La dimensione della sostenibilità, da qualche anno a questa parte, è entrata a buon diritto e sempre più prepotentemente nell’agenda prima sociale, poi politica e infine economica. Con sfumature diverse, con ambizioni e spesso con motivazioni diverse, le persone, i gruppi, le aziende e la società si stanno domandando come sia possibile continuare a soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la capacità di quelle future di fare altrettanto.
Che futuro aspetta le generazioni a venire? Avremo un futuro migliore? …
The dimension of sustainability, in recent years, has rightly entered more and more overbearingly first into the social, then political and finally economic agenda. With different nuances, with other ambitions and often with mixed motivations, people, groups, companies and society are wondering how it is possible to continue to meet the needs of the present generation without compromising the ability of future generations to do the same.
What destiny awaits the generations to come? Will we have a better future? …

We should be honest: we love the design and beautiful, smart and polished design projects, but in the end, the reality stays elsewhere, in the people’s experience, and people want to live experiences beyond their expectations no matter how beautifully a project was conceived. A poor outcome of a brilliant project disappoints people and hurts the brand that offers it.
In other words, the quality of a product or a service should be cared for from conception to delivery. Every step counts to shape the experience lived by the users.
In our experience, the most significant issues arise in the no-where land between design and development when a project is translated into an actual product and the envisioned experience made real. In this crucial phase, something usually gets lost or is misunderstood just like in the broken telephone game we played when kids. …

Dobbiamo essere onesti: amiamo il design e i progetti belli, intelligenti e raffinati, ma alla fine, la realtà rimane altrove, nell’esperienza delle persone: queste vogliono vivere esperienze al di là delle loro aspettative e non importa quanto bene sia stato concepito un progetto. Una cattiva implementazione di un progetto brillante delude le persone e danneggia il marchio che lo offre.
In altre parole, la qualità di un prodotto o di un servizio deve essere curata dall’inizio alla fine, anche in fase di implementazione e nelle sue evoluzioni. Ogni passo conta per dare forma all’esperienza vissuta dagli utenti.
Nella nostra esperienza, i problemi più grandi sorgono nella terra di nessuno tra progettazione e realizzazione, quando un progetto si traduce in un prodotto reale e l’esperienza immaginata si concretizza. In questa fase cruciale, qualcosa di solito si perde o viene fraintesa proprio come nel telefono senza fili a cui giocavamo quando eravamo bambini. …

I processi e le metodologie Agili sono cari a Sketchin, sono profondamente radicate sia nella cultura che nel modo in cui conduciamo il nostro lavoro, giorno dopo giorno. Le abbiamo sentite nostre perché parlano di persone al di sopra dei processi, di interazioni, di relazione, di cambiamento. Tutti aspetti che sono in profondo accordo con i nostri valori.

Si è parlato tanto di che cosa si intenda per smart city, a volte lasciando correre la fantasia anche oltre il ragionevole e tratteggiando scenari più simili a un film di fantascienza che a una vera realtà.
Smart city definisce, più semplicemente, una città che usa la tecnologia per migliorare e potenziare le sue funzioni. Il termine non dice nulla sul valore del risultato, che invece è problema progettuale e che ha molto a che fare con l’idea di futuro e con la qualità della vita che vorremmo esperire nell’ambiente urbano.
La progettazione è un processo orientato dai valori, un percorso in vista di un risultato che ci immaginiamo come desiderabile. Ci sono intere branche della disciplina che se ne occupano in modo specifico: il Transition Design e lo Strategic Foresight, per esempio, affrontano le sfide e le opportunità del futuro attraverso la costruzione di scenari e, immaginando i futuri possibili, definiscono e progettano la transizione verso quello giudicato come il migliore. …

Una delle cose positive che ci ha regalato questo periodo di stasi, sospensione e incertezza definito dalla pandemia in corso è il tempo per riflettere sul futuro, della società in generale e del mercato in particolare. Che cosa succederà del nostro modo di vivere, lavorare, pensare all’iniziativa economica?
Noi abbiamo provato a sfruttare questo tempo per condurre una speculazione su come sarà il futuro della consulenza, come cambierà quindi il nostro modo di offrire servizi alle imprese da qui a 10 anni. Periodo arbitrario, perché la possibilità che un cigno nero — così come Nassim Nicholas Taleb, con una certa grazia poetica, ha definito un evento catastrofico, inaspettato e con eventi dirompenti — spieghi le sue ali è purtroppo nella natura delle cose. …

One of the positive things that this period of stagnation, suspension and uncertainty defined by the current pandemic has given us is the time to reflect on the future, of society in general and the market in particular. What will happen to our way of living, working, thinking about the economic initiative?
We have tried to use this time to speculate about what the future of consulting will be like, how our way of offering services to businesses will change in 10 years.
This is an arbitrary period because the possibility that a black swan — as Nassim Nicholas Taleb, with a touch of poetic grace, called a catastrophic, unexpected and disruptive event — will spread its wings is unfortunately in the nature of things. …

Siamo abituati a lavorare a distanza, è una caratteristica radicata nel nostro DNA: siamo sparsi in diversi luoghi, lavoriamo con clienti in diverse parti del mondo e quindi non possiamo essere sempre fisicamente presenti. Per questo motivo abbiamo costruito una solida struttura di pratiche e strumenti che ci permettono di preservare sia la nostra cultura che il nostro processo di progettazione, e di lavorare in modo efficace come se fossimo sul posto.
Abbiamo già descritto in dettaglio gli strumenti e le pratiche che utilizziamo per lavorare a distanza all’interno dei nostri team, ma ora ci concentreremo maggiormente sulle attività con i clienti e i partner. …

We are accustomed to working remotely, it is a treat rooted in our DNA: we’re scattered through different venues, we are working with clients in different parts of the world and so we can’t be physically present all the time. Hence we have built a robust framework of practices and tools that let us preserve both our culture and design process, and work as effectively as if we were on site.
We have already described in detail the tools and practices we use to work remotely within our teams, but now we will focus more on the activities with clients and partners. …

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