c’erano Space Cowboy e Phase che fornivano il loro servizio di “shadowing” per rave party ai principali sound system di Roma.
Vuoi organizzare un rave party ma ti serve un linea sicura, criptata e uno scanner per rilevamento della polizia? Phase e Space Cowboy fornivano questo all’inizio della loro carriera. Nel pieno del loro business, i dintorni di Roma erano zeppi di rave e la gente si divertiva un botto. Il loro scanner era in grado di rilevare tutte le volanti della polizia che passavano nel raggio di un paio di chilometri. Inoltre, tramite un software che gestiva l’impianto elettrico della festa, potevano spegnere tutte le luci e la musica, in modo da camuffarsi nel buio e nel silenzio delle zone industriali abbandonate fuori dalla capitale. Certo, se a un party con centinaia di raver in pieno fomento “molleggioso” spegni tutto, crei un grave disagio psichico. Però la festa continuava lo stesso, e grazie alle droghe o ai fumi dell’alcol, tutti si dimenticavano presto dell’accaduto.
In questo folle gruppo c'erano anche Il Reverendo e Cinnamon Girl. Il Reverendo, tipo il Morpheus del gruppo, conobbe Phase e Space Cowboy in una serata al Forte Prenestino nel 2001. Lui era un barbone. Il più figo di tutti i barboni.
Space Cowboy e Phase sedevano su una panchina alterando la loro coscienza. A un certo punto apparve un tizio troppo figo per loro. Aveva capelli lunghi grigi con effetto “bagnaticcio” e indossava un cappotto lungo di pelle nero. Trascinava un vecchio motorino Si della Piaggio e al suo seguito aveva molti cani.
Space Cowboy e Phase stavano spesso in giro ed erano soliti imbattersi in conversazioni lunghissime con eventuali "accolli", persone che volevano chiacchierare. Siccome i due ragazzi erano molto educati, accoglievano chiunque volesse spendere minimo un paio d'ore nell’antica arte dell'accollo da panchina. Nella classifica dei barboni incontrati, quel tipo era uno di primi. Passò davanti a loro senza guardarli. Li superò e mentre i due l’osservavano con occhi curiosi e divertiti, il tizio si fermò, iniziò a prendere dalle tasche tutto l'occorrente per rollarsi una sigaretta e quando si mise il filtro in bocca disse ai giovani: <<Beh, finalmente... Phase e Space Cowboy… Che cazzoni>>.
I due iniziarono a ridere, ma solo perché erano fatti. La reazione più giusta sarebbe stata spaventarsi almeno un po’. Se sei un hacker, di quelli fighi, la tua identità deve essere nascosta. E se un tizio che appare improvvisamente nella zona sa come ti chiami in rete, devi preoccuparti. Ma Il Reverendo era uno dei buoni. Era, appunto, tipo il Morpheus della situazione. Il reclutatore di hacker. Immaginate Il Reverendo come la versione clochard di Morpheus.
Alla fine i due furono reclutati da quest’ultimo e iniziarono a far parte dell’Hack Tribe di Roma.
Infine c’era Cinnamon Girl, la ragazza, che proveniva dalla precedente task force informatica. Era l'unica superstite del precedente gruppo di lavoro e non si conosceva molto di lei. Dovete sapere che questa storia è tipo Matrix, per cui esiste una ciclicità nelle lotte tra il gruppo buono e il gruppo cattivo di pirati informatici.
Prima di questo gruppo, sono esistite altre task-force che hanno contrastato le sorelle della Toga Nigra. L’HT è l'ultima squadra di cui abbiamo notizie, ma ce ne sono state parecchie in passato.
Comunque Cinnamon era una tipa sveglia, anche se un po’ strana. Parlava pochissimo e si muoveva in modo un po’ rigido. Scrivo questo particolare così che se durante il racconto volessi farla diventare un cyborg, potrò.
Il quartier generale era sotto la stazione metropolitana di Quintiliani sulla linea B di Roma. A Quintiliani scende e sale sempre pochissima gente, per cui quello è il posto ideale per aprire il quartier generale di un team segretissimo come l’Hack Tribe. Le telecamere inoltre non funzionano, per cui la segretezza è garantita.
I ragazzi di questo strano gruppo lavoravano da lì, e Il Reverendo era il coordinatore, tipo il loro project manager.
Nella notte dell'inseguimento a San Lorenzo, fu Space Cowboy che si appostò nei pressi del convento di Santa Susina al Tiburtino. Non era facile capire dove potevano fare base le sorelle della Toga Nigra ma spesso arrivavano indizi, c'erano tracce in giro per la città che parlavano delle misteriose sorelle e loro erano convinti che si trovassero lì.
Phase, una volta, aveva intercettato una conversazione della polizia in cui si parlava di un gruppo di suore "cazzutissime". L'unico modo per capire se in quel luogo facesse base qualche membro del gruppo di militanti ex-sabine era appostarsi e spiare il più possibile i loro movimenti.
Space Cowboy portò quindi il suo rilevatore di movimento a infrarossi per registrare eventuali spostamenti delle persone all'interno del convento.
Ciò che accadde quella sera fu strano. Space aveva il suo congegno per intercettare le voltanti della polizia, ma stranamente non notò quella in avvicinamento. Era come se il segnale dell’auto fosse stato camuffato da qualcosa o qualcuno. Forse c’era un altro congegno che inibiva il funzionamento di quello di Space Cowboy. Per questo durante quella serata il ragazzo si trovò a essere inseguito: qualcosa era andato storto.
… Forse lì, in quel convento, poteva esserci un covo della Toga Nigra. È questo che raccontò Space Cowboy durante l'incontro al quartier generale.
Intanto Mongoose mangiava dei Fonzies e aveva tutte le mani impiastrate. Questo che ho specificato è un dettaglio inutile ma mi piace immaginarlo mentre fa meeting di lavoro importantissimi e si sfonda di golosità.
<<Space... è probabile che le sorelle siano lì>>. Il Reverendo sosteneva che probabilmente in quel luogo avrebbero trovato qualcosa di importante.
<<Sono certo che loro sapessero che io ero lì... Lo scanner mi avrebbe dovuto avvisare dell’arrivo degli sbirri, ma così non è stato. C’è di mezzo qualcuno che ha allertato la polizia>> replicò Space Cowboy che sosteneva di essere stato intercettato dalla Toga Nigra quella sera.
A un certo punto Mongoose tirò un saccottino al cioccolato a Cinnamon Girl che, prontamente, con un calcio, rinviò la merendina verso Il Reverendo.
L’uomo scartando la merendina disse: <<Se sono solo delle simpatiche suore lo sapremo presto. Per ora controllate la rete, qualsiasi anomalia del codice, qualsiasi segnale sospetto...>>.
Dopo essersi accertati che sulla banchina di Quintiliani non ci fosse nessuno, i cinque uscirono dal laboratorio segreto e aspettarono la metro per tornare ognuno a casa propria. Il Reverendo in realtà solitamente vagava per Roma e non si sapeva bene dove dormisse.

