Smart Expo2015 index, un barometro contro il riflesso pavloviano delle opposte tifoserie

Executive Summary di Pasquale Merella (Pasquale Merella FRM) e Alessandro Recla, entrambi fellow del think tank Smart Institute, specializzato nella formazione di una classe dirigente ispirata da principi di responsabilità, accountability, efficacia ed efficienza

Tante persone hanno nella propria casa un barometro che misura la pressione atmosferica e aiuta nelle previsioni del tempo, ma se volessimo misurare gli effetti dei grandi eventi sul benessere dei cittadini? Il think tank The Smart Institute ha pensato di regalare alla città di Milano un particolare tipo di “barometro”: Smart Expo2015 Index.

La ricerca svolta dal think tank si caratterizza per essere completamente autofinanziata e indipendente dalle forze partitiche ed ha inteso differenziarsi da altri rapporti commissionati da sponsor pubblici o dalla stessa società Expo 2015 SpA, anche per un approccio innovativo e multidimensionale ispirato al concetto di accountability e di smart city.

La costruzione del barometro Expo2015 si è basata su statistiche e dati oggettivi e verificabili, coinvolgendo un Comitato degli Esperti, rappresentativo della società civile e formato da docenti delle Università milanesi ed imprenditori sul territorio, che ha vagliato i risultati finali avendo piena disclosure sulle singole serie utilizzate e sulla metodologia adottata. Lo strumento — Smart Expo2015 Index — ha permesso di misurare l’evoluzione del fenomeno Expo2015, registrando, mese su mese, interessanti risultati in termini di benefici e la ricchezza prodotta sul territorio.

L’operazione si contraddistingue per un’analisi che considera 6 diversi driver dimensionali — cultura, utility, ristorazione, mobility, real estate e ricettività.

Elaborazione dati: The Smart Institute

Lo Smart Expo Index rappresenta un’aggregazione delle sei dimensioni in un unico indicatore sintetico di tipo qualitativo. L’indicatore, che il 30 aprile 2015 era pari a 100, ha registrato una continua crescita, raggiungendo il 31 ottobre 2015 un valore pari a 112.7. L’impatto si declina in modo differente sulle sei dimensioni considerate.

Cultura +19%: L’aumento per il driver della Cultura risulta sensibilmente elevato; tuttavia si deve tenere conto della diminuzione consistente nel periodo pre-Expo. Pertanto la crescita ha sostanzialmente riportato l’indice ai livelli 2013–2014.

Real Estate +21.7%: Il 2015 ha rappresentato un anno di crescita straordinaria per gli investimenti effettuati nel settore uffici di Milano, con la presenza anche di un interesse «ex-ante» rispetto all’evento Expo2015. Pertanto il boom degli investimenti sembra confermare tale interesse in relazione ed in funzione del ruolo strategico di Milano.

Utility +2,6%: Si registra un leggero aumento del driver a partire da maggio 2015, che poi viene in parte assorbito negli ultimi mesi di Expo segnalando che l’aumento registrato non pare sia di tipo strutturale.

Ristorazione +7,2%: Nel settore si è osservato un incremento costante, con un trend di crescita iniziato dall’ultimo trimestre 2014, segnalando la probabile presenza di un effetto pre-Expo.

Mobility +4%: Gli ingressi in metropolitana hanno registrato un forte aumento nel periodo di Expo2015 con una crescita costante, mentre gli ingressi in Area C sono leggermente diminuiti, suggerendo che l’Expo non pare aver avuto un impatto sulla mobilità in automobile in centro a Milano.

Ricettività +21,4%: La serie analizzata è costruita sulla base di 42 strutture alberghiere su Milano in cui l’osservatorio di Confindustria Alberghi ha registrato il tasso di occupazione.

Si possono individuare due gruppi di driver: le dimensioni legate a Cultura, Real Estate e Ricettività sono quelle che hanno visto nel periodo di Expo una crescita più consistente, intorno al 20%. L’altro gruppo, rappresentato da Utility, Ristorazione e Mobility, ha registrato una crescita più contenuta, in media del 5% circa.

Elaborazione dati: The Smart Institute

Diverse realtà, prima fra tutte quella del Distretto Rotary dei Club milanesi, hanno chiesto a Smart Institute di iniziare una collaborazione, che in questi giorni si presenta con un dibattito pubblico e una tavola rotonda dal titolo “Il livello di intelligenza urbana di Milano dopo Expo: Proposte, Accountability e Classe Dirigente”, martedì 17 maggio alle 18.30 presso la sede del SIAM a Milano. Un’occasione per discutere l’applicazione dell’Index ai maggiori eventi internazionali che si terranno nel prossimo futuro nel nostro Paese (a titolo di esempio, Giubileo 2016 e Matera 2019 Capitale europea della Cultura).

Il modello così concepito può rappresentare un valido strumento di “accountability” dell’azione di governo, nei diversi livelli territoriali coinvolti, nei confronti dell’opinione pubblica. Inoltre, in un Paese come il nostro in cui quando si tratta di decidere se ospitare o meno un grande evento internazionale si assiste quasi sempre ad uno scontro fra opposte tifoserie, l’idea di un indice statistico come lo Smart Expo2015 Index ha consentito di fornire una base scientifica su cui confrontarsi nel merito dei problemi.

Twitter @pasqualemerella e alexmc81


Originally published at www.econopoly.ilsole24ore.com on May 17, 2016.

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