Quasi due fratelli vanno bene a scuola difficilmente un genitore nega un regalo e soprattutto non pone limitazione al suo utilizzo. Nella mia infanzia, nella mia adolescenza non ricordo alcuna privazione di sorta,né relativamente alla televisione, né ai videogiochi.

In casa, non ricordo esattamente quando, arrivò il mitico Nintendo Entertainment System, il NES, quello con la pistola Zapper e la cartuccia doppia Super Mario Bros e Duck Hunt. Era il cosiddetto 8bit. Erano anni di scarsità economica perciò per un bel po' di tempo ci siamo fatti bastare i due giochi in dotazione. Noi eravamo quelli che impazzivano per quell’idraulico italo americano con cappello e salopette rossa, con il baffone grosso, con un fratello di nome Luigi. Facendo eco ad una famosa trasmissione televisiva: “Noi che non avevamo le schede di memoria per salvare le partite e mettevamo in pausa o ci davamo il cambio per mangiare o andare in bagno; noi che per arrivare senza scorciatoie dal mondo uno al mondo otto stavamo con gli occhi spalancati per pomeriggi e serate intere; noi che quando abbiamo incontrato per la prima volta Bowser in persona tremavamo veramente dal terrore; noi che odiavamo la risatina malefica del cane di Duck Hunt quando mancavamo una papera.

Andrea, nostro cugino, aveva molte più cartucce di noi e ogni tanto ce le prestava e cosi’ anche noi potevamo allargare la nostra conoscenza.

Non ricordo onestamente tutti i titoli ma quello che non scorderò mai è Super Mario Bros 3.

Quella è stata una doppia evoluzione non solo in termini di grafica ma anche in fatto di durata del gioco. I mondi avevano tutti temi differenti, il deserto, il giardino, l’acqua, l’aria e ognuno di noi sapeva quale schema era più o meno nelle proprie corde e quante volte lo avrebbe rifatto.

Ma la vera evoluzione consisteva nell' introduzione dei fischietti: trovando uno di questi si poteva saltare i mondi e quindi ridurre il tempo totale di gioco e giungere prima alla sua conclusione. Alcuni li trovammo per caso; uno di questi invece lo trovammo attraverso la vista del film “ il mago dei videogames". Non mi dimenticherò mai quel momento…

I videogiochi erano quindi l’unico punto di incontro fra me e mio fratello, data la differenza di età.

Ne facevamo largo uso e stavamo incollati per ore e questo non ha mai influito sui nostri rendimenti scolastici o sull’obbedienza in famiglia.

Quindi come fare a proibire le tecnologie alle nuove generazioni e, soprattutto, è sempre vero che queste abbiano ripercussioni negative sulla loro crescita? Ripercorrendo la mia esperienza è proprio questo che vorrei analizzare.