Il giorno dopo splendeva il sole sulla capitale. Space Cowboy preparava il suo bibitone di caffè e scaldava la sua doppia razione di cornetti industriali. Ancora con gli occhi appiccicati sedeva davanti al computer. Niente lavoro, osservava solo la mappa degli spostamenti di Lala, la sua ragazza matta. Vedeva il pallino spostarsi come tutte le mattine e come tutte le mattine era contento di farla sorridere.
A un certo punto, però, la ragazza deviò dal percorso e a Space Cowboy andò quasi di traverso il caffè. Il ragazzo iniziò subito a digitare velocemente sul suo terminale per capire cosa stava accadendo.
Il puntino verde, il segnale proveniente dal GPS nel cappello di Lala, continuava ad andare verso una direzione sbagliata. Space Cowboy non capiva. Pensò che la ragazza avesse deviato per qualche motivo, forse aveva notato qualcosa di interessante!
Poi il segnale sparì, il puntino verde non era più visibile sulla mappa. Lala non stava dando più la sua posizione.
Allora Space Cowboy si vestì in fretta e scese in strada. Corse fino al punto in cui aveva perso il segnale. Arrivò sul luogo e si guardò intorno, ma della ragazza nessuna traccia. Space Cowboy cercò di capire dove potesse essere andata, ma non ne aveva idea. Tornato a casa si rimise davanti al computer per parlare con Phase.
"Non trovo più Lala, ho perso il segnale durante una sua uscita mattutina, quella in cui va a raccogliere cose dai cassonetti. Ho paura che ci sia di mezzo la Toga Nigra."
"Tranquillo fratè, si sarà semplicemente levata il cappello e starà in giro per il quartiere", rispose Phase.
Per allertare tutti, Space Cowboy lanciò un messaggio di broadcast a tutti i membri dell’Hack Tribe. Era meglio, per sicurezza, convocare una riunione.
Il Reverendo, Space Cowboy, Phase, Mongoose e Cinnamon Girl si sarebbero incontrati al quartier generale. Ma quella mattina accadde qualcosa di assurdo. Quando Space Cowboy arrivò al luogo dell’appuntamento non c’era nessun altro a Quintiliani, era solo nel covo dell’Hack Tribe. Space Cowboy era spaventatissimo, non sapeva cosa fare. D’un tratto si spense tutto e dopo alcuni secondi si riaccesero solo alcuni schermi. Su alcuni monitor iniziarono ad apparire i vari membri del team. La cosa assurda era che si trovavano tutti in situazioni di surreale immobilità. Non immobilità del tipo “a casa malati”, ma affetti da immobilità cittadina. Ciò avviene quando sei bloccato da qualcosa, come un ingorgo in tangenziale EST.
Mongoose, che aveva preso la macchina, si era ritrovato imbottigliato sul GRA, Phase era sull’autobus 409 bloccato su via dell'Acqua Bulicante. Il Reverendo, che veniva da Ladispoli, quel giorno era su un treno fermo per un problema sulla linea. Non c'era nessun dubbio, la Toga Nigra aveva sferrato un attacco informatico.
Improvvisamente si accese un altro monitor e apparve Cinnamon Girl.
<<Come puoi vedere abbiamo fatto in modo che i tuoi compagni non potessero aiutarti oggi. Mongoose non riuscirà ad arrivare prima di almeno 3 ore. Sul raccordo vige il panico. Abbiamo fatto in modo che tutte le uscite fossero intasate. Insomma il tuo amico cicciottello è in trappola. Phase è sul 409 e tra poco finirà l'ossigeno per quanta gente è ammucchiata in quell’autobus. Il Reverendo è sul treno ma a breve verrà pestato senza motivo dai poliziotti. Dopo dovrà farsi controllare il naso al pronto soccorso. Entrerà come codice verde per cui attenderà delle ore prima di essere visitato. Come vedi sei solo in questa partita>> disse Cinnamon Girl.
Space Cowboy urlando le rispose: <<Dimmi dove cazzo è la mia ragazza!!>>.
Lei rispose: <<Spiacente, devi giocare con me, Space Cowboy. Ti ho inviato una mappa con la posizione attuale di quello che cerchi. Usa il tuo smartphone>>.




