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La riforma della crisi d’impresa, che entrerà pienamente in vigore questo agosto 2020, introduce nuove importanti responsabilità per gli amministratori. Nonostante l’apparente calma mediatica, il CCII contiene delle disposizioni che andranno a rivoluzionare la gestione e l’amministrazione delle PMI. Abbiamo già visto come l’amministratore abbia l’obbligo di dotare l’azienda di un assetto organizzativo in grado di monitorare l’equilibrio economico-finanziario. In particolare l’amministratore dovrà formare un organo di controllo interno, in grado di individuare tempestivamente il nascere di un’eventuale crisi aziendale.

Cosa succede se l’amministratore non dovesse individuare la nascente crisi d’impresa ?

L’articolo 378 del codice della crisi e dell’insolvenza dispone che: “gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti”. Sostanzialmente gli amministratori, nel caso di default, rispondono ora con i beni personali e la “responsabilità limitata” diventa illimitata. La precedente formulazione della legge fallimentare disponeva che l’azione di responsabilità poteva essere promossa esclusivamente dalla società e non dai creditori (caso effettivamente meno probabile). …


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Parliamo oggi del Cebi Score 4, come uno dei strumenti di allerta a disposizione del controller interno e del revisore unico. Abbiamo già visto nella procedura di allerta che oltre a monitorare gli indicatori di crisi si può e si deve utilizzare informazioni sul rating creditizio e rischio di insolvenza. Vediamo quindi come funziona lo strumento più utilizzato nel mondo bancario per la valutazione dell’impresa.

Cosa è il CEBI Score 4

In estrema sintesi, si tratta di uno standard di valutazione del rischio di crisi d’impresa e più specificatamente di probabilità di default (abbreviato PD — probability of default). La probabilità di default o tasso di insolvenza è la misura della probabilità che un’impresa diventi inadempiente rispetto alle proprie obbligazioni in quanto insolvente. …


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Parlando di Capitale Circolante, working capital in inglese, si intende normalmente il capitale circolante netto, abbreviato CCN. E’ un importante misura dello stato di salute aziendale, relativamente facile da calcolare: vediamo subito come.

Nei prossimi paragrafi, oltre alle diverse definizioni e tipologie di circolante, vedremo anche l’importanza di questo indice nell’ambito dei sistemi di allerta e indici della crisi d’impresa.

Il concetto e la definizione del capitale circolante

Una prima definizione del CCN, proposta da William Sharpe, descrive il capitale circolante netto come semplicemente la: “differenza tra attività correnti e passività correnti”. …


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Si avvicina la scadenza per la nomina dei sindaci e revisori nelle PMI (scadenza 16 dicembre 2019). Tutte le società che superano determinate soglie dimensionali saranno quindi obbligate a nominare un’organo di controllo esterno rappresentato da un sindaco o revisore unico. Riprendiamo e commentiamo le novità introdotte dal codice della crisi e dell’insolvenza (abbreviato CCII) focalizzandoci sulle responsabilità del revisore e dell’organo di controllo.

Le soglie dimensionali per la nomina del revisore

Ai fini della prima applicazione della nuova normativa (art 2477 cc comma 3 e 4), l’obbligo della nomina del revisore scatta se nei due esercizi antecedenti (2018 e 2017), la scadenza la società ha superato almeno una delle seguenti soglie…


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Come si calcola il DSCR previsionale? Perché ci serve il rendiconto finanziario previsionale e come costruirlo con il metodo diretto ed indiretto. Se vuoi approfondire l’argomento e scoprire che implicazioni ha nell’ambito della nuova normativa sulla crisi d’impresa e insolvenza, continua a leggere.

Tra gli indici della crisi d’impresa proposti dal CNDCEC, quello che desta più preoccupazioni tra i professionisti è il DSCR ( debt service coverage ratio) previsionale a 6 mesi. Questo sia perché si tratta di un indice “nuovo” nel set standard di analisi di bilancio, sia perché richiede la predisposizione del Rendiconto Finanziario previsionale. Vediamo quindi come si calcola il DSCR previsionale e ripassiamo la costruzione del Rendiconto Finanziario che ne costituisce la base di partenza. …


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7 indicatori di allerta crisi

Recentemente sono stati pubblicati sul sole 24 ore i 7 indicatori della crisi d’impresa, elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (CNDCEC) e presentati a settembre 2019. Si tratta degli indici di bilancio che secondo l’art 13 del nuovo codice della crisi dovrebbero rilevare gli squilibri economici, patrimoniali e finanziari, precursori dell’eventuale crisi aziendale.

