CREDITO D’ IMPOSTA R&S — Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate in merito alla Documentazione

La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 5/E del 16 marzo 2016 riporta al punto 7 (Documentazione) utili chiarimenti all’articolo 7 del Decreto Attuativo. In particolare si segnala:

- Ai fini dei successivi controlli, la documentazione contabile certificata deve essere conservata ed esibita unitamente al bilancio. In base al secondo periodo del comma 11 dell’articolo 3, ripreso all’articolo 7, comma 2, del decreto attuativo, l’obbligo di certificazione contabile della documentazione è previsto con riferimento alle imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale, le quali devono avvalersi della certificazione di un revisore o di una società di revisione legale dei conti iscritti quali attivi nel registro dei revisori legali di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39.

- Per l’attività di certificazione contabile dette imprese hanno diritto a beneficiare di un credito di imposta di importo pari alle spese sostenute e documentate, entro il limite massimo di euro 5.000 per ciascun periodo di imposta per il quale si intende fruire dell’agevolazione.

- La seconda parte del comma 5 dell’articolo 7 del decreto attuativo, alle lettere da a) a c), indica, in via orientativa e non esaustiva, la documentazione a supporto da conservare in relazione alle diverse tipologie di costi eleggibili.

- In riferimento alla documentazione a supporto dei costi relativi alla ricerca “extra-muros”, a mente della lettera c) del comma 5 dell’articolo 7 citato, sono necessari i contratti stipulati con università, enti di ricerca o organismi equiparati e gli altri soggetti (comprese le start-up innovative), nonché una relazione sottoscritta dai soggetti commissionari concernente le attività svolte nel periodo di imposta cui il costo sostenuto si riferisce. Al riguardo, si precisa che, nell’ipotesi di attività di ricerca commissionata o subappaltata a soggetti diversi da università ed enti di ricerca, dalla menzionata documentazione deve risultare la residenza o la localizzazione in Stati membri dell’UE, in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) ovvero in paesi e territori “collaborativi” del soggetto che di fatto svolge l’attività di ricerca.

A tal proposito, sulla base delle numerose esperienze maturate nel campo (vedi CV elenco relativo alle attività di R&S) la Tecnovia ha strutturato un particolare percorso per lo sviluppo di ricerche commissionatele da terzi.

Tali attività, nell’ambito del sistema di gestione della qualità UNI EN ISO 9001, consistono in corrette ed efficaci modalità operative e di tenuta sotto controllo, a garanzia dell’attività svolta e della clientela, che vanno dalla stesura di Contratti di consulenza (con particolare attenzione alle clausole di riservatezza), alla redazione di Capitolati (mirati alla gestione delle singole fasi operative di R&S), alla organizzazione di Budget di spesa (modificabili in corso in funzione delle esigenze del cliente o del percorso di ricerca), alla stesura di Verbali delle riunioni periodiche, ai Report sulle varie attività svolte, alle Relazioni tematiche di settore ed altro.

Oltre a quanto elencato (anche se l’unica richiesta documentale ai sensi di legge è la sola Relazione finale), la Tecnovia redige un documento finale di Validazione scientifica e, su richiesta del cliente, una Relazione scientifica da parte di soggetti terzi (di norma docenti universitari, coordinatori di ricerca o ricercatori senior che operano nel campo). Infine, nell’ambito dell’intero sviluppo delle attività di R&S, la Tecnovia controlla anche l’attività amministrativa e contabile (parallelamente agli uffici aziendali del cliente), duplicando e archiviando la relativa documentazione su file, in modo da facilitare anche il lavoro del revisore dei conti al termine della ricerca.

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