
Ho scritto su un quaderno “io farò sognare il mondo con la musica”
Così canta Elisa Toffoli nella sua grandiosa canzone “Qualcosa che non c’è”… Ma cosa si nasconde dietro a questa frase così semplice ed ingenua?
Un mondo. Un mondo che in realtà non incontra soltanto le esigenze e il sentire di chi ama la musica ma anche di chi, nella vita di tutti i giorni, si propone di agire con determinazione, impegno e tanta perseveranza.
Può sembrare benale, ma mettere per iscritto qualcosa (un pensiero, un desiderio, un’osservazione, ecc) è l’unico modo per poter cominciare ad avere del materiale concreto per sviluppare una determinata idea.
Quante volte nella nostra vita abbiamo immaginato qualcosa di importante (o semplicemente di bello) senza poi trovare il modo per renderlo realtà? Sicuramente molte, ma sappiamo bene che ci sono cose per le quali ardiamo di passione in modo talmente vivace da non poterle abbandonare in un triste mondo delle idee, un iperuranio affollato e appesantito che ci chiede spazio e leggerezza.
Ecco che scrivere in un quaderno, il supporto cartaceo più umile, anche una sola frase può avere conseguenze grandissime e il nostro gruppo, i The Bridges ne è un esempio. È da quando avevo 13 anni circa (allora suonavo la chitarra) che sognavo di avere una band con la quale esibirmi in locali e non solo; inizialmente credevo che la mia grande voglia di fare mi sarebbe bastata per creare un gruppo, ma mi sbagliavo.
Non avrei mai creduto infatti che le “grandi cose”, quelle che regalano vere e proprie soddisfazioni, necessitino di infiniti piccoli dettagli che sommati assieme solo alla fine fanno la differenza. Comprendo solo ora che mettersi a progettare il proprio sogno iniziando con una semplice frase scritta in un quaderno è un passaggio fondamentale.
Chiaramente questa storia ha molto del personale, ma credo sinceramente che possa essere motivo di ispirazione per molte persone che sono alla ricerca di qualche progetto da realizzare. Tornare più e più volte su quelle righe, scritte nero su bianco, è stato il motore che nei momenti più difficili mi ha dato la spinta per andare avanti e non fermarmi di fronte alle difficoltà.
Tutt’oggi c’è che mi ripete frasi come “di musica non si vive”, “hai cominciato a suonare il violoncello troppo in là con gli anni e non sarai mai bravo”, “la tua è una bella passione, niente di più…”
Ma me ne frego! Anche se non me la sento di dire che queste persone non hanno ragione perchè non possiedo effettivamente le capacità per poter affermare il contrario.
Vedo però che pian pianino la gente comincia a conoscere e ad apprezzare il mio gruppo, vorrebbe che incidessimo un disco, ci invita ad eventi, chiede quando sarà il nostro prossimo concerto… insomma, tutti feedback positivi al 100%!
Io, da ragazzo di 19 anni, posso dire che al momento la mia è una grandissima passione, ma che col tempo, maturerà in qualcosa di speciale… e se così non sarà, pazienza;
tutto orgoglioso potrò sempre affermare di aver emozionato più di una volta svariate centinaia di persone e di avere lasciato impressa nella loro memoria una piccola ma scintillante porzione di felicità.
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