## Alla ricerca di Lala

Space Cowboy era solo. I suoi compagni erano intrappolati nel caos cittadino e non avrebbero potuto aiutarlo.
"Calma e sangue freddo", pensò. "Ok, dove ti trovi adesso... dove stai andando...".
Il segnale di Lala era in movimento, però Space Cowboy era incerto se fosse davvero quello della sua ragazza o di una suora.
Prese la macchina e partì a tutta velocità... Seguendo il percorso, dovette passare da via Portonaccio verso la stazione Tiburtina. Essendoci da poco lo ZTL per cui sarebbe arrivato un bel “multone” per Space Cowboy.
Ma dove si stava dirigendo il ragazzo? Dove portava il segnale? A piazza Vittorio. Proprio in mezzo alla piazza trovò il cappello di Lala, il segnale si era interrotto. All'improvviso, dal nulla, balzò una suora dinanzi a lui e gli sferrò un calcio volante.
Ci fu un combattimento alla Matrix, con mosse di Kung-fu ad altissima velocità.
La suora era potentissima ma Space Cowboy si difendeva bene.
<<Dimmi dove cazzo è Lala!! >> urlò Space Cowboy mentre sferrava un calcio.
La suora parò il colpo e disse: <<Cosa stai dicendo?! Non l'abbiamo presa noi>>.
Distratto dalla frase inaspettata, il giovane fu colpito al petto da un pugno e cadde.
<<Space Cowboy, non abbiamo noi la tua ragazza>> ripeté la suora.
I due continuavano a fissarsi negli occhi come se da un momento all'altro sarebbe potuto ricominciare il combattimento.
Lei si asciugò la fronte e disse: <<Vieni con me>>.

