Social media e giornalisti: proposta di linee guida

La scuola di Giornalismo di Urbino ha un nuovo codice per i redattori/allievi

Nell’estate del 2018 i colleghi dell’Istituto per la Formazione al Giornalismo (IFG) di Urbino, mi hanno cortesemente chiesto di collaborare alla redazione di una serie di linee guida sull’uso dei media sociali da parte dei giornalisti. Il documento sarebbe poi diventato il codice in vigore per i redattori delle testate della scuola e la base per la formazione degli allievi in questo campo.

La riflessione intorno a questi problemi è in effetti piuttosto scarsa nel mondo del giornalismo italiano, a parte alcuni pionieristici sforzi come il “Decalogo per l’uso dei social media” preparato da Anna Masera, adottato dalla Stampa nel 2012 e reso pubblico l’anno successivo.

Il documento dell’IFG di Urbino cerca di stabilire in modo abbastanza dettagliato alcune regole per l’uso dei profili personali dei giornalisti (cui ho contribuito redigendo la bozza iniziale) e per la gestione dei profili e delle pagine delle testate.

Il documento è a disposizione del pubblico sia sulle pagine istituzionali del sito, sia sulle pagine del Ducato, la testata d’informazione online della scuola. Qualunque siano le regole che le redazioni si danno nella interazione con i cittadini, sono necessarie infatti due cose:

  1. che le regole ci siano (no, non bastano le leggi e le carte deontologiche)
  2. che le regole siano pubbliche (la trasparenza è una delle poche carte che il giornalismo professionale può giocare per provare a rimanere rilevante)

Sarebbe bello che il documento di Urbino potesse fornire la base per ulteriori discussioni tra giornalisti italiani. In pubblico.

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Riporto qui di seguito la prima parte, per il resto e per le note si rimanda al documento originale.

Linee guida per l’uso dei media sociali 
per i redattori del Ducato

Don’t do anything stupid
You’re a BBC journalist; act like it
(BBC News Group, “Social media guidance for staff”, 2015)

Tweet as if your next tweet is your last
(Sreenath Sreevanasan, @Sree’s Top Social Media Tips, 2018)

I media sociali sono parte della vita e delle relazioni umane, in quanto tali devono essere parte della vita e delle relazioni del giornalista. E’ dunque opportuno e necessario che il giornalista li utilizzi e lo faccia consapevole delle responsabilità che questo comporta.

I media sociali possono essere usati dai giornalisti:

  • come strumento di espressione personale
  • come strumento di narrazione giornalistica
  • per diffondere materiali giornalistici esistenti su altre piattaforme
  • per interagire con il pubblico
  • per raccogliere e verificare informazioni (crowdsourcing, contenuti originati dagli utenti…)

La guida è divisa in due parti: la prima riguarda l’uso dei profili personali (account) dei singoli giornalisti della redazione del Ducato; la seconda si occuperà dell’uso delle pagine e dei profili delle testate.

Principi generali

  • I media sociali non sono un mondo separato, diverso da quello delle relazioni fisiche.
  • Ciò che accade nell’ambiente digitale ha conseguenze dirette nell’ambiente fisico e viceversa. Le conseguenze di un’azione nell’ambiente digitale possono essere assai più rapide e più vaste di quelle nell’ambiente fisico
  • Le responsabilità civili e professionali dell’ambiente fisico e dell’ambiente digitale sono le stesse. Nell’ambiente digitale possono essere maggiori, considerando la rapidità delle conseguenze delle nostre azioni.
  • I profili privati dei giornalisti sui media sociali hanno rilevanza pubblica.
  • Tutte le leggi e le norme che si applicano al cittadino giornalista (leggi, codici, carte deontologiche, ecc.), si applicano anche alle sue attività sui media sociali.

L’USO DEI PROFILI PERSONALI

Espressione personale

  • I giornalisti, come tutti i cittadini, hanno diritto di esprimersi liberamente, ma devono farlo in modo tale da non danneggiare il lavoro proprio e della propria redazione.
  • Oltre ad osservare leggi generali e norme professionali, il giornalista deve sempre valutare l’opportunità dei contenuti e del tono delle proprie pubblicazioni sui media sociali, specialmente quando esprime opinioni su questioni controverse o su materie intorno alle quali è o potrebbe essere chiamato a lavorare in veste professionale.
  • La condivisione di materiali sui social media, specie quelli di carattere valutativo, deve essere fatta nella consapevolezza che gli altri utenti potrebbero attribuirle un significato editoriale. E’ pertanto opportuno contestualizzare le condivisioni, quando possibile.
  • Gli avvertimenti tipo “I retweet non implicano condivisione” sono inutili e comunque non assolvono dalla necessità di attenersi al principio di cui sopra.
  • Il giornalista utilizza i media sociali nella consapevolezza…

che tutto è o può diventare pubblico

che anche materiali cancellati possono sopravvivere

  • Il giornalista si esprime nei media sociali con un tono che faciliti comprensione e dialogo ed evita ogni atteggiamento che possa essere di ostacolo ad essi.
  • Il giornalista farà attenzione affinché la propria rete sociale digitale (chi lo “segue” e chi il giornalista “segue”), sia sufficientemente variegata e plurale e non suggerisca posizioni preconcette del giornalista che potrebbero rendergli più difficile il lavoro.

