Esigenze primarie

Cuba, una tarda serata di maggio. Ragazze e ragazzi seduti attorno a un albero, il riflesso di un bagliore azzurro sul volto. Sorridono, commentano, ascoltano.

Non sono in una piazza qualunque: è una delle zone in cui c’è connessione. Un’ottima occasione per chiacchierare con amici vicini e lontani, leggere messaggi e giocare.

Tutto raccontato in uno scatto stupendo di David Guttenfelder.

In un mondo in cui connettersi è un’esigenza primaria (a Cuba e in tutto il mondo), le persone cercano solo connessioni, conversazioni e storie che diano valore alla loro giornata.

Non vogliono certo smettere di condividere i propri video con i parenti, le chat, i messaggi o semplicemente i giochi per interagire con un brand o per vedere un messaggio pensato per un “target”.

A meno che questo brand sia familiare, fidato, che il suo contenuto sia rilevante, pertinente, condiviso e che sia importante per chi lo vede e per chi lo condivide con la propria community. I brand non devono più “competere” con le foto dei gattini per essere rilevanti. Devono offrire un valore. E questo valore deve essere paragonabile a quello dell’esigenza primaria di connessione, conversazione e condivisione.

The times, they are a-changin’.

Like what you read? Give Stefano Maggi a round of applause.

From a quick cheer to a standing ovation, clap to show how much you enjoyed this story.