Jacques Anquetil, il sultano seduttore

Ho capito che la gente ama tra gli sportivi soprattutto quelli che più assomigliano agli uomini comuni, senza la disciplina metodica propria di molti atleti, nel gestire l’alimentazione e la propria vita privata, ad esempio. Quelli che vanno un po’ fuori dagli schemi. Si pensi a Pantani o Tomba, in casa nostra.

Chi incarnò perfettamente questo questo spirito fu Jacques Anquetil che, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 dominò la scena del ciclismo internazionale. Atleta dotato da Madre Natura di qualità fisiche fuori dal normale, fu l’unico, insieme a Merkx e Hinault, a riuscire sia a vincere Vuelta, Giro e Tour nella propria carriera e a realizzare la doppietta Giro-Tour nello stesso anno. Lo invidiava Louison Bobet, campione senza tempo che lo precedette in termini cronologici nel cuore dei francesi e che curava ogni singolo dettaglio, dalla dieta, al sonno, all’attività sessuale, per preservare il proprio fisico e che proprio non si capacitava di come questo ragazzino dell’Alta Normandia potesse ottenere quei risultati pur concedendosi non di rado a brindisi di champagne e partite di bridge che finivano a tarda notte. Addirittura Jacques in tutte le tappe dei grandi Giri era accompagnato e sorretto, psicologicamente e non solo, da Jeanine, moglie del suo medico, ma con cui era scoppiato un amore folle e implacabile. Era il suo modo d’essere. Diceva che se non avesse vissuto come gli piaceva non avrebbe mai reso al massimo in gara.

Una storia molto simile a quella di Fausto Coppi, il quale ammirava molto il giovane Jacques, tanto da invitarlo a quella maledetta battuta di caccia in Burkina Faso che fu fatale per il Campionissimo.

Terminata la propria carriera, a 35 anni, Jacques vuole un figlio, ma Jeanine, troppo in là con l’età, non può darglielo. Jacques, ossessionato da quest’idea pensa addirittura di offrire del denaro a un’altra donna pur di soddisfare il proprio desiderio di paternità. Una sorta di utero in affitto ante-litteram.

Jeanine prende così una decisione che soltanto l’amore incondizionato può sprecare. Offre al suo uomo la propria figlia, Annie, di soli 18 anni e che vive con loro. Ne nasce Sophie e tutti e 3, come in un romanzo dell’Ottocento, vivono insieme in un castello, simbolo della rivalsa sociale del vecchio garzone che ce l’ha fatta.

Ma la mirabolante storia amorosa di Jacques non finisce qui. Quando Annie lascia la residenza, rendendosi conto che non può condividere l’intera vita con l’uomo di sua madre, Jacques si dispera e cade in depressione. Jeanine per tirarlo su di morale invita al castello il proprio figlio, Alain, insieme alla moglie Dominique, con i quali Jacques aveva un ottimo rapporto.

Ma a Jacques non basta e richiama Annie minacciandola di sedurre Dominique qualora non fosse tornata. Così accadrà. Annie risponde di no, Jacques seduce Dominique e dalla loro unione nasce un figlio, Cristopher. Un vero e proprio sultano Jacques Anquetil, che morì, giovane come una rockstar, alla quale molto era assomigliato nella sua turbolente vità, a soli 53 anni per via di un cancro allo stomaco.