Recensione de L’arrivo di un Treno alla Stazione di La Ciotat

L’impressione è fortissima, il risultato deludente


Essere chiamati per andare a vedere un film non è una cosa che accade tutti i giorni. Prima di oggi non sapevo nemmeno cosa fosse un film.

Devo dire che inizialmente c’era una grande dose di scetticisimo tra tutti noi invitati. Alla fine non si può distruggere in un colpo solo la grande tradizione del teatro e della lirica. Hanno radici troppo profonde. Tuttavia oggi vi dico che qualcosa di davvero strabiliante in questo cinema c’è.

Siamo arrivati a quello che i fratelli Lumiere chiamano cinematografo circa alle cinque del pomeriggio. Abbiamo atteso lì un quarto d’ora nell’attesa che il resto degli invitati entrasse nella sala. Ad un certo punto, senza alcun preavviso, qualcuno ha spento tutte le luci. Il buio ha inondato quella porzione di spazio. Quello sicuramente è stato il momento più terrificante di tutta la proiezione. Molti hanno pensato ad un guasto elettrico. Un brusio ha iniziato a levarsi dalle sedie fino a quando una fortissima luce bianca proveniente da uno schermo di fronte a noi non ha iniziato a illuminarci il viso.

Continuavamo a non capire ma almeno adesso regnava il silenzio. Facendo maggiore attenzione allo schermo, tuttavia, iniziammo ad accorgerci che una serie di puntini neri, mano a mano sempre più grandi, iniziavano a rincorrersi sullo schermo. Gli invitati, me compreso, continuavano a non capire. Tutto d’un tratto, però, l’immagine divenne intellegibile.

Eravamo in una stazione ferroviaria. Una serie di dame e signori si avvicendevano sulla banchina. Il silenzio era assoluto. Eravamo talmente rapiti dallo spettacolo luminoso che ci apparve davanti che non ci accorgemmo dell’avvicinarsi di quella che inizialmente sembrava semplicemente un’ombra nera all’orizzonte.

Piano piano tutti si accorsero che quella non era affatto un’ombra ma un treno. Un treno che veniva dritto verso di noi. Fu in quel momento che lo stupore si trasformò in terrore. Io stesso sobbalzai. Ve lo anticipo: il treno viene verso di voi ma voi non potete muovervi. E’ come rimanere intrappolati in un incubo ad occhi aperti. Un’esperienza che quindi sconsigliamo ai deboli di cuore.

Nonostante ciò, non crediamo che il cinematografo possa rivoluzionare il nostro modo di vedere e raccontare il mondo. L’esperienza è si sconvolgente ma solo in un primo momento. Una volta scoperto il “trucco” la magia finisce e ciò che rimane è un treno. Nulla a che vedere con il teatro.

Insomma, vi consigliamo la visione de L’arrivo di un Treno alla Stazione di La Ciotat perché sarà l’ultima volta che entrerete in un cinematografo.