Un anno di Instagram ed il suo algoritmo

A fine Luglio 2016 si rumoreggiava l’introduzione di un algoritmo sulla piattaforma Instagram a partire dall’autunno. A fine Agosto l’algoritmo è stato lanciato in “beta” (prova) solo in determinati paesi e su determinati profili. I primi segni di una diminuzione generale di crescita e di engagement (like alle foto) non sono tardati ad arrivare.

Credit: Denys Prykhodov / Shutterstock
Ad ottobre 2016, il fantomatico e temutissimo “algo” è diventato realtà.

Cosa è successo in questo anno? possiamo trarne una conclusione?
Prima di farlo però è utile spiegare cosa è un “algoritmo”.
Questo termine sta ad indicare un procedimento sistemico di calcolo, il che significa che, grazie all’algoritmo, Instagram è diventato molto più intelligente, tanto da imparare cosa ci piace e cosa facciamo (effetto learning-machine)

Come funziona l’algoritmo di IG?
Semplicemente facendoci vedere quello che ci piace e che vogliamo realmente vedere. La pagina Explore (quella con la lente), una volta era popolata di contenuti. Ora è popolata di contenuti che sono di profili a cui già precedentemente abbiamo apprezzato e contenuti simili a quelli che ci piacciono. Se ad esempio vi piacciono le macchine, e spesso apprezzate profili di macchine, nella vostra Explore page non sarà difficile trovare immagini di macchine.

Perchè introdurre un algoritmo quindi?

Perchè maggiori sono i contenuti che ci piacciono, maggiore è il tempo che spendiamo con gli occhi incollati sul display del nostro smartphone “consumando contenuti” e pubblicità (da cui Facebook genera introiti). Aumentando l’esperienza utente, aumenta il tempo speso sull’applicazione e la pubblicità vendibile. L’obiettivo è rendere Instagram il posto migliore dove trascorrere il proprio tempo, dove mi vengono continuamente proposti contenuti di mio gradimento e dove posso trovare persone con interessi in comune. L’algoritmo è molto complesso ed in continua evoluzione, al fine di rendere la piattaforma sempre migliore.

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Ad un anno dalla sua introduzione, è giunto il momento di fare un bilancio.

Per gli addetti ai lavori come il sottoscritto, l’introduzione dell’algoritmo e la conseguente diminuzione della crescita dei profili ha cambiato le carte in tavola, costringendo gli esperti del settore (IGStrategy) a comprenderne in pieno le nuove funzionalità, (decodificazione dell’algoritmo) e poter tornare ad crescere con ritmi quanto più possibili a prima, evitando anche sanzioni da parte di IG.

Per gli utenti finali l’esperienza è migliorata decisamente. Aprire IG e trovarsi nel feed le foto delle persone con le quali interagiamo di più è di grande valore aggiunto, insieme alla pagina Explore piena di contenuti in target con i nostri interessi. Il fatto che alcuni profili riuscissero ad “imporci” di vedere i propri contenuti poteva essere dannoso e di sicuro non sempre in linea con gli interessi dell’utente. Il modo d’agire di Instagram come “learning-machine”, ovvero un sistema che impara le nostre abitudini, i nostri gusti, proponendoci sempre (o quasi) il contenuto “giusto” per noi è qualcosa di veramente riuscito ma anche complesso al tempo stesso dal punto di vista informatico.

Cosa aspettarci da IG nel prossimo futuro?

Sicuramente un ulteriore penalizzazione degli utenti che usano sistemi di automazione, i cosiddetti “bot”, ovvero sistemi che compiono automaticamente azioni di follow, unfollow, like, pubblicazioni ecc. Questo sta già avvenendo e proprio in questi giorni abbiamo avuto un drastico calo delle possibilità di utilizzo di questi sistemi.

Sicuramente un ulteriore miglioramento e affinamento dell’algoritmo stesso, che ci renderà sempre più IG-dipendenti ed incollati ai nostri telefoni.

Sicuramente una grande crescita per il settore business-promozionale, con l’avvento dei nuovi post in cui è in chiara evidenza (sotto la localizzazione) che si tratta di un post pubblicitario.

Inoltre sarà possibile avere un tag-prezzo (shoppable tags) per le attività commerciali, in cui inserire il prezzo di fianco ad un articolo in foto, come un vero e proprio tag.

Credit: Anthony Thurston

Sicuramente un incremento nel numero di utenti, e utenti attivi quotidianamente. Da qui la necessità di creare sempre più contenuti da pubblicare sempre più frequentemente, sia tramite post/video/album, sia tramite Storie e Live. L’interazione con i propri fan è già importante, ma ogni minuto diventa sempre più centrale. La fame di contenuti è in costante aumento.

Credit: Business Insider and Instagram

Sicuramente un aumento delle possibilità di guadagno grazie ad Instagram, sia dal lato servizi (IGStrategy), sia dal lato promozionale (Ready2Social), se ben indirizzati. Le aziende hanno sempre più bisogno di figure professionali e qualificate che le aiutino a porsi sul mercato nella maniera migliore.

Sicuramente una maggiore complessità nella gestione di profili, ed un “invecchiamento” della professione del “social media manager” di 35/40 anni, che si è trovato un nuovo mondo (IG) con cui dover convivere e, per forza di cose, collaborare. Questo ha fatto sì che i corsi on-line siano stati letteralmente presi d’assalto, insieme a servizi di consulenza ad-hoc. Innegabile che un ragazzo di 15 anni abbia molte più competenze di un adulto, nonostante gli anni di esperienza in meno.

Sicuramente un incremento di influencer e dell’utilizzo dell’influencer-marketing. Queste figure sono d’estrema rilevanza e importanza per chi vuole promuovere un prodotto o servizio; la visibilità che foto, articoli di blog, video, podcast ecc hanno è stupefacente, e sfruttarla è sicuramente una ghiotta opportunità

Dopo un anno di algoritmo, Instagram senza il suo amato e odiato algoritmo, non sarebbe il “social del momento”. Imparate ad amarlo, vi giocherà a favore.

Se vuoi scoprire di più sull’algoritmo di IG e come padroneggiarlo, clicca qui

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