Un mondo capovolto

Onestamente non so perché, all’alba dei 29 anni, non sia un barbone mendicante in giro per l’Europa o un semplice babà in Oriente. Probabilmente solo per paura, quella paura fottuta iniettatami dalla mentalità piccolo-borghese in cui sono cresciuto.
Potessi scegliere tra la vita religiosa e quella mondana, credetemi, le ho provate entrambe, nei loro eccessi e nelle loro privazioni, non avrei dubbi: sceglierei col cuore la prima.
Purtroppo, nonostante vada predicando di cavalcare la tigre, sono abituato, come tutti, a cavalcare due cavalli e questo ci rende pazzi, non folli, pazzi!
Beati gli smemorati perché l’avranno vinta anche sui loro errori!
Beati i soddisfatti perché a loro è destinato il paradiso degli sciocchi!
Ho un amico, o forse sarebbe meglio dire ex amico perché non mi rivolge più parola, anche se io nutro sempre grande affetto per lui, che ha fatto molto successo, moltissimo, lo conosce praticamente chiunque, dai bambini agli anziani. Lui è un mediocre, ma ha un grandissimo pregio. Ha avuto un obiettivo e ha lavorato sodo solo per quello, senza deviare su altro. Al contrario, chi cerca non trova mai una verità o una meta da raggiungere. I figli, ad esempio, non sono una meta, ma un risultato, ma non credete che bastino a rendervi felici nella vita, o addirittura vincenti!
Capisci che hai fallito e poi vuoi farti una famiglia: è il modo in cui dissimuli la tua infelicita’.
Ho iniziato parlando di paura e sto concludendo parlando di vittoria. Ho capito che quando perdi tutto hai vinto, perché sei libero. Ma la maggior parte delle persone che conosco, me compreso, teme la perdita perché ha paura della libertà.
Voi continuate pure a leggere Fabio Volo, condividete i video di Rovazzi, ascoltatevi gli interventi televisivi di qualche opinionista in TV e credete che loro hanno vinto mentre io ho perso. È un mondo capovolto e loro si tengano le loro vittorie, che appartengono al regno dell’umano troppo umano, tale da diventare disumano, per presunzione.