STORIA DI UNA BRUTTA COPIA

DISCLAIMER: Questo articolo è un punto di vista totalmente personale sul modus operandi di Gianroberto Casaleggio, alla cui famiglia faccio le sentite condoglianze, nella creazione del partito noto come Movimento 5 Stelle. Non si intende dare nessun giudizio di tipo politico .

Alla fine di ogni storia, bella o brutta che sia, si impone un riassunto per fissare bene nella coscienza quella a cui abbiamo assistito o preso parte. Nella fattispecie, la storia dell’invenzione da parte di Gianroberto Caselggio del Movimento 5 Stelle è da ricercarsi in dinamiche che esulano da quelle della politica in generale e da quella italiana in particolare.

Anno 2006: il gruppo di attivisti noto come Anonymous, nato nel 2003 (molti anni prima del primo v-day) in seno alla imageboard 4chan, attaccano Hal Turner, uno speaker radiofonico e sostenitore della supremazia bianca, con un attacco di tipo DDOS. Le motivazioni erano semplici: tutto ciò che Turner diceva e propagandava era indegno e cozzava con tutti gli ideali che tenevano insieme la generazione delle internet boards. Non è importante l’attacco, quando piuttosto la dinamica sottostante: un gruppo di persone che spontaneamente si organizza in sit in virtuali — un modo più carino di vedere i DDoS, se volete — senza che nessuno glielo chieda o li organizzi, ma solo perché vogliono protestare contro quella che a loro sembra un’ingiustizia, una prevaricazione da parte di personaggi arroganti e apparentemente intoccabili.

Anno 2008: lo schema si ripete, ma stavolta il bersaglio è Scientology. La setta denuncia, minaccia e discredita le persone che fanno circolare il famoso video dell’intervista a Tom Cruise. Scientology ha accusato YouTube di violazione di copyright, chiedendo la rimozione del video. In risposta, Anonymous ha ideato il Progetto Chanology. Considerando l’azione di Scientology una forma di censura, i membri del Progetto Chanology hanno organizzato una serie di attacchi contro i siti di Scientology, scherzi telefonici — tipo ordinare migliaia di pizze a domicilio — e fax neri ai suoi centri. Pur essendoci una sorta di “direzione” è fondamentale notare che continua a non esistere comunque nessun leader in seno al collettivo. Esistono piuttosto delle sorte di “leader pro tempore” intesi come utenti che vengono ascoltati con più attenzione rispetto ad altri, e cambiano talvolta molto velocemente — si tenga a mente l’interessante dettaglio che uno di questi “super utenti”, ad un certo punto, è stato impersonato da una ragazza che nella vita faceva la casalinga — ma la matrice del gruppo è invariata: spontanea, nata su una board senza che nessuno se ne rendesse conto, tenuta insieme da idee comuni. La conferma di tale unità arriva nel momento in cui alcuni utenti cercano di organizzare dei sit in non in forma di attacchi DoS ma “in real life”, chiedendo agli utenti di radunarsi in un giorno stabilito, ognuno nelle proprie città, davanti alle sedi di Scientology per protestare pacificamente contro la setta.
Gli “organizzatori” pubblicano un video con le istruzioni per l’uso con date, luoghi, orari, mezzi di trasporto ed alcuni suggerimenti utili. Fra i suggerimenti, dal momento che Scientology sembra godere nel perseguitare chiunque osi criticarla, vi è quello di presentarsi a volto coperto in modo da impedire alla setta di denunciare, perseguitare e rovinare la vita ai partecipanti. La scelta ricade sulla maschera di Guy Fawkes.
L’attacco a Scientology è il primo a denotare un attivismo civile che esce dal mondo virtuale ed entra in quello reale, e per un periodo sembrò che la cosa sarebbe rimasta confinata a quella vicenda, legando il nome di Anonymous a quello di Scientology come il cane ed il gatto.

Anno 2010: Il sito WikiLeaks (usato da informatori come archivio di documenti) passò sotto forti pressioni per interrompere la pubblicazione di documenti diplomatici segreti degli Stati Uniti. In risposta, Anonymous ha annunciato il suo sostegno a WikiLeaks. Operation Payback, che originariamente aveva altri bersagli, ha cambiato il suo obiettivo per sostenere WikiLeaks e ha lanciato gli attacchi DDoS contro Amazon.com, PayPal, MasterCard, Visa e la banca svizzera PostFinance, in rappresaglia per comportamenti anti-WikiLeaks sotto il nome in codice di “Operazione Vendetta Assange”.

Anno 2011: Anonymous aveva appena completato il grande successo nell’operazione Tunisia in cui il gruppo ha fornito ai tunisini gli strumenti necessari per cacciare il loro leader, attaccando i siti web del governo. Durante le sommosse popolari in Egitto del 2011, nel loro modo abituale, gli Anonymous hanno pubblicato un video su YouTube dichiarando le proprie intenzioni prima di cominciare le operazioni. A differenza dell’operazione in Tunisia, gli Anonymous non hanno fornito agli egiziani le risorse per aggirare la censura del governo, bensì hanno unicamente lanciato attacchi DDoS contro i siti web del governo egiziano. Tutti i siti di governo superiori sono stati resi non in linea dagli attacchi con relativa facilità e sono rimasti offline finché Hosni Mubarak si è dimesso.

Si potrebbero citare tanti altri casi, ma si può dire che il filo che accomuna tutto l’attivismo del collettivo è quella della repulsione per la censura da parte dei potenti, dei ricchi, dell’1% che “gioca a fare Dio senza permesso” — questa l’ho rubata ad una serie TV, ma rende il concetto.