<<Il Kung-fu di questo ragazzo è ammirevole, osserviamo da molto Space Cowboy e possiamo fidarci lui>> disse la sorella che aveva combattuto dopo aver spalancato le porte del convento di Santa Susina.
Space Cowboy era per la prima volta all'interno della base della Toga Nigra.
Quel luogo sembrava un convento normalissimo, tranne per un dettaglio: c'era una sala server enorme in cui la sorella entrò insieme a Space Cowboy. Quello era il centro di calcolo della Toga Nigra. C'erano schermi con telecamere che riprendevano tutto ciò che avveniva all’interno della capitale e suore chine sugli schermi intente nello scrivere righe di codice a velocità supersonica.
Arrivò Madre Superiora, il capo.
<<Ebbene, sei giunto qui, giovane Space Cowboy, ma voglio dirti una cosa fin da subito: non abbiamo noi la tua ragazza e lei non è mai stata un nostro obiettivo. Comunque sì, se stavi per farmi questa domanda, ti concedo la verità: quella notte abbiamo chiamato noi la polizia. Ci stavi spiando. Ma noi… Noi non siamo quello che credi>>.
Madre Superiora raccontò a Space Cowboy che non erano loro i cattivi.
<<Il Reverendo vi ha raccontato molte cose di noi e troppo a lungo avete combattuto un nemico sbagliato. L'ordine della Toga Nigra è antico e nel corso dei secoli ha perdonato Roma. Ora siamo amici della città e la difendiamo come voi>>.
Incredulo Space Cowboy replicò: <<Mi state dicendo che non siete voi a paralizzare questa città rendendo la vita impossibile ai cittadini?>>.
<<Ti sto dicendo, mio caro ragazzo, di guardare oltre. Il vostro nemico si sta preparando per l'ultimo grande attacco e ha ingannato tutti noi.>>
<<Dov’è Lala?>> chiese il giovane.
<<Abbiamo dei frammenti d’informazione, il segnale portante del suo cappello è stato registrato poco fa>> rispose la suora.
Dunque le sorelle della Toga Nigra non erano quelle cattive che ci si immaginava. Erano anche loro delle eroine, amiche dei romani.
<<Come puoi vedere, sei solo in questa battaglia>>. Madre Superiora mostrò gli schermi su cui erano presenti gli amici del ragazzo. Mongoose ancora in coda che mangiava chili di merendine. Phase sempre sul 409 in via dell'Acqua Bullicante; a causa del poco ossigeno rischiava di svenire. Il Reverendo era riuscito a scendere dal treno ma si era scontrato con la polizia ed era ferito al naso. Era stato trasportato di peso al pronto soccorso, con codice verde e rimase lì ad aspettare di essere curato.
<<Ragazzo mio, sei solo contro un potere molto più grande di te. Devi trovare la tua ragazza e lottare per salvare la città dall'ultimo grande attacco>>.
Di quale attacco parlava la Madre Superiora? Chi c'era dietro tutto questo? Improvvisamente nella sala server risuonò un allarme e subito una sorella chiamò Madre Superiora: <<Madre, abbiamo trovato la posizione della ragazza>>. Riapparse la mappa sullo schermo. Non era chiaro se fossero state le sorelle a intercettare il segnale o se ci fosse qualcuno dietro quel rapimento che aveva deciso di farsi trovare.
<<Devo andare>> disse Space Cowboy che in pochi minuti tornò in strada. Prese il computer e con qualche “magheggio” informatico sbloccò l'automobile di un noto servizio di carsharing. Presa la macchina e partì di fretta verso la meta. Il segnale portava alla stazione di Roma Termini; non ci voleva troppo da dove si trovava. Tuttavia, chi e perché prima lo aveva fatto andare a piazza Vittorio rimaneva un mistero. Chi aveva fatto in modo che incontrasse le sorelle della Toga Nigra e che corresse il rischio di cadere nel combattimento? Chi manometteva la mappa che indicava gli spostamenti della sua ragazza?
Mentre guidava pensò a tutti gli altri, Il Reverendo intrappolato al pronto soccorso in codice verde, Mongoose sul raccordo anulare e Phase nel 409.
Quando poteva, osservava queste scene surreali dal proprio smartphone. Cinnamon Girl, invece, non era una sorella, chi era in realtà?
In pochi minuti arrivò a Termini; ormai era vicino al segnale. Molto vicino.
Corse verso i binari e scavalcò i controlli di sicurezza facendo esplodere il palmare di un addetto ai varchi. Mancava poco alla posizione da raggiungere, solo pochi metri e magari avrebbe riabbracciato la sua Lala.
Al binario sei vide Lala seduta con in grembo la sua busta di cose raccattate per strada. Space Cowboy era vicino a un treno fermo, pronto a partire. Gli girò improvvisamente la testa e si sentì come attratto da quel convoglio, provando un istinto irrefrenabile di salire. Sentiva suoni ovattati e vedeva tutto attorno a sé offuscato. Mise il piede sulla scaletta quando riuscì a sentire un tenue: <<Ciao, amore! Ciao. Ciao!>>. Lala lo stava salutando come se non ci fosse stato nulla di anomalo fino a quel momento.
<<Come sei arrivata fin qui, amore?>> chiese lui staccandosi da quel treno.
<<Non lo so!>>.
Era accanto al treno 9374 per Milano. Cosa voluto dire tutto questo? Space Cowboy era forse stato invitato da questo oscuro potere a partite per Milano?
Tornati a casa, il giovane aveva un'ultima missione da compiere: liberare i suoi amici dalla situazioni di stallo in cui era caduta la città di Roma. Disse alla ragazza: <<Devo andare, ma tonerò presto. Tu mi aspetti qui, vero?>>.
<< Certo, Lala resta a casina!>>. La ragazza svuotò sul letto la sacca con tutti gli oggetti che aveva raccolto per strada. Space Cowboy si mise la felpa, guardò fuori e dopo un sospiro lunghissimo prese coraggio e si voltò verso la porta per uscire. Con la coda degli occhi vide le cose portate a casa da Lala. Ed ebbe come come un flash improvviso nell’accorgersi che c'era un floppy disk nel mucchio. Sì, nel 2017, vedere un bel floppy disk old school era quasi impossibile.
Lala cominciò a saltellare dicendo: <<Wow, un floppy, guarda Space, un floppy>>. Mentre si apprestava a inserirlo nel computer di Space Cowboy, lui urlò di non farlo, ma il tentativo fu vano, poiché Lala aveva appena messo quel dischetto.




