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La prima volta che ho sentito parlare di flusso di coscienza è stata a liceo. Da quel momento mi ha sempre accompagnato e mi ha perfino indotto a farne il lavoro finale agli esami di maturità. La mia scelta di portare “Finnegan’s wake “ di Joyce nonostante una pre-iscrizione ad ingegneria desto' scalpore. Anche i miei scritti attingono dal mio flusso di coscienza interiore che però delle volte è più steam che stream, perché è così volatile ed effimero che è più simile al vapore acqueo che ad una corrente allo stato liquido. Scusa la mia solita parentesi autobiografica e egocentrica che è solo un lungo preambolo per dirti che hai fatto bene a lasciarti andare, a rendere pubblico esattamente il tuo flusso di coscienza. È un esercizio utile e mi fa pensare che sei ancora autentico e senza filtri. Io invece quando dico di dare sfogo al mio flusso di coscienza scrivo già in maniera ordinata, come se avessi di default il correttore grammaticale delle mie emozioni. Bravo ! Ottimo esercizio!

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