Nel 2007 si tiene il primo v-day, dove la “V” non ha ancora la forma rossa e allungata che ricorda quella del film “V per vendetta”. Per quel che mi pare di ricordare non c’era neppure un vero e proprio “logo” della manifestazione. Sarà un caso, ma per le manifestazioni successive la “V” diventa estremamente somigliante a quella del noto film — come d’altronde quella presente in molte rappresentazioni grafiche del logo del moVimento — e iniziano a spuntare, alle manifestazioni organizzate da Grillo e/o dai meetup, maschere di Guy Fawkes.

Ovviamente un caso non è. Ed ora, con alcuni elementi cronologici in mano, è facile fare dei paralleli.

Quello che è stato definito “guru della rete” non ha fatto altro che analizzare un fenomeno spontaneo nato in rete e tentare di replicarlo in chiave politica. Iniziare dalla rete (dove il blog di Grillo fa la parte di 4chan, la parte del board dove chiunque può scrivere quel che vuole anche in forma anonima), per poi fornire e rafforzare elementi di aggregazione (scandali politici, malgoverno, ambiente, energia e così via) come leva per iniziare a portare il tutto nel mondo reale (v-day = chanology e simili, supporto e amplificazione di pubblica indignazione con pubblicazione di contenuti ad hoc sul blog e, più recentemente, su una miriade di siti satellite).

Non si può dire che l’operazione non gli sia riuscita, visti i risultati elettorali, ma ha indubbiamente generato degli effetti collaterali che forse neppure lui aveva previsto o compreso fino in fondo.

- Nel caso del M5S non c’è stato un moto spontaneo di aggregazione in nome di ideali comuni, quando semmai un progetto a tavolino che prevedeva un catalizzatore — ad esempio un comico con una innata capacità comunicativa — di rabbia serpeggiante alimentata da una politica ormai scollata dalla società. Cioè, si parte da un sentimento negativo e non positivo, e lo si amplifica usando qualcuno che sappia benissimo come fare, un uomo da palcoscenico. Eppure, se riascoltate i discorsi delle manifestazioni, chi parla cerca sempre di enfatizzare quanto tutto questo sia spontaneo, “dal basso”.
Il risultato lo vediamo oggi a distanza di alcuni anni: diversi gruppetti di sostenitori pentastellati sono riciclati dai nostalgici duri e puri, sempre pronti all’invettiva quando non alla minaccia. Uniamo al mix anche le schiere di complottisti che credono alle sirene o alle scie chimiche. E sono schiere che votano, quindi non puoi permetterti di fargli notare che stanno sparando un sacco di cavolate, altrimenti il loro voto lo perdi.
- La leadership: sarà un caso ma tutti quanti, da Grillo in giù, hanno sempre messo l’accento sul fatto che “non ci sono leader”, “uno vale uno”, “una **casalinga** potrebbe benissimo fare il ministro perché sa come si amministra un bilancio” e tutto il resto. Esasperato il concetto siamo arrivati a intendere l’uno vale uno non nel senso elettorale del termine ma a tutto tondo. Come se davvero la competenza di una persona che ha studiato legge per una vita e aspirasse, che so, al Ministero della Giustizia, potesse valere quanto quella di uno con la terza media — e lo dico senza nessun disdegno verso chi ha solo il titolo di studio di terza media, sia chiaro.
- La repulsione per la censura degli anon è stata declinata in un generico e populista “CLICCA QUI!! TUTTO QUELLO CHE NON VOGLIONO FARVI SAPERE SU <argomento a caso>”. Con due finalità: click baiting per gli accessi sulle piattaforme informatiche in modo da guadagnare — più che legittimamente — con le pubblicità e presentare gli organi interni al movimento come unici punti di appiglio da cui non discostarsi mai. Anonymous non sarebbe mai esistito se i suoi componenti si fossero sparpagliati fra varie boards o avessero creduto ad altre possibili vie da percorrere (a questo proposito la storia del collettivo LulzSec, composto sostanzialmente di fuoriusciti da Anonymous, è un esempio perfetto).

Potremmo continuare, ma la disamina dei singoli casi dettagliati non è il punto cruciale di questa storiella.

Ora, un collettivo può benissimo essere spontaneo e senza leader come dimostrano gli anon, ma è palese che l’obiettivo era declinare quel tipo di idea, forzandone la nascita e dunque negandone la spontaneità, in chiave politica — e tanti saluti alla mancanza di un leader unico e alla natura sostanzialmente anarchica del modello Anonymous.

Politicamente parlando, al momento, con il M5S non condivido niente. Ma la cosa che forse non perdonerò mai a Grillo e Casaleggio sarà l’aver preso la poesia anarchica dei collettivi di hacktivisti e aver piegato quella narrazione alla bassissima politica italiana, con i risultati visti in questi anni.

Detto questo, spero sinceramente che la storia mi darà del bugiardo. Spero che mi dimostrerà che mi sbaglio su tutta la linea, che la mia sensazione che si sia attuato uno svilimento di un collettivo di attivisti del quale condivido molte delle idee fondamentali sia solo frutto di una allucinazione.

E che l’eredità che Casaleggio lascia al mondo possa essere qualcosa di più della semplice storia di una brutta copia.

Bibliografia e fonti: Wikipedia per la cronologia delle operazioni di Anonymous.

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