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OMNIA. Parte 1/2 Diario di design: come lo abbiamo fatto.

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Dopo il successo di “Fuorisalone. The board game of Milan Design Week” il nostro interesse verso il design dei giochi da tavolo non si è fermato.
Nel 2019 abbiamo partecipato al concorso “Gioco Inedito” di DVGiochi e Lucca Comics and Games che prevedeva la creazione di un gioco di carte a tema Leonardo da Vinci.

Il nostro gioco si intitolava “Leonardeck” e grazie alle illustrazioni di Roberta Esposito ha vinto il premio “Miglior Artwork”.

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La confezione inviata al concorso, con un’illustrazione molto basic del volto di Leonardo e il primo nome scelto per il gioco “Leonardeck”.

Questo premio ci ha spinto a non ritenere chiuso il progetto ma a volerne concretizzare l’idea tramite un vero e proprio prodotto.

Ed eccolo qui www.omnia-gioco.it

Ma torniamo indietro. Come lo abbiamo realizzato?

Vista la scelta obbligata del tema (“Leonardo da Vinci”), il nostro primo obiettivo è stato capirci qualcosa in più di Leonardo e andare oltre i soliti stereotipi.
Abbiamo scoperto che la sua vita è stata davvero ricca sì di opere ed invenzioni, come sappiamo tutti, ma anche di viaggi e di persone conosciute.
Era davvero un “Influencer del Rinascimento”!

Abbiamo quindi individuato il concept del gioco: trasmettere la sua vitalità.

Nelle 110 carte (numero massimo consentito dal concorso) volevamo raccontare l’intera vita di Leonardo, e rappresentare quindi: Opere, Invenzioni, Città e Personaggi, e siamo partiti creando un mazzo di carte per ognuno di questi elementi.

Occorreva, chiaramente, trovare il modo di legarli fra loro.

L’idea è stata quella di creare un mazzo aggiuntivo di Carte Azione (da distribuire ad inizio partita) per avere una meccanica immediata e semplice: scarto una carta-azione, raccolgo carte dal tavolo.
Questa decisione dà la possibilità ai giocatori di fruire dei vari elementi e di iniziare a giocare anche senza una strategia precisa, che di fatto rende il gioco apprezzabile ad un pubblico ampio.

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Primi prototipi di carte scritte a mano

Ogni Carta Azione ha 2 icone riconducibili ai diversi mazzi degli elementi sopracitati (Opere, Invenzioni, Città e Personaggi) e, quando utilizzata, permette la pesca di 2 carte, in modo da poter utilizzare la totalità delle carte durante una partita.

Poi abbiamo aggiunto un ulteriore elemento collante: le Monete.
Le monete servono a pagare alcune carte, altrimenti non prendibili dal giocatore.
La meccanica di pagamento ha dato al gioco una certa forma di strategia, di organizzazione dei turni e ha ridotto l’impatto della fortuna.

Queste decisioni hanno raggiunto l’obiettivo di creare delle relazioni tra le carte: con una semplice azione diventa possibile creare delle combo istantanee e che danno la possibilità di raccogliere molte più carte per turno, aumentando la soddisfazione dei giocatori.

Il processo seguito è frutto di numerosi playtest in studio, una parte interessante del lavoro è stata quella di equilibrare valori, costi in monete e punti di fine partite, cosa che abbiamo definito solamente dopo svariate ore di gioco.

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Una delle tante partite fatte in studio, con una stampa amatoriale delle carte.

Di certo ci ha aiutato studiare altri giochi, di cui ammiravamo il mood e le meccaniche, solo per fare qualche titolo: “7 wonders duel”, “Minute Realms”, “Coloretto” e forse anche “Welcome to my favourite place” ci ha influenzato perché in quel periodo lo giocavamo tanto in studio.

Il risultato finale ha portato ad uno schema di gioco semplice:

scarto una carta azione, raccolgo due carte dal tavolo, se necessario pago con le monete, eseguo delle combo, colleziono carte per risolvere gli obiettivi.

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Una delle prime prove di stampa in cui si ragionava sul posizionamento degli elementi e sulla leggibilità delle icone.

Tuttavia mancava ancora mancava il quid, quella scelta progettuale capace di dare personalità al gioco.
Ci abbiamo pensato tanto e fatto davvero molte prove, ma gli ultimi dubbi sono stati sciolti solo pochi giorni prima di consegnare il gioco al concorso.

