“The Prologue and the Promise”, di Robert McCall

La nuova età dell’oro: dal prologo alla promessa

Stefano Fait è antropologo, politologo. Consulenza strategica nei settori: geopolitica, geoeconomia & geofinanza; economia e politica dello spazio

VERSO UNA NUOVA ETÀ DELL’ORO

Le maggiori trasformazioni saranno il culmine di vari trend in favore della de-massificazione e del decentramento.

GEOFINANZA

Avremo l’implementazione di un nuovo sistema valutario, nato da un accordo tra i Brics, gli Stati Uniti, la Germania, il Regno Unito e il Giappone, con conseguente drastico depotenziamento delle banche centrali. Se ne parla dalla precedente crisi. L’opposizione a questi piani è stata naturalmente intensa, ma si affievolisce. I mercati azionari dovranno fronteggiare un massiccio dimagrimento (per poi ripartire dopo la disintossicazione) e, progressivamente, gli scambi commerciali e finanziari avverranno digitalmente, in maniera disintermediata. La trasparenza assoluta è la chiave per vincere la battaglia contro la corruzione. La privacy è sempre stata asimmetrica: i cittadini comuni erano trasparenti, mentre le classi dirigenti erano opache.

Una condizione intollerabile e non più tollerata. L’Africa, afflitta da corruzione endemica, sta diventando il continente più propenso alla digitalizzazione e disintermediazione dei servizi e del commercio. Recupererà gran parte del terreno perduto nel giro di due generazioni.

ECONOMIA & SOCIETÀ

Le società più stabili e in salute sono anche quelle in equilibrio con i loro aspetti maschili e femminili: assertive e umanitarie. Saranno le protagoniste del futuro. Il disagio socio-economico è causato da un sistema che ha assicurato all’1% il controllo di oltre metà delle ricchezze del pianeta.

Di anno in anno la liquidità circolante si incrementerà e ognuno godrà di sempre maggiori opportunità, anche impreviste. La popolazione carceraria mondiale decrescerà in misura considerevole e in tempi abbastanza rapidi a misura che frustrazione, paura, risentimento e traumi si affievoliranno. La ridistribuzione della ricchezza sarà una delle battaglie cruciali dei prossimi anni: saranno aboliti i salari minimi da fame e il numero di ore lavorative sarà più contenuto. Le disuguaglianze artificiali (sovrastrutturali, dovute a determinismi socio-culturali indotti) si estingueranno. In futuro l’essere miliardario non sarà visto come un onore o un vanto, ma come una vergogna. Accumulare ricchezze che uno non potrà mai arrivare a spendere senza farle circolare in un flusso virtuoso che annaffia e concima l’intera società sarà visto come un comportamento anti-sociale, frutto di egoismo patologico e non illuminato.

Sono da attendersi tasse patrimoniali molto severe, la soppressione dei paradisi fiscali e tetti ai redditi e rendite. Accadrà in tempi abbastanza brevi se ci sarà un altro collasso sistemico. Diversamente sarà un processo graduale, osteggiato ma inarrestabile.

POLITICA E MONDO DEL LAVORO

Scandali massici, incalzanti, delegittimanti spianeranno la strada a forme di democrazia partecipativa sempre più avanzate negli anni Venti. Sempre più spesso i cittadini saranno chiamati a prendere decisioni collettive, in primis sulle guerre, ma anche sul livello di tassazione, sul grado di liberalizzazione dei mercati, sulla legalizzazione o proibizione di pratiche, sostanze e prodotti, sul termine vita, ecc.

Sovranità e potestà saranno esercitate direttamente e i politici saranno chiamati a svolgere il ruolo di mediatori e facilitatori tra sfera legislativa/esecutiva e le richieste della popolazione. Lo stesso fenomeno di democratizzazione radicale investirà il mondo del lavoro. Il rispetto reciproco tra capi e impiegati sarà una premessa imprescindibile. Le aziende che non se ne cureranno verranno marginalizzate e punite dai consumatori. Una lunga stagione di lotte e proteste trasformeranno i rapporti di lavoro e gli ambienti di lavoro.

TECNOLOGIA

Una tendenza emergente è quella dell’integrazione di tecnologia e natura (biofilia). La rivoluzione industriale comportò che molti lavoratori fossero sostituiti da macchine. La rivoluzione robotica e delle intelligenze artificiali porterà con sé una nuova consapevolezza: sarà considerato criminoso relegare esseri senzienti a compiti monotoni, umili, degradanti e usuranti psico-fisicamente che generano rapporti gerarchici di dominio e controllo spesso sadico sul prossimo. Per tale ragione i discendenti spirituali del movimento per l’abolizione della schiavitù si batteranno per la diffusione dell’automazione/robotica. Sta già accadendo, ma la popolazione non se n’è ancora accorta, perché non è un fenomeno pienamente organizzato.

La civiltà umana richiede energia illimitata ed economica. Entro una decina di anni i residenti delle grandi metropoli fruiranno dell’erogazione gratuita di elettricità, telefono e internet.

