Oggi mio figlio di 4 anni mi ha chiesto perché i bus sono sempre così pieni, un’occasione per fare un po’ di chiarezza sul trasporto pubblico: quando sali su un bus con più di 100 persone ritieni che il servizio sia migliore o peggiore se trovi un bus con nessuno a bordo?


Cosa è un trasporto pubblico di qualità?

In effetti sarei tentato di dire che il miglior servizio di trasporto pubblico possibile sia un bus che arrivi con una frequenza di 10 minuti e con qualche posto a sedere libero (quindi con 30–40 persone a bordo). Logico, no? Sì, ma qualcosa potrebbe cambiare se andiamo a vedere quanto ci costerebbe una linea così.

Una linea che percorre mediamente 30 km tra andata e ritorno e che dovesse fare, tra le 6:00 e le 23:00, 204 corse (e fingiamo che partendo ogni 10 minuti riuscirebbe a mantenere la stessa frequenza lungo tutta la linea) con 40 persone a bordo (su 100 teoricamente disponibili), quanto costerebbe?

Ipotizzando un costo al Km molto basso (5 euro/km), una linea del genere costerebbe al giorno 30.600 euro! Se fingessimo che ogni giorno su tutte le corse avessimo 40 persone che pagano 1,50 euro di biglietto ecco che arriviamo ad un ricavo massimo di… 12.240 euro!

Il trasporto pubblico “di qualità” va in rosso di 18.360 euro al giorno, 6,7 milioni l’anno!

Cosa fare, quindi? Alzare il biglietto a 3,75 euro (per andare in pari) e sperare di non perdere passeggeri? Surreale. Comprimere i costi al km a 4 euro? Il costo scenderebbe “solo” a 12mila euro al giorno e si rischierebbe di avere più problemi di manutenzione e quindi sicurezza.

La vera soluzione è accettare che il trasporto pubblico (come tutti i servizi pubblici) non può reggersi su prezzi di mercato e ha quindi un costo per la collettività che va ripartito in modo progressivo in base al reddito. Va anche capito che, siccome non si regge con prezzi di mercato, non può essere esercito in regime di concorrenza, ma ci vuole un regime di monopolio. D’altronde non è detto che chi gestisce il monopolio debba per forza essere un’azienda di proprietà pubblica.

Sostenere il trasporto pubblico facendo concorrenza al privato

Detto ciò il Comune/Regione dovrebbe definire dei prezzi standard e soprattutto stabilire quali sono i livelli di servizio accettabili e quanto intende spendere per sostenerli. E poi fare politiche della mobilità che favoriscano il trasporto pubblico rispetto l’auto: corsie preferenziali, sosta tariffata, zone a traffico limitato, defiscalizzazioni degli abbonamenti, tassazione sui mezzi privati che finanziano quelli pubblici.

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