I barbari

Il modello low cost comincia a mostrare le prime (anzi, ultime) crepe. Come candidamente certifica il Sole 24 Ore, l’unico mezzo con il quale si possono offrire servizi a prezzi così bassi da spiazzare la concorrenza è pagare poco il personale. Si chiama dumping sociale e il Sole 24 Ore lo ribattezza “autogol” e “trucchetto”, con leggerezza vagamente assolutoria. Del resto, dal vangelo quotidiano del liberismo assistito e bancarottiero non ci si può aspettare di più.

La deflazione salariale imposta dalle politiche europee di libero scambio, moneta unica compresa, sta dando i propri effetti estremi e mostrando i propri limiti. Forse comincia ad essere chiaro anche a qualcuno dei suoi più entusiasti fruitori che il modello low cost, la cui evoluzione aberrante è la sharing economy, è un clamoroso boomerang. Perché i 19,99 euro spesi per andare in aereo da Milano a Londra oggi sono pochi, danno una illusione di libertà e rendono apparentemente democratico un mezzo di trasporto prima esclusivo. Ma in seguito quei 19,99 euro di costo torneranno indietro moltiplicati per un milione, sotto forma di sottoccupazione, disoccupazione e recessione.

Giorni fa un amico mi raccontava delle sue peripezie all'aeroporto di Copenhagen, dove una compagnia aerea ha imposto il self service su tutto: check-in, registrazione, etichettatura e imbarco bagagli. Nel sorridere della disavventura (alla fine il mio amico, esasperato dalla assurda procedura da condurre in solitudine, ha premuto il pulsante di allarme generale ed è accorsa la polizia) abbiamo ragionato con amarezza sulla totale assenza di esseri umani. Salariati. La compagnia risparmia sul personale e scarica sui clienti il costo del lavoro. Ecco un modello di business che funziona!

Quando mi capita di andare al supermarket, 14 casse su 16 sono automatiche. Io vado sempre alle casse con il cassiere. Faccio una coda di 20 minuti assieme ai pensionati, ma voglio vedere un essere umano che lavora ed è pagato per farlo. La propaganda ci dice che queste innovazioni sono inevitabili, un accidente della storia a cui è impossibile sottrarsi, ma non è vero. Si tratta di scelte dettate dalla logica del profitto. L’impresa risparmia sui costi del personale, punto.

Non c’è nessuna innovazione: è solo il mondo dei barbari. I barbari hanno bisogno, per governare il loro mondo, di controllare. Di fronte alla forma totalitaria che sta assumendo la società contemporanea non dobbiamo cedere alle provocazioni, come quella della legge Fiano, una legge totalmente illogica ma funzionale alla repressione del dissenso. Un qualunque liceale, ad esempio, potrebbe e dovrebbe obiettare che sulla base di una siffatta legge qualcuno un dì potrebbe voler punire anche i venditori di souvenir che hanno tra i propri articoli i modellini dell’Anfiteatro Flavio, simbolo di un’epoca in cui i cristiani erano perseguitati. Anzi, il Colosseo andrebbe proprio abbattuto, no?

Oggi per un giovane l’unica rivoluzione possibile è lo studio. L’unico modo per affrancarsi dal sistema, spezzarne i vincoli, restare libero sta nello studiare il più possibile. Il potere ha gioco facile sull’ignoranza. Non è un caso che il sistema dell’istruzione sia sotto attacco: la scuola è l’ultima difesa contro la barbarie ed è l’ultimo simulacro di corpo intermedio che resta da distruggere.

A noi, un po’ più in età, non resta che resistere. Dove possiamo, come possiamo. Resistere al mondo dei barbari cui la storia ci ha consegnato. Tocca a noi tenere acceso il fuoco sotto la cenere. Costruire comunità a difesa della coscienza, della Costituzione, della conoscenza. Come fecero i monaci nel Medioevo, custodire e copiare gli antichi saperi per preservarli e tramandarli, sperando in una futura, migliore umanità.

E, naturalmente, sostenere a/simmetrie.

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