La vita è un progetto?

Mi capita a volte di chiacchierare con affermati designer o cosiddetti creativi che spesso si lamentano di non avere tempo e bramano le mitologiche giornate di 40 ore.

Troppi gli impegni, sia lavorativi che famigliari, troppi gli obiettivi e lo stress che si accumula per raggiungerli, la vita inevitabilmente diventa una sfida continua contro se stessi o contro chissà chi.

Ovviamente sto semplificando, ma mi chiedo: 
Siamo o non siamo progettisti? Perché la cosa che proprio non riusciamo a progettare è la nostra vita?

Ci viene in aiuto la Stanford University, dove esiste un corso chiamato Design Your Life, in cui si insegna ad applicare il processo creativo del design alle grandi domande della vita.

Gli ideatori, Bill Burnett e Dave Evans, hanno scritto un libro che tra poco verrà tradotto in italiano e hanno tenuto ovviamente anche un TED (che non ha rispettato il limite di 18 min), ma la vera cartina tornasole del loro successo è rappresentata dalla pubblicazione di un articolo sul nostrano Post.

Perché parliamo di ciò?

Perché il tema ci ha affascinato e seppur non credendo possa rappresentare la risposta definitiva alla domanda di cui sopra, sicuramente lo riteniamo uno spunto interessante. E abbiamo deciso di adottare DESIGN YOUR LIFE quale tema dei prossimi Brera Design Days (12–18 ottobre 2018)
Il festival sulla cultura del progetto giunto alla terza edizione, totalmente gratuito e spalmato in sette giorni in diverse location del Brera Design District a Milano.

Evans sostiene che

Un errore che le persone fanno spesso è di ritenere che ci sia solo una soluzione giusta o una sola versione ottimale della tua vita, e che se fai la scelta sbagliata sei spacciato. Ci sono tantissimi te, tantissime risposte giuste.

Il metodo è sperimentale e accetta il fallimento come parte indispensabile del procedimento. Se la crescita personale di ciascuno è un processo, allora potremmo applicare a questo processo i principi progettuali che il Design ci può insegnare e ci ha insegnato, in anni di studi e lavoro sul campo. In sostanza è un’espansione dei concetti di design thinking normalmente utilizzati nella riorganizzazione aziendale, esplosi e riadattati all’intera vita.

Se nel processo progettuale ci sembra ovvio creare prototipi, valutarli, modificarli, ascoltare feedback e fallire senza patemi per ripartire, quando si tratta della propria vita: spensieratezza, passione, volontà e coraggio, spariscono improvvisamente o per lo più non sono nettamente presenti e sotto controllo.

Non ci interessano ora i motivi, servirebbe un trattato di psicologia e sociologia. Ma durante i prossimi Brera Design Days, tra un talk e un workshop, insieme a designer, artisti e sociologi, proveremo a cercare qualche risposta o porre ulteriori domande. DESIGN YOUR LIFE per noi sarà tante cose diverse, non solo focalizzato sul “personale” ma anche sulla collettività e l’inclusività, con esempi e progetti pensati per migliorare la vita di tutti o di alcune minoranze scelte.

Foto © William Iven

Per fare un esempio pratico, abbiamo chiesto a Paolo Peraro (Hook) di sviluppare un talk sul tema e la sua interpretazione è la seguente:

L’utente di oggi cerca sempre più autonomia e libertà di auto-progettazione in svariati momenti della propria vita: quando apprende, quando mangia, quando si informa, quando si intrattiene, quando acquista, quando lavora. La nostra propensione a seguire percorsi progettati da altri diminuisce sempre di più.

Quello che cercherà di costruire non è un talk o una tavola rotonda ma un esperimento collettivo di racconto e voi potete partecipare fin da ora compilando un breve questionario.

Il corso alla Stanford University è naturalmente a numero chiuso, noi di Studiolabo apriremo le porte della Microsoft House il 13 ottobre con tanti ospiti e tu sei invitato, perché come avrai capito ci interessa la tua opinione.

Cristian Confalonieri


Scopri il programma del festival su www.breradesigndays.it
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