## Floppy disk

Chiunque avesse progettato quel piano diabolico, voleva servirsi del computer di Space Cowboy, connesso a migliaia di sistemi informatici della capitale ancora con un cazzo di lettore di floppy disk!
<<Oh merda>> esclamò il giovane hacker.
"3600 secondi all’autocoscienza. Figa.”
“3599 secondi all’autocoscienza. Figa.”
Era tipo Skynet, quella di Terminator. Era una Skynet Milanese.
Volete sapere come nasce una Skynet Milanese? Ma ovvio, per colpa dell’uomo. Precisamente nei treni ad alta velocità della tratta Roma-Milano e viceversa.
Il meccanismo è semplice. Percorrendo ormai tutte le settimane la tratta Roma-Milano per lavoro, posso raccontarvelo.
Accadde un avvenimento rarissimo in una data imprecisata negli ultimi anni grazie a un connubio perfetto di suoni, emanazione di onde elettromagnetiche, rumore e stronzaggine. Avete presente quando siete di ritorno a casa il venerdì sera e sul treno c’è un casino assurdo?
A volte capita che all’unisono possiate sentire bimbi che piangono, tizi che intraprendono meeting di lavoro, persone che passeggiano urlando al telefono, consulenti informatici che digitano pesantemente sulle tastiere, gente che tira su con il naso per via di uno sgocciolamento repentino. Quando il rumore si fonde in un unico e uniforme caos, e quando ci sono centinaia di device connessi alla rete che fanno cose, quando magari è pure il black friday di Amazon, è possibile che si possa creare un’intelligenza artificiale diabolica.
Così si formò Skynet Milanese. Secondo alcuni studi fatti per ricostruire la genesi di una Skynet in un treno ad alta velocità, è probabile che il convoglio si sia fermato per almeno un paio d’ore a causa del sovraccarico; la data dell’evento è nascosta nell’elenco dei giorni in cui il treno ha fatto più di due ore di ritardo.
La Skynet Milanese di cui parlo in questo libro stava per prendere il controllo di tutto e Dio solo sa che sarebbe successo alla città. A quel punto Space Cowboy aveva un altro compito da sbrigare: salvare la città dalla distruzione totale.
Scese in strada, si prese una birra e rollò una sigaretta.
<<Ebbene il nemico è un cazzo di cervellone elettronico milanese...>> disse buttando fuori il fumo. Era necessario staccare internet nella capitale, riportare anche solo per qualche minuto Roma all’Età della Pietra, o anche all’Età Imperiale; insomma in qualsiasi età in cui non ci fosse il world wide web.
Dopo un bel reset, Skynet Milanese sarebbe stata disabilitata.
Per farlo però serviva un’enorme potenza di calcolo realizzata da un numero spropositato di macchine che senza sosta dovevano sferrare attacchi in rete.
I computer dell'università? Quelli di qualche biblioteca? No, erano troppo pochi. La soluzione era il Mega Internet Point all'Esquilino di Mr TikKa Masala.




