È ancora una Grand’Italia?

Studiolabo
Jul 2 · 4 min read

In tre edizioni i Brera Design Days hanno promosso la cultura del progetto attraverso talk, tavole rotonde, presentazioni, mostre, laboratori e workshop, aperti gratuitamente al pubblico, toccando diversi temi come l’Intelligenza Artificiale, la Grafica, l’Industria 4.0, la Digitalizzazione, il Marketing Territoriale e tanti altri.

Ogni anno anno i vari format hanno come filo conduttore un tema principale: lo scorso anno abbiamo discusso della vita intesa come progetto, l’anno precedente di gamification.

Nel caso in cui vi foste persi il talk di “Design your _____

Scegliere un tema che copra l’intera programmazione di un palinsesto non è sempre semplice, visto che le discipline e le professionalità che andiamo a coinvolgere per questo festival sono estremamente diversificate, oblique, contaminate.

Quest’anno però l’ispirazione è arrivata in maniera straordinariamente naturale, alla fine di lunghe elucubrazioni sullo stato di salute del design (e non solo) in Italia, il suo passato glorioso e un presente in cui a volte sembra arrancare.
Il tema dunque sarà “Grand’Italia (?)”, con un punto interrogativo che mette ironicamente in discussione la pomposità di certa nostra cultura nazionale.

L’Italia detiene ancora un primato nel campo del design, almeno del prodotto: personalità che ne hanno fatto la storia, un ambiente vocato, scuole di eccellenza e aziende storiche, nate dall’incontro tra progettisti visionari e imprenditori illuminati.
Un tipo di cultura industriale nato negli anni del boom economico che però fa fatica a rinnovarsi e a trovare continuità nei nostri tempi. D’altronde il design non può più essere inteso solo come prodotto ma sempre più come progetto immateriale, pensiero e processo.

In questo contesto l’Italia fatica a sviluppare una cultura del progetto condivisa in tutto il territorio nazionale e, nonostante gli italiani ricoprano ruoli primari, non si riesce ad emergere come sistema-nazione in alcuni settori come ad esempio l’Intelligenza Artificiale, la Sostenibilità, il Design dei Servizi e il Design for All.

Ci chiediamo quindi:

  • È una Grand’Italia questa?
  • Potrebbe diventarlo di nuovo?
  • Quando e a quale prezzo?

Noi siamo ottimisti, pensiamo che in Italia ci siano ancora tante eccellenze, ma oggi come non mai è forte la necessità di mettersi a sistema, di fare networking, di non isolarsi; perché semplicemente è antieconomico, poco produttivo e, diciamocelo francamente, molto noioso.

Perlomeno divertiamoci.

Perchè questa scelta?

Il tema è il risultato di un’esperienza che ho avuto la fortuna di fare con altri 9 esponenti del Design Italiano, chiamati dal Ministro della Cultura Alberto Bonisoli a comporre una commissione di studio, che ha consegnato la propria relazione qualche settimana fa, dopo sei mesi di lavoro.

Denominata pomposamente “Commissione di studio per l’individuazione di politiche pubbliche di supporto e sviluppo del design” è stata costituita al Mibac per promuovere e diffondere la cultura del design, soprattutto tra le piccole e medie imprese che sono presenti in tutto il territorio italiano.

I componenti della commissione, oltre al sottoscritto, sono:

Emilio Genovesi (presidente), Giordano Bruno, Claudio Moderini, Medardo Chiapponi, Umberto Croppi, Laura Milani, Anna Meroni, Daniela Piscitelli e Carlo Forcolini.

Tutti con profili strettamente legati al mondo del design, o perché inseriti nel tessuto imprenditoriale del settore, o perché docenti di design o materie correlate.

In risultato del nostro lavoro è un insieme di proposte, suggerimenti, suggestioni e dati che, nelle comunicazioni post presentazione pubblica, sono stati racchiusi in tre macro progetti “concreti”:

  1. La creazione di un’agenzia ad hoc con l’obiettivo di pianificare le strategie per spingere le aziende a innovare e investire nella formazione in design.
  2. La creazione di una Piattaforma nazionale, pensata per far dialogare e interagire in uno spazio ‘virtuale’ gli attori del settore.
  3. L’istituzione di una Giornata Nazionale del Design.

Questo lavoro è stato sicuramente il germe della prossima edizione dei Brera Design Days che vuole essere la più matura da un punto di vista dei contenuti ma anche la più divertente dal punto di vista del formato.
Perché quello che è emerso è la necessità di essere “Pop” nelle modalità e “alti” nei messaggi.

Alcune anticipazioni dei prossimi Brera Design Days?

Di seguito alcune cose che faremo durante la prossima edizione:

  • Scopriremo come erano i grandi maestri del design da bambini.
  • I maggiori esperti internazionali di intelligenza artificiale ci rassicureranno sul nostro futuro prossimo.
  • Sarà possibile seguire lezioni di disegno mangiando una pizza e facendo esercitazioni sulla tovaglietta del ristorante.
  • I nostri bambini impareranno a costruirsi il proprio robot, funzionante.
  • Il diritto d’autore non ci apparirà più come una cosa da avvocati ma da creativi.
  • Sapremo con mesi di anticipo quale sarà il nuovo colore trend del 2020.
  • Impareremo perché è fondamentale rigenerare spazi urbani e le periferie.
  • Potremo visitare alcuni tra gli studi di architettura milanesi più influenti
  • Ascolteremo una temporary radio

Cosa aspettate?
È il momento di metterlo in calendario: 4 — 10 ottobre!

www.breradesigndays.it

Cristian Confalonieri
Studiolabo

Beato Design
Mostro 2

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