Questi servizi gratuiti si espanderanno via via irradiandosi a partire da questi epicentri per raggiungere le aree periferiche. Seguirà la gratuità di trasporti pubblici, acqua potabile e gas, abitazioni e generi alimentari. Chi specula sul mattone e il cibo si prepari a diversificare. Stiamo sviluppando una civiltà dell’invenzione, della creatività, dell’industriosità. Sta a noi assumerne il controllo a nome del 99%, abolendo una vetusta separazione castale.

DEMOGRAFIA E DEMASSIFICAZIONE

La popolazione umana del pianeta si sarà stabilizzata da anni, a un tasso previsto solo da pochi demografi attenti, poiché un rapido aumento del benessere nei paesi emergenti coinciderà con la fine dell’imperativo natalista patologico che ha determinato il boom demografico. Nuove terapie avranno ridotto l’impatto dell’invecchiamento e quindi impedito un crollo demografico occidentale. La fine della pressione demografica avrà reso possibile una spinta al decentramento, alla delega, alla sussidiarietà. I decisori si saranno convinti dell’opportunità di sviluppare infrastrutture organizzative più leggere e delegare certi compiti strategici a unità e aziende più piccole e flessibili. Questa tendenza alla demassificazione risulterà decisiva per la mobilità in quanto la destrutturazione delle grandi concentrazioni industriali, energetiche e finanziarie anche tramite l’avanzare dell’automazione, del multipolarismo e delle rivendicazioni democratiche (“populiste”) porterà con sé una realtà in cui energia, prodotti e servizi vengono realizzati in gran parte localmente.

COMMERCIO INTERNAZIONALE

Il commercio internazionale evolverà in direzione di una prevalenza di materiali finiti e componenti da assemblare piuttosto che merci da scaffale. Se la vendita al dettaglio dovesse continuare a contrarsi progressivamente all’espandersi del ruolo dell’ecommerce e delle spedizioni automatizzate a bassissimo costo e in tempi estremamente rapidi (magari tramite l’uso di droni) è probabile che il produttore-venditore non senta più il bisogno di pagare affitti stratosferici per posizionarsi nei centri storici e quindi il traffico verso l’interno delle città potrebbe essere drasticamente ridotto.

Chi passeggia fruirà di servizi di commercio, ristorazione e intrattenimento dotati di un valore sociale: caffè, bistrot, ristoranti slow food, ortofrutta biologici, barbieri e centri estetici con una forte impronta di socializzazione, musei, gallerie d’arte, librerie e vetrine che mostreranno le produzioni dei creativi locali.

PRODUZIONE E CONSUMO

I consumatori potrebbero avere accesso ai prodotti desiderati grazie a procedure di produzione di componenti modulari facilmente assemblabili sul posto e lì si svilupperanno anche gli spazi commerciali. In pratica, dopo aver ordinato online il mio nuovo vtol, mi recherò direttamente al concessionario-centro-di-assemblaggio-officina una volta ricevuta un’email di conferma dell’avvenuta esecuzione dell’ordine. L’industria automobilistica (a terra ed aerea) diventerà modulare. Le componenti saranno costruite in moduli standardizzati in modo tale che alcuni acquirenti possano addirittura farsi spedire le parti nel proprio garage accedendo alle istruzioni di montaggio e design open source caricate su internet.

Grazie al crollo dei prezzi delle macchine laser per incisione e taglio relativamente facili da imparare ad usare, si assisterà alla diffusione di piccole imprese di pensionati/studenti-maker di cucine, elettrodomestici, robot domestici, motociclette, computer, smartphone, biciclette, eccetera: tutto personalizzato per consumatori sempre più esigenti. Magari si metteranno in rete con altri piccoli produttori per raggiungere un’economia di scala. Ci saranno pensionati e studenti che, a costi contenuti, trasformeranno l’ambiente domestico a fini di produzione di energia, cibo, riciclo e compostaggio, beni di consumo.

DECONGESTIONE URBANA

E poiché non sarà più indispensabile trovarsi in un certo luogo per poter fare tutto questo, i prezzi degli immobili scenderanno o crolleranno. In ogni caso la popolazione migrerà dove il costo della vita è più basso e ci saranno gruppi di pensionati, studenti e famiglie che si metteranno d’accordo per migrare assieme nello stesso luogo, fondando una propria comunità semi-autonoma eppure perfettamente connessa col resto del mondo, valorizzando i talenti dei singoli in un sistema di reciprocità, scambio e resilienza responsabile.

