Articolo interessante, sono anche io dell’idea che il conversational commerce sia un inevitabile…
Andrea Ramazzina
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Il teorema filosofico di anarchia e libertà dei fratelli Durov

Ciao Andrea e grazie del commento, che mi stuzzica due considerazioni ancora:

@Pavel Durov sta attuando un esperimento sociale, politico ed economico che mi pare notevole: la piattaforma Telegram permette liberamente a chiunque (senza interesse di profitto e con poche regole etiche) di fare “qualsiasi” applicazione (mi riferisco ai bot in particolare), addirittura applicazioni commerciali!

Ma quella di Durov, per quello che ho capito dalle sue parole, è una sfida non di potere di profitto economico (ha dichiarato più volte di avere tanti soldi da potere sostenere l’azienda con il suo capitale privato per i prossimi anni), ma di vendetta “anarchica”: questa è la faccenda controversa e curiosa: un russo, (che è vissuto in Italia), ma che quasi non può tornare in Russia (non ho capito per quale problema di sicurezza personale e problemi con lo stato) e che realizza un sistema di messagistica di apparente insepugnabile criptografia e diventa paladino della difesa della criptazione dei dati personali, facendo suoi l’etica cyber-punk degli hacker americani post-vietnam …

Eh !? Non fosse vero direi che è la sceneggiatura di un film di fantascienza, e lui è Neo in Matrix (ogni riferimento non è puramente casuale…).

Lui e suo fratello, realizzano con Telegram una provocazione: usano la tecnologia della criptazione per farci ragionare sul valore della libertà individuale. E’ la libertà che interessa a Durov, a mio avviso.

Fine psicoanalisi :-)

Applicazioni conversazionali ?

Sul fatto che le interfaccia uomo macchina saranno conversazionali e si svolgeranno su qualche piattaforma di instant messaging in futuro breve, io ci credo da un pò. Può essere che la piattaforma non sarà Telegram. Può darsi che ci sarà un duopolio Facebook/wechat in una fantascientifica divisione tra occidente ed oriente, non saprei dire ora… :-)

Le prime applicazioni bots “killer apps” saranno commerciali ?
Sono il primo a sostenerlo, per ovvi motivi di economia…

Ma voglio sottolineare che la tecnologia della elaborazione del linguaggi naturale che si delineerà come engine dei bots, è un campo molto ampio e non riguarda solo l’ecommerce.
A mio avviso le interfaccie con sw intelligenti che parleranno linguaggio naturale sarà pervasiva: già si parla (io stesso me ne sto interessando) di applicazioni di customer care realizzate da bots e da umani insieme.
Ci sono applicazioni estremamente interessantti in settori “no profit” (o perlomeno non di vendita di prodotti o servizi), ma di gestione di processi comunicativi vasti, come l’e-learning, l’assistenza remota ai malati, il controllo remoto (IoT, chatops), l’informazione personalizzata…etc. etc.

I progetti open-source necessari

Il punto interessante (per me come sviluppatore di software o ingegnere informatico) è: come si faranno i software sopracitati ? 
Immagino le applicazioni finali (chatbots specializzati) come utilizzanti platform enabler comuni; vedi schema qui sotto:

Per esempio, penso che diventeranno preponderanti progetti open-source sia per realizzare NLP engine (vedi mia proposta:

sia per i dati: repository di conoscenza condivisa nei diversi linguaggi naturali di entità semantiche e ontologie

mal di testa ? ;-)