Il 2018 sarà l’anno più bello della mia vita. E lo sarà anche per voi (se sarete tenaci).

La vita non è qualcosa di statico, i soli che non cambiano mentalità sono incapaci chiusi in asili per deficienti o quelli che stanno al cimitero.
 — Everett Dirksen

“Il 2018 sarà l’anno più bello della mia vita”.

Qualcuno di voi starà pensando: “Seeee, figurati, e come fai a esserne certo? Chi sei il divino Otelma? Sono i soliti mielosi buoni propositi di fine anno”.

Sei fuori strada. ;-)

Lo dico a me stesso e dovreste cominciare a dirlo a voi stessi, subito. Adesso!

Magari state pensando che mi sia accaduto qualcosa di molto speciale, che io abbia un concreto e positivo bilancio da condividere, una fantastica notizia da annunciare o che un sogno da tempo atteso si sia avverato; perlomeno che abbia raggiunto dei mega-risultati tali da far ben sperare per il futuro, cosicché i miei desideri possano realizzarsi nel 2018, come per magia.

Non proprio, anzi, il 2017 è stato uno degli anni meno belli della mia vita. Molto lavoro è stato fatto e troppo poco è stato raccolto. Sacrifici, amarezze e tanti tasselli del puzzle della vita che non si sono incastrati nel modo giusto.

Ma allora come diavolo faccio a essere certo che il 2018 sarà l’anno migliore della mia vita? Perché continuo a ripetermelo?

“Prima vedevo, ora ero cieco”

No aspetta, quello è Maccio Capatonda. Volevo dire, “Prima ero cieco, ora ci vedo”. Eppure tutti i tasselli necessari erano proprio davanti ai miei occhi, presenti nel subconscio, bisognava solo incastrarli insieme nel modo giusto.

“Che cosa è bene? Tutto ciò che accresce il senso di potenza. Che cosa è male? Tutto ciò che deriva dalla debolezza. Che cos’è la felicità? Sentire che la potenza aumenta, che si vince una resistenza. Non pace universale, ma guerra”. Furono le parole di Friedrich Nietzsche: uno dei più grandi filosofi mai vissuti. Come tutte le grandi menti, facilmente fraintendibili. Per questo si potrebbe scambiare la parola “guerra” piuttosto che la “pace” come un inno alla più becera violenza.

Sarebbe troppo banale. La verità è che la guerra si riferisce alla nostra guerra interiore, quella combattuta contro noi stessi, contro ciò che ci trattiene dall'elevarci al di sopra dei problemi che tutti necessariamente dobbiamo affrontare, contro le complicazioni che la vita pone come ostacoli sul nostro cammino. Cosa faremo? Ci arrenderemo? O lotteremo con ancora più forza e vigore la nostra battaglia, accumulando sempre più potenza, ancora, e ancora, e ancora, finché non avremo raggiunto i nostri obiettivi?

Ritratto di Friedrich Nietzsche.

È tutta lì la differenza tra perdere o vincere. Il resto, il caso, la fortuna… sono invenzioni della psiche. Le persone continuano a parlare di quanto conti la fortuna nella vita, ma ciò che solitamente non fanno è “accettare” che è inutile piangere per qualcosa che non si può manipolare: tempo ed energie preziose sprecate a lamentarsi di qualcosa di totalmente ingovernabile.

Dio, concedimi la serenità di accettare ciò che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare ciò che posso,
e la saggezza per conoscere la differenza.
 — Preghiera della serenità

Concentratevi solo sulle cose della vita che potete controllare. Trovate il giusto stato d’animo. Elaborate le giuste strategie. Scegliete con saggezza la strada migliore da imboccare. Poco? Forse, tranne che questo “poco” può diventare quel TUTTO che fa la differenza, tanto da poter cambiare la nostra vita da un giorno all'altro. È facile farlo? Non proprio, rapido e facile va bene per pulire la tazza del cesso. Chi vuole trionfare deve darsi da fare. Chi vuole migliorare dev'essere disposto ad affrontare, talvolta, le più atroci tribolazioni. Chi vuole raggiungere traguardi importanti che a taluni sembrano irraggiungibili, dev'essere disposto a lottare fino all'ultimo respiro.

Una volta Martin Luther King disse: “Se un uomo non ha ancora scoperto qualcosa per cui morire, non ha ancora iniziato a vivere”.

Bisogna nutrirsi delle frasi dei grandi uomini. Bisogna nutrirsi di tutto ciò che può accrescere la nostra potenza e la nostra vitalità. Bisogna assimilare gli spunti e le idee di chi è migliore di noi, più bravo di noi, più popolare di noi, più affermato di noi. Non invidiarli, ma ammirarli, imitarli, assimilare i loro insegnamenti e convertirli in carburante per la nostra crescita personale.

Il 2018 sarà l’anno migliore della vostra vita, ma dovrete avere il coraggio di fare quelle scelte che contano davvero, di accettare tutte le sfide, anche le più difficili, di combattere quella guerra contro voi stessi che, per orgoglio o per paura, non importa, vi impedisce di “battere” ciò che eravate ieri per dare vita a ciò che volete essere oggi. Non dopodomani, non domani: oggi.

Per questo so che il 2018 sarà l’anno migliore della mia vita. E altri migliori ne verranno. Perché ho lottato e ho perduto tante sfide, ma le volte in cui ho fallito sono anche state le volte in cui sono diventato più forte e più determinato. Le sconfitte ci costringono ad affrontare scelte a lungo rimandate, a prendere le decisioni più importanti: mollare, rassegnarci, farci sopraffare dagli eventi; oppure… trasformare il patimento in motivazione.

La scelta è vostra, di nessun altro.

Io ho scelto di affrontare la sfida, e di vincere.

Buon 2018 a tutti!

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