Narrazione giornalistica

  • Il giornalista applica alle proprie produzioni informative sui media sociali gli stessi criteri di etica professionale adottati nelle produzioni su altri canali, sia che pubblichi materiali originali, sia che rilanci materiali di terzi.
  • In particolare, nel pubblicare o condividere le informazioni, il giornalista…

verifica i dati di fatto

verifica la fonte

cita le fonti nella misura massima possibile

si astiene dal rilanciare notizie non verificate, nel caso straordinario che lo faccia chiarisce che la notizia non è verificata.

  • La pubblicazione di una notizia esclusiva sui media sociali prima che sui canali del Ducato deve essere autorizzata dal direttore o da persona da lui delegata.
  • Il giornalista porrà particolare cura nel rilanciare e condividere notizie esclusive di terzi, nella consapevolezza che il pubblico potrebbe intendere la condivisione come una certificazione della notizia stessa.

Interazione col pubblico

L’interazione con il pubblico e i cittadini è parte integrante del lavoro di un giornalista, una funzione altrettanto importante dell’uso dei media sociali per informarsi e per diffondere materiali giornalistici nati su altri canali.

  • E’ bene che il cittadino che interloquisce con un giornalista sui media sociali sappia di aver a che fare con un giornalista.

Il giornalista deve essere chiaramente identificabile con nome, cognome ed eventualmente immagine dal profilo biografico del proprio account. Il giornalista non utilizza profili/account non identificabili, men che meno ingannevoli.

E’ opportuno indicare nel profilo biografico la propria appartenenza a una redazione.

Nei contesti nei quali potrebbe non essere chiaro è bene che il giornalista si identifichi con i suoi interlocutori, quando usa i social media per lavoro.

L’uso di social media “sotto copertura” può essere autorizzato solo in casi e per servizi eccezionali dalla direzione.

  • Il giornalista è responsabile anche del modo con il quale gestisce le discussioni sui propri profili/account nei media sociali.
  • Nell’interazione con il pubblico il giornalista manterrà toni e atteggiamenti che favoriscano il dialogo e la comprensione

non ingaggerà battaglie verbali

eviterà argomenti ad personam e risponderà, se del caso, in maniera pacata anche agli attacchi più spericolati

cercherà di limitarsi a spiegare gli elementi fattuali

eviterà di eliminare/bannare account considerati molesti, a meno che le attività di questi non assumano profili illegali (es.: diffamazione) o danneggino seriamente la qualità generale del confronto tra diversi nel profilo/account. In questi casi è opportuno consigliarsi con il direttore o con un docente.

Raccolta delle informazioni (UGC)

Raccogliere informazioni su social media e utilizzarle per il proprio lavoro è parte integrante del lavoro del giornalista. Nel farlo è necessario tener presenti alcuni principi e attenersi ad alcune regole

  • Tutti i materiali autoriali (a titolo di esempio non esclusivo: foto, video, audio, musica, ecc.) sono soggetti alle leggi sul copyright e sui diritti di riproduzione anche nei social media. Ogni uso di questi materiali per fini giornalistici deve essere di regola autorizzato dagli aventi diritto.
  • I materiali di terzi utilizzati ai fini giornalistici devono essere identificati accreditandone dell’autore. Nessuna eccezione è possibile.
  • Prima di condividere o utilizzare per il proprio lavoro materiali e informazioni di terzi il giornalista è tenuto, in proprio o con l’aiuto della redazione:

a verificare la fonte

a verificare i contenuti

  • E’ possibile sollecitare contributi dei cittadini (foto, video, ecc.) per migliorare la nostra offerta informativa, ma occorre molta prudenza ed attenzione per non indurre non professionisti a prendere inutili rischi in casi di emergenze naturali o sociali.
  • Il giornalista può e deve utilizzare la propria rete nei media sociali per verificare le informazioni in suo possesso.
  • Il giornalista è incoraggiato a utilizzare la propria rete nei media sociali per svolgere i propri servizi e le proprie inchieste.
  • L’uso di fotografie e materiali tratti da profili/account sui media sociali di protagonisti di fatti di cronaca, in particolare di vittime o di sospetti in eventi di cronaca nera, può avvenire solo in casi assolutamente eccezionali e previa autorizzazione del direttore o della persona da lui delegata. Nei rari casi nei quali tali utilizzazioni saranno autorizzate, il giornalista avrà cura di farlo con grande parsimonia e con il massimo rispetto delle persone coinvolte.
  • I materiali postati sulle pagine e gli account ufficiali di istituzioni o di personalità pubbliche possono essere utilizzati a fini giornalistici, ponendo comunque attenzione a possibili profili legali relativi al copyright di alcune immagini.

Uso etico dei social media

  • Il giornalista della redazione del Ducato corregge sempre l’errore nel quale sia incorso pubblicando una informazione nei media sociali e lo fa apertamente, quando è possibile evitando di eliminare il post originale.
  • Il giornalista avrà cura che le sue attività sui media sociali e la sua rete sociale digitale non pregiudicano la riservatezza delle fonti protette.
  • Anche partecipando a gruppi “chiusi” sui media sociali, il giornalista aderirà ai criteri stabiliti.

Un ultimo suggerimento di carattere generale: meglio disturbare un caporedattore o un docente in caso di dubbio, piuttosto che rischiare una sciocchezza della quale ci si pentirebbe.