Perché la vita da freelancer non fa per me (e forse neanche per te)
Andrea Giavara
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In effetti ogni fenomeno può avere diverse chiavi di lettura. Spesso sopravvalutiamo il prefisso «free» del termine freelancer. Ci lasciamo ingannare dalla sua forza iconica ed evocativa.

Hai ben ragione quando parli di una precarietà non soltanto i termini economici (l’assenza di una continuità remunerativa) ma sopratutto creativa e professionale. In una grande azienda o piccola che sia ma con grandi idee, c’è molto più spazio per crescere, per sviluppare idee.

Ma sebbene l’uomo sia un animale sociale, se la gabbia è troppo affollata o troppo stretta ed angusta, se gli «ego» si gonfiano, scattano invidie, gelosie, rancori. Ed allora diventiamo bravi a tirare fuori il peggio di noi.

Non credo esista un’equazione perfetta. Piuttosto capire dov’è il proprio posto.

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