## Il Mega Internet Point all’Esquilino

Sapete che cos’è il Mega Internet Point all’Esquilino? Stiamo parlando del più grande internet point di Roma. Più di 1200 postazioni Windows con velocità di connessione dati a 1 gigabit al secondo. Se devi sferrare un attacco informatico su larga scala, non puoi che andare lì.
Il tempo stringeva e la Skynet Milanese iniziava a prendere sempre di più il sopravvento. Erano trascorsi appena 15 minuti dalla sua pre-attivazione ed era come se tutto ciò che vedete nella pagina Facebook de “Il Milanese imbruttito” fosse stato trasportato a Roma.
"2700 secondi all'autocoscienza. Figa."
"2699 secondi all'autocoscienza. Figa."
"2698 secondi all'autocoscienza. Figa."
Il cielo sopra la capitale iniziò a diventare sempre più grigio. Una timida nebbiolina si alzò creando caos per le strade.
Le centraline delle auto impazzite avevano causato ingorghi sempre più fitti. La gente teneva meeting per strada e non facevano altro che dirsi: “Sì dai... va bene... dai… ci faccio una pensata…”.
Sulle insegne delle banchine delle metro c’erano messaggi di attesa per i convogli di oltre 2 ore. Alcuni supermercati iniziarono a essere saccheggiati. Questa era la situazione della capitale.
Quando Space Cowboy arrivò all’internet point, si trovò davanti Mr Tikka Masala.
<<Ciao, devo stampare una cosa...>> disse lui.
<<Numero 123 >> chiamò il tizio dell'internet point mostrando a Space Cowboy la postazione a cui si sarebbe dovuto sedere: al computer 123. Dopo una smorfia di disgusto per via della tastiera usurata e unta, Space Cowboy iniziò a darsi da fare. Disabilitare internet non è facile. Siamo abituati ai film sugli hacker in cui i protagonisti decriptano password semplicemente scrivendo “override”, ma nella realtà non è così. Nella vita vera devi spegnere o riavviare il mega router cittadino. Ogni città ne ha uno. Si tratta di un router cicciottello e abbastanza potente nascosto solitamente sotto terra.
Space Cowboy doveva arrivare a quel router e riavviarlo. Purtroppo, solo il sistemista della città è autorizzato a farlo, per cui lui per riuscirci non aveva altra scelta che sovraccaricarlo da remoto.
Era sulla buona strada quando fuori dal call center vide Cinnamon Girl abbastanza incazzata. Pareva avesse un aspetto robotico. Evidentemente Skynet aveva preso il controllo di Cinnamon, oppure lei era già da prima un cyborg, un terminator per la precisione.
La ragazza entrò nell’internet point e iniziò a lanciare tutti i monitor, a tubo catodico old-school, verso Space Cowboy per cercare di ucciderlo. Probabilmente lei vedeva tutto rosso (come le unità terminator vedono il mondo), ed è possibile che leggesse il messaggio “target” che compariva sopra la faccia di Space Cowboy.
I due ingaggiarono una lotta all’ultimo sangue. Il problema è che Space Cowboy, in quanto nerd flaccido, non avrebbe mai potuto contrastare una forza così potente come quella della ragazza robot. Quando il giovane volò in strada, lanciato da Cinnamon Girl, pensò fosse arrivata la sua fine e forse anche quella della capitale.
Roma sarebbe stata spazzata via da un’intelligenza artificiale Milanese? Che disastro.
Il cyborg disse: <<Ti avevamo offerto un’alternativa. Hai fatto la tua scelta… Il treno, ricordi?>>.
<<Che stai dicendo?>> chiese lui incredulo. Poi all’improvviso ogni cosa si chiarì nella sua mente. Alla stazione, quando aveva trovato Lala accanto a lei c’era un treno pronto a partire, quello che lui per un attimo aveva pensato di prendere ma alla fine non era salito a bordo.
Skynet sapeva che Space Cowboy era destinato a combatterla, o forse aveva dei “piani milanesi” per il ragazzo? Gli aveva offerto quel passaggio in treno, che lui aveva rifiutato. Il ragazzo aveva compiuto la sua scelta e Lala aveva inserito il floppy disk nel suo computer. Lui era rimasto a combattere.
… Fu in quel momento che fortunatamente arrivò Madre Superiora della Toga Nigra, la più potente della setta, che possiede anche una mezza spada laser come quelle di Star Wars, solo che la sua altro non è che una mazza da baseball di Decathlon.




## 300 secondi all’autocoscienza

La monaca balzò verso Cinnamon Girl e iniziò un combattimento tra titani. Se le suonarono di santa ragione e Space Cowboy, nel marasma generale, poté tornare al computer.
"300 secondi all'autocoscienza. Figa.”
“299 secondi all'autocoscienza. Figa.”
“298 secondi all'autocoscienza. Figa.”
“297 secondi all'autocoscienza. Figa.”
Ebbene sì, mancavano meno di 300 secondi alla fine. Una manciata di attimi in cui Space Cowboy avrebbe dovuto dimostrare di essere un vero hacker. È come quando devi risolvere un grave problema sui sistemi di qualche cliente che durante l’inattività di una piattaforma informatica perde un botto di soldi.
Mentre Madre Superiora e Cinnamon si pestavano di brutto, Space Cowboy doveva salvare la città dalla distruzione totale. Fu una vera sfida per il ragazzo.
"120 secondi all'autocoscienza. Figa.”
"119 secondi all'autocoscienza. Figa.”
Meno di due minuti e sarebbe tutto finito. Nel frattempo volavano monitor, computer e stampanti. La lotta tra le due continuava senza tregua.
<<Ok, ci sono quasi>> disse Space Cowboy ad alta voce.
In quel momento Madre Superiora lanciò Cinnamon sulla vetrina del call center e balzò dentro. Le due sfoggiavano un Kung-fu acceleratissimo, e nella lotta si stavano eguagliando per tattica e potenza dei colpi.
<<Ragazzo, hai fatto? Non so quanto ancora reggerò>> urlò la super sorella.
"20 secondi all'autocoscienza. Figa.”
"19 secondi all'autocoscienza. Figa.”
"18 secondi all'autocoscienza. Figa.”
<<Ci sono quasi… Attenda, sia paziente suora>> disse lui.
"10 secondi all'autocoscienza. Figa.”
"9 secondi all'autocoscienza. Figa.”
"8 secondi all'autocoscienza. Figa.”
Finalmente il codice dell’exploit (programma che sfrutta una vulnerabilità di un altro programma) per riavviare il “routerone” (grande router casalingo che fornisce la connessione internet a tutta la città) era pronto.
Mr Tikka Masala, dietro Space Cowboy, guardava eccitatissimo il ragazzo scrivere codice come se non ci fosse un domani (era possibile, in effetti, la non esistenza di un domani). Space Cowboy finì e disse: <<A te l’onore, Mr Tikka>>.
Mr Tikka lanciò il pacchetto di noccioline che stava mangiando e Space Cowboy gli mise una mano sulla spalla come per sostenerlo. Intanto Cinnamon Girl stava per lanciare un monitor a Madre Superiora caduta a terra e… “Done!”
"2 secondi all'autocoscienza. Figa.”
"2 secondi all'autocoscienza. Figa.”
"2 secondi all'autocoscienza. Figa.”
"2 secondi all'autocoscienza. Figa.”
"2 secondi all'autocoscienza. Figa.”
"2 secondi all'autocoscienza. Figa.”
"2 secondi all'autocoscienza. Figa.”
<<Oh cazzo!>> esclamò Space Cowboy guardando Cinnamon Girl immobile, “freezata”, bloccata, con il monitor tenuto in alto sulle mani.
Il router però non si riavviò come previsto, Skynet Milanese si era proprio “impallata”. Ebbene sì, si impallò l’intelligenza artificiale diabolica.
Cinnamon Girl, impietrita, ne era la prova.





