Auschwitz Uno, la solidarietà

di Mattia Bonantini

Un’altra riflessione di Mattia di ritorno dal “Treno per Auschwitz”

Auschwitz è un campo di concentramento come Birkenau,anche se dal punto di vista della vita era un po’ meglio. Oggi questo campo al suo interno custodisce qualcosa di unico rispetto a tutti gli altri campi.

Auschwitz uno al suo interno custodisce in teche i capelli, le valigie, le scarpe, i vestiti dei bambini, gli occhiali, le spazzole e le protesi dei deportati nel campo.

Sono oggetti che portano a profonde riflessioni ed emozioni per che li vede, però oltre questo io ho visto un’altra cosa che mi ha colpito di più.

Io ho visto un gruppo di ragazzi ebrei provenienti da Israele, che davanti al muro delle fucilazioni, un luogo dove sono morte migliaia di persone, si sono messi in cerchio e hanno cantato una preghiera. Da questo gesto semplice io ho capito cosa significa la parola popolo.

Quando si dice la parola popolo non si pensa all’enorme significato che ha questa parola, infatti quando si dice questa parola si va ad indicare un’insieme numeroso di persone accomunate da tante ragioni, e una di queste ragioni è la solidarietà, che è alla base dell’esistenza di un popolo.

La solidarietà è la parte che tiene unito un popolo, senza la quale non si riuscirebbe ad avere nulla di simile a un popolo, perché la solidarietà fa sì che un uomo aiuti un altro uomo in difficoltà anche se non lo conosce senza voler nulla indietro. Nei campi di concentramento ci sono state anche storie di grande solidarietà.

La solidarietà in un popolo è anche quella che determina l’unione dei individui nel fare qualcosa, ed è anche quella che crea la condivisione tra gli individui. Mettendo assieme queste due cose la solidarietà è anche quella che permette a un popolo di evolversi, sia in modo scientifico ma anche nei rapporti sociali.

Queste due cose possono avvenire sia all’interno tra il popolo stesso, ma anche con gli altri popoli.

Infatti una delle cose che oggi manca nell’animo di molti popoli è la solidarietà, perché oggi la società è fatta da un animo che pensa solo a se e a primeggiare sui altri, e non ad aiutare gli altri nel bisogno e a condividere ciò che si ha da offrire.

E i ragazzi ebrei mi hanno insegnato cosa significa la parola popolo perché loro sono venuti da un paese lontano, solo per venir a rendere omaggio e memoria ai avi del loro popolo, in poche parole secondo me hanno dimostrato una grandissima solidarietà!