Cronache danubiane V, Grein–Melk

In bici sul Danubio, da Passau a Vienna, 21 Agosto 2016

Ci svegliamo sotto il diluvio, con temperature ampiamente autunnali. Che fare? Dopo un po’ di ipotesi decidiamo di fare colazione e attendere gli eventi. La fortuna ci è decisamente propizia e smette quasi subito di piovere. Partiamo ben coperti perché, rispetto al sole di ieri, oggi sembra decisamente un’altra stagione. Il freschino aiuta però la pedalata e quindi si va subito spediti. Del traghetto da Grein per la sponda destra non c’è traccia, per cui decidiamo di proseguire sulla sinistra fino al primo ponte. I primi 10km sono bruttini, la ciclabile si interrompe e dobbiamo andare sulla strada bagnata con le (poche) auto che però sfrecciano accanto. Poi finalmente la nostra pista si separa nettamente dalla carrabile e inizia a scorrere sulla riva del Danubio, tra villette, giardini e boschi. Cambia anche nome, la Radweg 1, e diventa la ciclabile europea 6. Il clima non invoglia a sostare, per cui andiamo via filati fino a Persembeug, dove troviamo il primo (e unico) ponte. Attraversiamo e arriviamo sulla sponda destra dove un altro ciclista dietro di noi, un po’ per la fretta di attraversare la strada, un po’ per il fondo viscido, fa una caduta spettacolare: fortunatamente non si fa nulla di grave e prosegue sulle sue gambe. Prima e unica vera sosta: Ybbs. Ci fermiamo il tempo di un tè caldo e si riparte trovando persino qualche raggio di sole tra i campi di fagioli e barbabietole. Il percorso è invaso da migliaia di lumache che tentano l’attraversamento: cerchiamo di evitarle ma è quasi impossibile. Qui il Danubio fa una delle sue grandi anse per poi riprendere verso est tra panorami da cartolina e lunghissimi argini fluviali interrotti soltanto da pontili di carico industriali e minuscoli porticcioli fluviali. Abbiamo fame ma decidiamo di resistere fino a destinazione, vuoi per paura che torni la pioggia, vuoi per arrivare prima a Melk e al meritato riposo. Gli ultimi 15km sono i più faticosi: stanchi, affamati e con già oltre 200km nelle gambe. Arriviamo però in tempo record (ora di pranzo) a Melk, la cui immensa abbazia ci appare di colpo tra gli alberi, lasciamo biciclette e bagagli in albergo e andiamo a mangiare.