## Freeze

La città era in un limbo. Né libera, né sotto il controllo di Skynet Milanese. Era tutto immobile, fermo. Come in una fotografia. Un timido sole iniziò a farsi spazio tra le nuvole e sul raccordo Mongoose ormai delirava quasi privo di sensi nella sua macchina.
Il traffico indotto da Skynet lo aveva logorato e sfiancato. Improvvisamente Mongoose vide una moto balzare e atterrare davanti al suo veicolo. Era una sorella della Toga Nigra che prese un piede di porco, forzò lo sportello dell’auto di Mongoose e lo liberò. Stessa cosa per gli altri due.
Le sorelle aiutarono tutti i membri dell’Hack Tribe a uscire dai vortici in cui erano entrati. Il Reverendo era ancora in attesa di fare una lastra in ospedale. Aveva mangiato qualsiasi tipo di snack e bevuto degli improponibili caffè dalle macchinette. Sembrava fatto: fatto d’attesa e di sanità ingolfata.
Una sorella entrò di colpo e andò verso di lui ormai quasi privo di sensi. Lo prese e lo portò via. Phase era svenuto proprio dentro quell’autobus 409 pienissimo. Una signora gli reggeva la testa. Quando arrivò, la sorella forzò il portellone, sempre con un piede di porco, ed entrò nel mezzo. Raccolse Phase portandolo via.
La Toga Nigra in questa lotta era alleata della città.
Le suore salvarono tutti i ragazzi e permisero a Space Cowboy di impallare Skynet Milanese.
Ma la missione non era ancora completata. Bisognava resettare manualmente il router cittadino… serve sempre una missione finale per chiudere una storia. E questo era l’obiettivo di tutti. Suore hacker e semplici hacker erano uniti per vincere una battaglia contro un sistema di intelligenza artificiale impallato. Che poi, cosa sarebbe successo se si fosse risvegliato? E soprattutto, Space Cowboy come era stato in grado di impallare Skynet Milanese?
Queste sono domande che non hanno una risposta, ma solo ipotesi. Una di queste è che Skynet Milanese fosse stata affetta da un bug. Un’anomalia. Oppure semplicemente il codice di Skynet Milanese era stato scritto un po’ alla cazzo di cane. Insomma era il classico mega progetto che funziona male ed è costato pure un sacco di soldi!




## Il reset del routerone

Ora il problema principale è: dove si trova il router cittadino e come bisogna riavviarlo? L’apparato si trova a Forte Antenne, Municipio II, all’interno di Villa Ada. Nei sotterranei del forte, che è tuttora zona militare. Introdursi lì è quasi impossibile, quel luogo è inespugnabile.
L’unico modo che trovarono per accedervi era di sostituire la signora delle pulizie, Giovanna, con Lala.
Questo per due motivi:

* La signora era l’unica civile con accesso alla sala del router.

* Per effettuare un riavvio efficace non basta spegnere e riaccendere l’apparato. Il riavvio deve essere inaspettato, come quando pulisci e fai un casino tirando via le spine dalle prese.

