Silvietta

Tanti anni fa, ai tempi in cui i telefoni erano felicemente fissi nelle nostre case o dentro alle cabine della SIP, incontravo, come tanti, i miei amici al sabato pomeriggio, eravamo in giro in qualche spot del mio paese oppure al famigerato Parco 5 Pini, ci divertivamo in skate, ora i risultati sono gli arabeschi che decorano i nostri stinchi. Ma in uno dei tanti sabati, appena arrivo sul lungomare mi viene vicino un amico, mi dice che mi aveva chiamato a casa per sapere dov’ero, e commenta la telefonata così:

– ma quanto è avanti tua nonna? mi ha risposto che eri andato a SCHEITARE! –

Sì, a 70 anni suonati, diceva scheitare, colpa la mia passione per quel pezzo di legno con le ruote. Diceva anche una parola in un modo che mi ha sempre messo un pensiero in testa, pronunciava: mutella. Era forse l’unione tra mutante e nutella? A prescindere, era avanti. Romagnola espatriata in lombardia per amore, donna del suo tempo, tempo di terra, sole e aie, cose semplici e poche parole.

Adesso è tornata dal suo Umberto, insieme avevano passato l’ultima guerra mondiale, ora si farà coccolare tra le grandi e forti braccia del suo amore.

Ciao nonnina.

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