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Anche Roma ha diversi operatori di Car Sharing. Scopriamo differenze e convenienza dei diversi servizi, soprattutto rispetto all’auto di proprietà. Ho rifatto i due calcoli a gennaio 2016.

Più Car Sharing, meno auto in strada

La promessa dei sistemi di Car Sharing è quella di togliere le auto dalle strade e ridurre traffico e di conseguenza l’inquinamento. Il punto di forza di questo genere di servizio è l’uso intensivo delle auto che, nel caso di quelle private, restano invece ferme tra le 15 e le 20 ore al giorno e, quando viaggiano, trasportano solo 1,2 persone. Il Car Sharing da questo punto di vista funziona, non c’è che dire: auto usate solo quando servono e senza “impicci” come assicurazione, bollo e benzina.

Esistono due tipi di Car Sharing. Il più recente è quello di Enijoy e Car2go, detto a “flusso libero”: prendi l’auto dove la trovi e lasciala dove vuoi. Il più antico è invece quello comunale con parcheggi dove si preleva l’auto e dove va anche riportata indietro. Il primo modello prevede che le auto siano sempre in giro e non le si lasci in sosta “inattive” e quindi immagina noleggi di massimo 30 minuti. Il secondo punta a dare una seconda auto a tutti gli effetti e non pone limiti alla durata dei noleggi.

Ma se volessi fare a meno della mia auto?

Io non sono un automobilista incallito: vivo vicino all’ufficio e ho organizzato la mia vita e quella della mia famiglia nei dintorni di casa. Anche andando in vacanza fuori dalla mia regione non faccio più di 7.600 km all’anno. Perché non vendere l’auto e usare solo il Car Sharing? Premessa: faccio finta di usare l’auto solo in città e che per i miei viaggi posso farne a meno. Una bella “spinta”. Nonostante ciò 7.600 km alla velocità media di 20 km/h fanno la bellezza di 22.800 minuti all’anno.

  • Con Car2Go (0,29 euro al minuto) fanno 6.612 euro l’anno
  • Con Eni Joy (0,25 euro al minuto) fanno 5.700 euro l’anno
  • Con il Car Sharing comunale di Roma (le tariffe sono sia per km che a ore) fanno un minimo di 4.376 ad un massimo di 6.314 euro l’anno (comprensive di costo di iscrizione)

Perché il servizio comunale ha due totali? Perché il costo al minuto e al km varia in base al tipo di auto che si prenota e quando/quanto si usa l’auto.

Sì, ma quanto spendo all’anno con la mia auto privata?

La risposta è facile: circa 1.700 euro l’anno! E ci metto dentro benzina, bollo, assicurazione e pure tagliando di manutenzione. Ammettiamo pure che voglia ammortizzare la spesa della mia auto su 10 anni ed ecco che arrivo a 3.700 euro l’anno. In pratica l’auto di proprietà rimane la scelta economicamente più vantaggiosa. Oltretutto non avendo bisogno dell’auto per viaggi lunghi (anche se il servizio comunale lo consente) e solo se si ha l’idea di cambiare l’auto ogni 10 anni (io sarei più orientato sui 20 anni). C’è da dire che se dovessi pagare l’affitto di un box il discorso si ribalterebbe a vantaggio dei servizi di Car Sharing.

Il Car Sharing dunque NON E’ un’alternativa all’auto di proprietà, se non per alcuni casi particolari. Può essere però un modo intelligente di muoversi in città dove si sta per lavoro o per studio oppure per entrare nelle ZTL.

Ad esempio chi per lavoro “macina” molti km avrebbe tutta la convenienza di usare il Car Sharing. All’estremo opposto anche chi usa l’auto veramente poco avrebbe tutto l’interesse a risparmiare su un’auto di proprietà. Inoltre il Car Sharing a flusso libero consente di mischiare le carte: andare al lavoro o a fare la spesa con l’auto privata, ma usare Enijoy e Car2go per lo shopping in centro o le uscite serali. In città come Roma bisogna considerare che con ZTL e sosta a pagamento non sempre si è liberi di muoversi con la propria auto.

Invece se fossi un tassista smetterei di perdere tempo a lottare contro il sorgere del sole (leggi Uber) e inizierei a preoccuparmi del fatto che nessuna persona dotata di patente è disposta a pagare più di 30 centesimi al minuto uno spostamento urbano e che le tariffe taxi vanno decurtate di minimo il 20%. Tipo da ieri.

PS
Questa analisi si basa sui miei consumi e quindi non vuole avere basi statistiche e rappresentative. E’ un mero esempio.

PS2
Il mio datore di lavoro è l’agenzia Roma servizi per la Mobilità che gestisce il Car Sharing comunale.

post precedentemente pubblicato su: http://www.stefanominguzzi.it/2014/06/car-sharing-facciamo-conti/