Come prima modifica abbiamo inserito un draft iniziale per aumentare ancora un po’ la parte strategica.

(Cosa sia un draft è spiegato bene qui)

Ma il vero quid è stato far diventare le carte Città gli obiettivi e non palesarli.
Fondamentalmente il giocatore raccoglie carte durante la partita con l’obiettivo di completare i set indicati nelle Carte Città che gli permettono di fare punti a fine partita.

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Nella versione beta, le Carte Città erano palesi fin da subito, successivamente sono diventati obiettivi personali. Infine abbiamo deciso di iniziare le partite con una sola Carta Città scoperta (obiettivo comune).
Una delle possibili azioni durante il turno di un giocatore è scegliere una Carta Città.
Il giocatore che esegue quest’azione pesca 3 Carte Città dal mazzo e sceglie quale scoprire, quella carta diventa un obiettivo di fine partite comune a tutti.

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Per le carte città si è deciso di illustrare uno scorcio significativo del luogo in questione, incorniciato nell’arco della porta della città, dettaglio che è diventato poi il simbolo del rispettivo mazzo.

In questo modo è demandata ai giocatori la facoltà di decidere durante la partita quali sono le condizioni di vittoria.

Sappiamo che è una regola che fa storcere il naso ai puristi dei giochi da tavolo, ma abbiamo visto che è divertente e questo è stato il nostro unico criterio di giudizio.

Il gioco quindi era pronto ma siccome avevamo deciso, fin dallo sviluppo, che ci saremmo presentati al concorso con un prototipo di alto livello, Roberta ha iniziato a lavorare sulle illustrazioni appena finita la ricerca degli elementi.

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I primi schizzi.
Per definire lo stile delle illustrazioni, abbiamo svolto una prima prova sulla carta della Gioconda, variando da uno stile più tendente al fumetto ad uno più essenziale e grafico, che è quello che ha convinto tutti dal primo momento.
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Le illustrazioni riproducono opere di Leonardo, nel caso di dipinti e invenzioni. Mentre per i Personaggi sono stati selezionati ritratti e busti dell’epoca.
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Per avere una netta distinzione tra i due mazzi, abbiamo optato per una palette calda per le carte opere e una palette fredda per le carte invenzioni.
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Altro elemento cruciale di progettazione sono state le icone, che dovevano essere immediatamente chiare e riconoscibili, anche in dimensioni molto ridotte.
Il disegno quindi è andato sempre più verso la semplificazione del segno e una distinzione netta nella scelta dei colori.

Esplorare la vita di Leonardo, scegliere quali opere, invenzioni, personaggi e città inserire nel gioco e con quali logiche è stato l’aspetto più divertente.

L’obiettivo è sempre stato quello di essere POP e un po’ dissacranti verso le opere e non potendole mai rappresentare “seriamente”, abbiamo deciso di renderle icone grafiche.
La scelta ha premiato.

Come già detto, ci ha permesso di vincere il premio per il miglior artwork al Lucca Comics and Games nonostante il gioco si chiamasse “Leonardeck”.
Forse siamo stati talmente concentrati nel concepire il gioco che non siamo riusciti a produrre un titolo adeguato.
Sicuramente siamo più soddisfatti del titolo uscito successivamente:
OMNIA. La vita, il viaggio, le opere di Leonardo. A carte.

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In copertina, dopo varie prove, si è scelto di disegnare Leonardo, in età adulta (prendendo spunto da un suo noto autoritratto) e sullo sfondo la città di Vinci, punto di partenza del suo incredibile viaggio.
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Primo prototipo della scatola con due opzioni di illustrazione

Una volta finita la progettazione di tutti gli elementi del gioco, ci siamo resi conto che la storia di Leonardo, che tanto ci aveva appassionato, difficilmente sarebbe stata trasmessa dalle semplici carte.

Per cui abbiamo realizzato un progetto parallelo e complementare al gioco, aprendo un account instagram @omnia.gioco, nel quale è possibile ripercorrere il viaggio di Leonardo tappa per tappa.
Un’idea semplice ed accessibile a tutti che ci ha permesso di raccontare, attraverso le stesse carte personaggi, opere, invenzioni e città, l’affascinate vita del genio del Rinascimento.

Ora non vi resta che tuffarvi nel mondo di Leonardo attraverso le carte di Omnia!

Cristian Confalonieri
Roberta Esposito
Fabrizio Somma
Studiolabo

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