Il genio della macchina

Manipolazione e violenza di genere nell’era della loro riproducibilità filmica

“Il genio non si discute”, l’artista sublime può essere persona infame senza che ciò debba entrare in campo nel nostro rapporto con la sua opera.

Alzi la mano chi non ha flammato col coltello tra i denti su questo argomento dopo la morte di Bernardo Bertolucci. Sulla violenza ai danni di Maria Schneider nella scena di stupro in Ultimo Tango a Parigi si è detto di tutto. Da “ma lei sapeva” a “non le ha davvero messo il pene nel culo”, “vabbè, dai, che sarà stato un po’ di burro…” e l’attualissimo “Maria non ha superato il dimenticatoio dopo il successo”, sempre all’interno della cornice: “Giù le mani (femministe) dall’artista”. Un’argomentazione molto usata è stata: “I registi lo hanno sempre fatto e sempre lo faranno. Si chiama ricerca della verità espressiva a ogni costo, con ogni mezzo necessario” (pure la dignità degli altri).

Mi sono messa a pensare ai casi di attrici manipolate se non addirittura brutalizzate da grandi registi. Ho realizzato subito che alcuni di loro erano i “miei” geni, gli artisti su cui non avrei mai voluto mettere le mani, facendoli precipitare dal piedistallo (costruito da me) a colpi di lettura di genere. Ne è nato un thread. Eccolo qua.