Di seguito l’ elenco completo degli indicatori della crisi proposto dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti con i dovuti chiarimenti e commenti:

  1. Patrimonio Netto Negativo
  2. DSCR previsionale a 6 mesi
  3. Oneri Finanziari sui Ricavi
  4. Patrimonio Netto su Mezzi di Terzi
  5. Attivo a Breve su Passivo a…


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Che cos’è il fabbisogno finanziario? come si calcola e perché ora è così importante monitorarlo insieme agli indicatori di allerta?

Il fabbisogno finanziario di un’impresa può essere definito come l’ammontare di risorse finanziarie necessario per acquistare i fattori produttivi in un determinato periodo. Questa definizione generica e “accademica” porta a trattare il fabbisogno finanziario come finanza necessaria a sostenere gli investimenti duraturi. I costi e gli investimenti sostenuti dall’azienda, non producono immediatamente i frutti, sotto forma di flussi di cassa positivi, generando appunto il fabbisogno finanziario complessivo, da coprire con risorse interne o esterne.

Nel mondo aziendale e bancario, invece, per “fabbisogno finanziario” si intende il fabbisogno finanziario a breve o circolante. Il Fabbisogno Finanziario BT può essere quindi definito come l’ammontare di finanza necessaria per sostenere il ciclo monetario dell’impresa (assorbimento del capitale circolante). Per questo si parla spesso del fabbisogno finanziario o del circolante in relazione ai fidi autoliquidanti da richiedere/negoziare con gli istituti bancari (il castelletto SBF o anticipo fatture). …


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Nel precedente articolo abbiamo esaurito le fasi di analisi richieste dalla procedura di allerta introdotta dal nuovo codice della crisi d’impresa e passiamo alla valutazione finale. Proviamo prima a riepilogare il percorso logico fatto finora:

  1. Adeguata verifica: durante i controlli trimestrali svolti dal controller interno e/o revisore unico esterno è stata riscontrata almeno una delle 7 anomalie negli early warnings. L’anomalia persiste per più di un trimestre rendendo necessaria l’attivazione della procedura di allerta interna;
  2. Raccolta dati: l’organo di controllo (interno o esterno) comincia ad impostare la review contabile mandando all’amministrazione la lista richieste ed organizza in un database le informazioni…


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La parola “fallimento”, significa condanna per l’imprenditore, meglio toglierla dal testo della nuova normativa sulla crisi d’impresa. Negli affari, a volte può andare qualcosa storto, ma se accade per ragioni di mercato, e non a causa di comportamenti illegali, lo stesso imprenditore dovrebbe avere l’opportunità di riprovare. Su questa logica si basa la riforma della legge fallimentare inclusa nel decreto legislativo sul nuovo Codice della Crisi di impresa e dell’insolvenza.

Il nuovo codice della crisi ha riformato la precedente legge fallimentare del 1942 in modo organico e sistematico ed entrerà pienamente in vigore a 18 mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale (15 agosto 2020). Tra le numerose novità, è prevista anche la partecipazione attiva delle Camere di commercio, attraverso le cosiddette “procedure di allerta“, in particolare, nella parte del regolamento che istituisce nelle camere di commercio gli organismi per la composizione assistita della crisi (OCRI). …


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Il nuovo codice della crisi d’impresa richiede una pianificazione finanziaria a breve termine, analizziamo in questo articolo quali sono le linee guida per redigere il budget di tesoreria ed implementare i sistemi di allerta interna.

Tra le diverse disposizioni del nuovo Codice della Crisi di Impresa, l’art 13 definisce uno degli indicatori fondamentali che segnalano lo stato di crisi: squilibri economico-finanziari, che comportano nell’ insostenibilità dei debiti a 6 mesi. La sostenibilità dei debiti a breve, è uno degli early warnings che può far scattare la procedura di allerta, la quale a sua volta può sfociare nell’eventuale composizione assistita della crisi gestita dall’OCRI. Questa circostanza, impone all’organo di controllo interno, il continuo monitoraggio della sostenibilità dei debiti in un arco temporale molto ravvicinato (ottica forward looking), debiti dei prossimi 6 mesi.

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