Godiamoci Facebook finché possiamo permettercelo

Titolo provocatorio, ma che racchiude una verità che fa riflettere.
Che il costo di fare pubblicità sia aumentato nel corso degli anni non è una novità.

Statista ci dice riguardo al CPM (cost-per-mile) che a Gennaio 2018 l’aumento è stato del 122% rispetto a Gennaio 2017, mentre a Febbraio 2018 è aumentato del 22% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. E fino a qui ok.

Ora, facciamo un passo indietro. Se un prezzo aumenta tipicamente è dovuto al semplice aumento della domanda; legge di mercato base.

Nonostante le ingenti quantità di soldi che vengono quotidianamente spesi su FB per fare pubblicità di qualsiasi genere,ed il prezzo in costante aumento, il costo è ancora UNDERPRICED.

Perchè?

Perchè i grossi player del mercato, le multinazionali con budget annuali in marketing che non sappiamo nemmeno scrivere per esteso in numeri, destinano attualmente solo una frazione del loro budget (30–40%) ad attività on line. Per esempio VW nel 2015 ha dedicato il 25% del proprio marketing budget ad attività on line; per il 2020 la stima è di arrivare al 50%.
Ora, visti valori messi in campo, il lettore capisce che anche un solo punto percentuale di un budget di VW ha un valore infinitamente più grande di tutti i budget che il marketer medio gestisce in un anno, elevato alla decima.

Secondo Gary Vee il 90% delle aziende del Fortune 500 CPG sta subendo una dimunuzione del marketshare perchè spendono principalmente in pubblicità sulla Tv e campagne on line programmatiche, ovvero le stesse della Tv impacchettate per i social.

Unendo il concetto che il costo del traffico è funzione della domanda di traffico, e che le grandi aziende (quelle che muovono i soldi veri) sono ancora “poco presenti” sui social in termini di % di budget allocato a campagne ben segmentate, ne risulta lo scenario attuale, ovvero quello in cui le piccole aziende investono praticamente il 100% dei loro budget marketing sul digitale, su Facebook.

Un domani, quando tutti i player del Fortune 500 (+ altri) saranno “all-in” su Facebook, il costo del traffico salirà come l’Everest, rendendo molto più costoso fare campagne per i piccoli player, o addirittura non rendendo più interessante il costo-opportunità della piattaforma in certi casi. Tutto questo senza considerare la qualità dei contenuti, e quanto verrà alzata l’asticella del gioco con player che investono milioni in creatività studiate ad-hoc.

Quindi, sfruttiamo più che possiamo questa fase “d’oro” di Facebook a prezzi stracciati finchè i giganti “dormono”.

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