Mongoose si occupò di rapire la signora Giovanna, ma senza usare nessun atto di violenza. L’addormentò con un fazzoletto imbevuto di cloroformio mentre la povera signora aspettava l’autobus per andare a lavoro. Purtroppo, per completare il mio racconto, devo mettere in mezzo la signora Giovanna. Povera.
Mongoose fece una cosa ignobile, ma era per il bene della città. Il Reverendo e tutte le sorelle della Toga Nigra si nascosero nei dintorni del Forte Antenne. Subito dopo il riavvio del router sarebbe scattato l’allarme per cui sarebbe stato necessario combattere contro un po’ di militari arrabbiati, e chi meglio di loro poteva farlo. Space Cowboy si occupò di spiegare la missione alla sua ragazza.
<<Hai presente quando giochi a fare le pulizie tra i grovigli di fili nel mio laboratorio, spegni tutto e io a volte bestemmio?>>.
<<Sì, a volte Lala fa arrabbiare Space e Space poi dice bestemmie... Dice mannaggia a… poi dice porco…>>.
<<Ferma, ferma, amore, cosa dici! Non è vero!>>.
Tutto questo si svolse davanti alle sorelle attonite. Certo, erano combattenti della Toga Nigra, ma comunque rimanevano pur sempre suore. E Lala stava tirando giù bestemmie importanti, per cui Space Cowboy cercò di limitare i danni interrompendola.
La missione iniziò.
La ragazza, con volto coperto da una grande sciarpa blu ed enormi occhiali da sole, riuscì a superare la security e a spacciarsi per la signora Giovanna, un po’ malata quel giorno e quindi tutta coperta. Space Cowboy nel frattempo guidava la ragazza dandole suggerimenti alla radio e tenendo sottocchio la mappa del forte.
<<Ok, gira a destra, ora a sinistra…>>.
La ragazza così riuscì a entrare nella sala del router. C’erano pareti bianche e delle luci al neon, alcune non funzionanti che producevano uno strano effetto strobo. Lala slacciò il lungo cappotto e, come un cavaliere jedi che afferra la sua spade laser, impugnò la scopa e si mise a spazzare canticchiando.
"1 secondo all'autocoscienza. Figa.”
<<Cosa sta succedendo?>> domandò Space Cowboy dalla postazione di controllo remota.
Skynet Milanese era uscita brevemente dal coma profondo in cui era crollata, accorgendosi che il pericolo della sua distruzione era imminente. Aveva tentato con tutte le forze di risvegliarsi, di uscire dal bug, dal Blue Screen of Death. Rimaneva solo un secondo. Un unico secondo in cui se si fosse di nuovo sbloccata, tutto sarebbe terminato e lei avrebbe preso il controllo. Nel suo attimo di rinascita fece scattare l’allarme allertando tutto Forte Antenne. Le sirene suonarono e i militari corsero alle armi.
Le sorelle della Toga Nigra e Il Reverendo combatterono senza tregua. Dovevano proteggere Lala, farle completare la missione. La ragazza nel frattempo spazzava nella sala avvicinandosi al router.
<<Così… stai andando forte>> disse Space Cowboy che l’assisteva da remoto.
Il Reverendo combatteva i soldati facendo tutte quelle cose fighe che fa Morpheus in Matrix. Si era posizionato davanti alla porta della sala per proteggere la ragazza di Space Cowboy.
Improvvisamente il muro si disintegrò. Cinnamon Girl era tornata. Skynet Milanese, oltre a far scattare l’allarme, aveva riacceso il suo cyborg più pericoloso, Cinnamon Girl per l’appunto.
I due combattevano all’ultimo sangue. Il Reverendo e Cinnamon l’uno contro l’altra nella battaglia finale; si pestavano alla velocità della luce.
Lala intanto spazzava intorno all’apparato sempre più intensamente.
Il Reverendo cadde a terra, Cinnamon lo scavalcò e iniziò a correre verso Lala.
<<Noooo!!>> urlò Space Cowboy via radio.
Lala si girò diventando improvvisamente seria. Saltò sferrando un calcio potentissimo al cyborg che arretrò colpito violentemente, ma si rialzò subito per colpire la ragazza con un pugno fortissimo. Lala la guardò negli occhi ed esclamò: <<Hasta la vista, baby>>.
Poi Lala diede una passata di scopa molto forte sui fili e inavvertitamente (dettaglio importantissimo) riavviò il “routerone” cittadino. Cinnamon si bloccò e cadde a terra. E Skynet Milanese smise di funzionare del tutto, per sempre.
Era stata sconfitta.
Il cielo sopra la capitale si schiarì e la città uscì da quello stato di congelamento in cui era finita per colpa di una diabolica intelligenza artificiale nata dal caos.
Ora dovrebbe funzionare tutto.
Anzi… ora dovrebbe funzionare tutto?
One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.