Sole senza tramonto
Continuo del mio sogno precedente.
Pare che le onde non ci abbiano travolto e siamo tutti asciutti. La ragazza mi chiede di accompagnarla a casa, le dico di sì ma non escono parole dalla mia bocca.
Il cielo diventa nuvoloso e siamo su una strada in salita, sui lati gli alberi si agitano in preda a forti raffiche di vento che però non sembrano toccarci.
Inizio ad essere affaticato per via del pesante contrabbasso che mi porto in spalla, ma non mi chiedo come mai lo abbaia con me mentre la ragazza non ha la viola con sé.
Ci troviamo in alto, su una rupe dalla quale si intravede una valle coperta dalla nebbia. Siamo entrambi stanchi e decidiamo di fermarci per riprendere fiato appena scesi, quindi dopo pochi passi ci sediamo entrambi su delle rocce, rivolti verso un lago tanto immenso — non si riesce a vedere nemmeno la sponda opposta — da sembrare un mare.
La ragazza mi domanda qualcosa ma io sento solo come il ronzio di un’ape, quindi inizio a fissare l’orizzonte, dove la fine del lago incontra il sole che è fermo, non facendomi capire se è l’alba o il tramonto.
In preda al panico desisto e cerco di ascoltare la ragazza, che però sembra abbia smesso di parlare.
Ancora più spaventato, mi accorgo che non ho più il contrabbasso.
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