Filosofia della mente e Filosofia dell’informazione, dal Buddhismo a Luciano Floridi

Vincolo d’unione, Maurits Cornelis Escher1956

Parlare oggi di filosofia della mente significa interrogarsi su alcune questioni fondamentali che occupano i filosofi da più di sessant'anni. La curiosità della filosofia e dei filosofi, ha spinto alcuni di questi a focalizzarsi sull'intricato complesso di possibilità, contenuti intellettuali e spirituali dell’individuo: la mente umana. Lo studio filosofico della mente si addentra nelle questioni che stanno dietro la ricerca scientifica utilizzando non solo il metodo speculativo (mediante esperimenti mentali), ma anche esaminando i risultati della ricerca empirica (risonanza magnetica, elettroencefalogramma ecc.). Erroneamente, capita ancora di confondere mente e cervello, individuandoli come “sinonimi”, ma questa è una falsa deduzione; sia perché quando parliamo di cervello e mente parliamo di due “mondi” completamente differenti (che potremmo definire mondo fisico e mondo astratto), sia perché ormai non possiamo considerare più la mente come un mero riflesso degli impulsi elettrici del cervello. I filosofi, più precisamente e genericamente i pensatori, hanno forse individuato prima degli scienziati l’estrema complessità di quello che potremmo definire il motore dei processi intellettivi e pratici. Questi, andando oltre l’analisi del corporeo, hanno identificato quella particolare attività che rende speciale e differente l’uomo dagli altri esseri viventi. Se nella filosofia occidentale, a partire da Cartesio, è prevalsa la prospettiva dualista (che teorizza una distinzione sostanziale tra mente e corpo), nelle culture dell’oriente è prevalsa la visione olistica della mente in relazione con l’anima, l’Ātman (“essenza”). Questa è una prospettiva cardine nel pensiero buddhista, dove la mente non è un’entità o un sistema che esercita funzioni, bensì un processo chiamato “mentale”. La mente diventa quindi un ponte tra anima e corpo, ed è proprio per questo che si trova in uno stato “irrequieto”, alla ricerca di una possibile conciliazione tra l’assoluto e la morte, quelle due parti che risultano impossibili da unire tra loro.

Secondo il Buddhismo la mente, nella sua condizione non illuminata, esprime le proprie qualità quali pensieri, percezioni e ricordi grazie alla consapevolezza. Ma è solo nella vita ascetica che possiamo cogliere la sua vera essenza, quella illuminata e libera dall'attaccamento ad un sé che si sperimenta inseparabile dallo spazio come consapevolezza aperta, chiara ed illimitata. Se da una parte per alcuni la proposta di una vita libera da limiti fisici si presenta come una rivelazione, per altri sembra impossibile concepire una vita incentrata sull'abbandono del mondo sensibile, in particolare per coloro che vivono nel mondo occidentale. Infatti, è proprio in questa zona che si sviluppa la prospettiva funzionalista (sostenuta da Aristotele), la quale considera la mente come un termine utilizzato per comodità ai fini della rappresentazione di una moltitudine di funzioni mentali che hanno poco in comune tra loro, riconoscibili solo attraverso la coscienza. Gli uomini, dunque, non sono solo consapevoli della propria esistenza ma anche di possedere una mente, i quali attributi però sono strettamente legati alle funzioni del cervello e non hanno autonomia. In pratica, la mente, viene considerata esclusivamente come la consapevolezza del cervello di comprendere i suoi stessi procedimenti. Il problema centrale della filosofia della mente, cioè capire e definire l’io, è stato ormai surclassato dalla moderna dicotomia mente-cervello derivata dalle scoperte delle neuroscienze: la mente viene ormai considerata solamente coscienza e quindi relativa ad un ambito prettamente soggettivo, mentre il cervello viene studiato in un’ottica empirico-materialista tipicamente scientifica. Nonostante la ricerca neurofisiologica resti comunque incapace di andare oltre gli aspetti meccanici del pensare, la filosofia della mente non è ancora riuscita ad arrivare ad una scienza efficace ed esauriente delle componenti funzionali della mente e della loro cooperatività. Il problema mente-corpo è soltanto uno degli approcci entro cui si inquadrano le nuove teorie della mente, che nascono da osservazioni su storiche discipline quali il computazionalismo e l’intelligenza artificiale. Se fino ad ora abbiamo parlato di quanto fosse difficile stabilire e definire il senso della mente umana, ora entriamo in un mondo che si sviluppa parallelamente a quelle nozioni di cervello-mente: il mondo digitale. Ed è proprio da problemi come quello dell’indagine sulla mente che nascono nuovi filoni di pensiero, tutti alla ricerca di rendere la speculazione funzionale applicandola ad ambiti che sembrano lontani dalla filosofia. Il tentativo più riuscito è sicuramente quello della filosofia dell’informazione.

La filosofia dell’informazione è una disciplina nuova che affonda le sue radici storiche nelle ricerche tecniche e filosofiche di personaggi come Norbert Wiener, Alan Turing e Claude Shannon; personaggi che hanno cercato di creare macchine e postulare teorie capaci di riprodurre le funzionalità della mente e del cervello umano nell'ambito della trasmissione d’informazioni. La filosofia dell’informazione è una coesiva area di ricerca nata negli anni novanta dal pensiero di Luciano Floridi, il primo a coniare e usare l’espressione “filosofia dell’informazione” nel senso tecnico. Questa nuova filosofia si occupa del concetto d’informazione, delle sue dinamiche e del suo utilizzo, cercando di toccare ogni campo del sapere. Vivendo in un’epoca storica di rivoluzione per quanto riguarda il campo informatico, secondo Floridi, era necessario stabilire una disciplina che si occupasse dei principi basilari dell’informazione attraverso l’elaborazione di una metodologia teoretica, informazionale e computazionale applicabile ai problemi filosofici. Non solo per creare un nuovo tipo di ambiente d’indagine filosofica, piuttosto per porre delle solide basi sulle quali sviluppare una teoria della conoscenza totale, che la sola mente umana non potrebbe contenere.