Questo dovrebbe consentire una maggiore autonomia alle comunità più piccole e anche alle nazioni più piccole e quindi un più elevato tenore di vita e tassi ulteriormente ridotti di crescita demografica, nonché un riflusso della fuga dei cervelli che in parte non avranno più bisogno di lasciarsi catturare dai classici attrattori metropolitani e poli finanziari globalizzati e in parte grazie al telelavoro non dovranno spostarsi fisicamente così di frequente: il pendolarismo sarà ridotto al minimo. Le nozioni correnti di impiego e carriera subiranno anch’esse una trasformazione man mano che l’automazione divorerà posti di lavoro, programmi di reddito di base garantito o formule ancora più avanzate rese possibili dalla completa ristrutturazione della finanza internazionale e del sistema bancario prolifereranno ed economie fondate sul credito sociale emergeranno nelle cosiddette “comunità intenzionali” e nei settori economici alternativi, alterando anche drasticamente il ciclo di vita della classe media convenzionale.

IMPIEGO

La classe media si concentrerà probabilmente su attività imprenditoriali e sul perseguimento di carriere sofisticate sostenute da una formazione autodidatta o magari innovativa, in contrasto con il classico motivo del colletto bianco e dell’impiego dirigenziale con relativo status. Questo significa che le persone più creative e talentuose avranno la possibilità di vivere già l’intera età adulta nel “posto del cuore” invece di coltivare il sogno della vita anelata una volta raggiunta l’età pensionabile, recandosi occasionalmente nella “terra promessa”.

MOBILITÀ, SVAGO E TEMPO LIBERO

Un’altra parte della popolazione si dedicherà a uno stile di vita nomade scegliendo deliberatamente di vivere senza un grosso fardello di beni materiali, emigrando stagionalmente o in funzione dei trend sociali e culturali.

Quindi sorgeranno circuiti di eventi culturali, didattici, di puro intrattenimento con centinaia di migliaia di aficionados in perpetuo movimento alla ricerca di nuovi spunti, stimoli, capacità. Questo sarà reso possibile dall’abbattimento dei costi in virtù dell’automazione e dallo sviluppo di nuove tipologie di produzione dell’energia a bassissimo costo. In ogni caso una gran parte dei paradigmi architettonici, urbanistici, logistici e della mobilità tipici della nostra civiltà è funzionale a un modello industriale ormai superato e quindi non si può pensare che essi restino immutati. La quarta rivoluzione industriale potrebbe assomigliare da vicino, almeno a livello logistico all’era preindustriale (ritorno al locale), con in più l’immenso vantaggio della possibilità di inserirsi in una rete globale e di avvalersi dell’automazione e dell’informatica.

Se già adesso lo sviluppo della tele-robotica dovrebbe consentire agli esseri umani di evitarsi gli impacci e i rischi della vita nello spazio è quasi inimmaginabile l’orizzonte di opportunità che si aprirà per gli essere umani a terra. La mobilità diventerà sempre più una scelta di stile di vita e sempre meno una necessità. Si viaggerà nello spazio e attraverso i continenti le nazioni con confini sempre più porosi principalmente per piacere, apprendimento e per generare capitale sociale. Insomma, potrebbe perfino essere un mondo migliore del “loro”.

ARCHITETTURA E URBANISTICA

Si gode di un pieno contatto con la natura, giardini e aiuole verdissime vengono irrigate da un sistema di irrigazione sofisticato. L’ambiente urbano (non più metropolitano) come quello rurale (alcuni dimoreranno in ritiri monastici) è accuratamente pianificato, in modo da offrire agli abitanti l’esperienza di vivere in un giardino. Prati, cespugli e alberi sono curati, l’automazione intelligente permette di vivere in ambienti stabilmente ordinati e puliti, l’architettura sarà essenziale ed ingegnosa.

Si usano soprattutto vetro, marmo, pietra e cemento come materiali da costruzione. Ogni costruzione incorpora soluzioni open space e serre, in un armonioso connubio di tecnologia e natura. Gli spazi abitativi sono anch’essi pianificati ma non in senso collettivistico. La vita è comunitaria e i servizi sono in comune, ma al centro resta l’unità familiare, che si circonda di pavimenti di marmo, pareti drappeggiate, sofà, letti che rientrano nel pavimento toccando un pulsante. Si preserva uno spazio autonomo in una comunità organizzata.

In questo futuro convivono diverse opzioni architettonico-urbanistiche: edifici alti e di pietra bianca, sferoidali, incluse torri e grattacieli avveniristici, assieme a ville. L’architettura è realmente intesa a far sentire bene le persone. Si usano colori non aggressivi, attenuati, pastello per le facciate degli edifici e gli interni.

Esistono templi e baite in pietra e legno, ma le foreste sono considerate una risorsa preziosa, quindi il legno da edilizia proviene unicamente da boschi coltivati, autenticamente sostenibili.

Anche le città più futuristiche sono in armonia con la natura.

FILOSOFIA E ANTROPOLOGIA

L’umanità è considerata “patrimonio dell’umanità” in questa Età dell’Oro. La vita è mite, delicata, pacifica e piacevole: fa tutto parte di un più vasto piano di auto-sviluppo umano e progresso spirituale. Ciascuno possiede una propria personalità individuata ma compartecipa ad un ideale comune che unisce l’umanità, oltre le distinzioni religiose, etniche e storiche.